Cassazione Penale, Sentenza n. 15055/2025 del 15/04/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnarono la sentenza di appello che confermava le condanne di primo grado. Per Labate e Nucera: si contestava la riconduzione alla bancarotta impropria da operazioni dolose, lamentando la mancata spiegazione del nesso causale tra gli omessi versamenti e il fallimento, l'assenza di accertamento delle cause del dissesto, la possibile derubricazione a bancarotta semplice e il mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche nel trattamento sanzionatorio. Per Carabetta: si deduceva insufficiente prova del dolo (omessa o irregolare tenuta delle scritture) per la mancata accertata ricezione della richiesta del curatore e si invocava l'applicabilità della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. in ragione del limitato periodo durante il quale era stato liquidatore.
La decisione
La Cassazione ha rigettato i ricorsi di Labate e Nucera, confermando la loro responsabilità per bancarotta impropria e condannandoli al pagamento delle spese. Quanto a Carabetta, la Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso: ha ritenuto infondato il motivo sulla prova della condotta (confermando l'impianto di responsabilità per bancarotta documentale), ma ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla valutazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p., disponendo il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Roma per nuovo giudizio su tale punto; il resto del ricorso di Carabetta è stato rigettato.
Norme richiamate
art. 223 legge fallimentare (secondo comma, n. 2)
art. 223 l. fall., secondo comma, n. 2
La norma è interpretata come reato a forma libera, integrato da una pluralità di atti funzionalmente concatenati (attivi o omissivi) idonei a causare il fallimento; richiede dolo generico e la prevedibilità dell'evento, non la volontà diretta di provocare il dissesto.
art. 224 legge fallimentare (bancarotta semplice)
art. 224, comