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Legge

LEGGE 1 ottobre 2026, n. 182

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Albania in materia di cooperazione strategica nei settori dell'assistenza sanitaria, dell'energia, dell'ambiente, della sicurezza e dell'industria della difesa, della gestione delle migrazioni, dell'educazione, dell'innovazione, della diaspora, della trasformazione economica e della crescita intelligente, fatto a Roma il 13 novembre 2025.

Normativa italiana26G00197

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge autorizza la ratifica e dà esecuzione all’Accordo Italia-Albania firmato a Roma il 13 novembre 2025, che istituisce una cooperazione ampia in ambiti strategici, tra cui energia, ambiente, sicurezza, migrazioni, sanità, infrastrutture, istruzione, ricerca, agricoltura e turismo. L’Accordo entra in vigore dopo lo scambio delle notifiche sul completamento delle procedure interne; dura cinque anni, con rinnovi automatici quinquennali salvo disdetta comunicata almeno sei mesi prima. Attuazione senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica italiana.

Ratifica dell’Accordo di cooperazione strategica tra Italia e Albania

Ratifica dell’Accordo di cooperazione strategica tra Italia e Albania

La legge autorizza la ratifica dell’Accordo tra il Governo italiano e il Consiglio dei ministri albanese, firmato a Roma il 13 novembre 2025, e ne dispone la piena esecuzione a partire dalla sua entrata in vigore. L’Accordo definisce ambiti, modalità e meccanismi di coordinamento della cooperazione bilaterale.

Ambiti della cooperazione

Le Parti intendono cooperare nei seguenti settori:

  • Energia: resilienza e sicurezza energetica, con iniziative su energie rinnovabili, efficienza, reti, accumulo, tecnologie pulite e materie prime critiche; sono contemplate anche opportunità di sviluppo di infrastrutture per lo stoccaggio e la raffinazione di petrolio e gas, trasferimento tecnologico, formazione e cooperazione regionale.
  • Ambiente e rifiuti: tutela della biodiversità e degli ecosistemi, prevenzione dell’inquinamento, gestione integrata dei rifiuti e promozione dell’economia circolare; cooperazione su risorse idriche, impianti di trattamento, bonifiche, formazione, ricerca, tecnologie pulite e gestione sostenibile delle foreste.
  • Sicurezza, difesa e protezione civile: rafforzamento delle capacità istituzionali e dell’interoperabilità, addestramento e ricerca congiunti, produzione o coproduzione di sistemi e materiali per la difesa e cooperazione industriale, comprese navi militari e logistiche. In materia di protezione civile sono previste iniziative per modernizzare e rendere pienamente operativo il numero unico 112 in Albania, integrare tecnologie satellitari, UAV/UAS e intelligenza artificiale, migliorare il monitoraggio territoriale e coordinare le risposte alle emergenze.
  • Migrazioni e giustizia: contrasto alle cause della migrazione irregolare, al traffico di migranti e alla tratta, rafforzamento del pattugliamento marittimo albanese e attuazione del Protocollo migratorio del 6 novembre 2023. Le Parti intendono inoltre sviluppare soluzioni in relazione al Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, indicato come destinato a entrare in vigore nel giugno 2026, e alle proposte europee sui rimpatri e sui Paesi sicuri. La cooperazione giudiziaria riguarda l’assistenza reciproca contro criminalità organizzata transnazionale, terrorismo, riciclaggio e traffici illeciti, nonché i trasferimenti delle persone condannate secondo gli strumenti bilaterali e internazionali richiamati dall’Accordo.
  • Infrastrutture: sviluppo della connettività fisica e digitale, anche tramite studi, progetti condivisi, scambio di competenze e collaborazione sulle politiche per sovranità digitale e protezione dei dati. Gli interventi fisici possono riguardare ferrovie, autostrade, tangenziali, aeroporti e porti; quelli digitali connettività e cybersicurezza.
  • Sanità: miglioramento dell’accessibilità, qualità ed efficienza dei servizi albanesi mediante assistenza tecnica, formazione del personale, digitalizzazione, telemedicina e intelligenza artificiale. Sono incluse riforme organizzative, autonomia ospedaliera, partenariati pubblico-privato, modernizzazione delle strutture e dei sistemi di qualità, forme di assistenza privata nelle istituzioni pubbliche e promozione del mutuo riconoscimento delle qualifiche sanitarie.
  • Agricoltura, alimentazione e turismo: cooperazione su agricoltura biologica e sostenibile, acquacoltura, trasformazione alimentare, piante medicinali e aromatiche, tracciabilità e sicurezza degli alimenti, nonché adattamento climatico. Per il turismo si promuovono modelli sostenibili e diversificati, valorizzazione del patrimonio culturale, itinerari transfrontalieri, agriturismo e turismo rurale.
  • Ricerca, innovazione ed economia: programmi congiunti di ricerca e sviluppo, mobilità di ricercatori, sostegno a start-up e trasferimento tecnologico, infrastrutture e centri di eccellenza, anche nell’economia blu, e applicazione di tecnologie digitali avanzate. La cooperazione si collega all’Accordo scientifico e tecnologico italo-albanese del 18 dicembre 1997 e può comprendere la definizione di un ulteriore Memorandum d’intesa.
  • Istruzione, qualifiche e diaspora: promozione delle lingue e dei patrimoni culturali italiano e albanese, mobilità di studenti, docenti e ricercatori, reinserimento degli studenti trasferiti e mutuo riconoscimento di titoli e qualifiche secondo la Convenzione di Lisbona e gli standard europei. Sono contemplate collaborazioni tra istituzioni, diplomi congiunti o doppi, microcredenziali, scuole straniere e formazione tecnologica. Le Parti promuovono inoltre piattaforme mediatiche, iniziative digitali e social, e accordi per la reciproca diffusione delle rispettive radiodiffusioni pubbliche.

Attuazione dei progetti e forme di cooperazione

Ciascuna Parte resta responsabile della selezione degli enti esecutivi pubblici o privati nella propria giurisdizione. Per i progetti realizzati in Albania, l’ente esecutivo è designato dalla Parte italiana tramite il Comitato Congiunto, sulla base dei requisiti, delle specifiche tecniche e delle priorità indicati dal rappresentante albanese; per i progetti realizzati in Italia, la designazione spetta alla Parte albanese secondo il procedimento reciproco. Le Parti possono istituire gruppi tecnici o unità congiunte di coordinamento.

La cooperazione può assumere, tra le altre, le forme di assistenza tecnica, progetti e studi congiunti, iniziative pilota, joint venture, scambi di specialisti, formazione e trasferimento di conoscenze, partenariati pubblici e pubblico-privati, programmi di ricerca e istruzione, infrastrutture per l’innovazione, iniziative culturali e mediatiche, partecipazione a programmi UE e strumenti comuni di finanziamento o investimento. Le iniziative e i progetti prioritari possono essere definiti mediante specifiche disposizioni esaminate dal Comitato Congiunto.

Coordinamento e informazioni classificate

È previsto un Comitato Congiunto di Cooperazione composto da funzionari di alto livello nominati dai rispettivi Governi, con eventuale partecipazione di ministeri, agenzie e altri soggetti interessati. Il Comitato si riunisce almeno una volta all’anno, monitora l’attuazione, individua difficoltà e propone miglioramenti; può istituire gruppi tecnici e coinvolgere esperti, imprese e società civile. Le proposte di attuazione presentate da ciascuna Parte sono sottoposte al Comitato prima dell’adozione o della messa in opera. Le Parti possono inoltre istituire un Segretariato Tecnico Congiunto per fornire supporto e preparare documenti di lavoro e rapporti annuali.

Le informazioni classificate scambiate sono protette secondo l’accordo bilaterale del 9 dicembre 2014 sulla reciproca protezione delle informazioni classificate.

Costi, entrata in vigore e durata

Ciascuna Parte sostiene i costi dell’attuazione secondo la propria legislazione nazionale, salvo diverso accordo scritto. Per l’Italia, la legge di ratifica stabilisce che le amministrazioni provvedano agli adempimenti con le risorse disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

L’Accordo entra in vigore alla data di ricezione dell’ultima notifica diplomatica con cui le Parti comunicano il completamento delle rispettive procedure interne. È valido per cinque anni e si rinnova automaticamente per periodi successivi di cinque anni, salvo comunicazione scritta di mancato rinnovo almeno sei mesi prima della scadenza. Ciascuna Parte può denunciarlo con un preavviso di almeno sei mesi rispetto alla cessazione prevista. Le attività e i programmi già in corso possono proseguire fino al completamento, salvo diverso accordo. Le modifiche richiedono l’accordo scritto delle Parti e diventano efficaci con la medesima procedura prevista per l’entrata in vigore. Le controversie sono risolte amichevolmente mediante negoziati e consultazioni.

Entrata in vigore della legge

La legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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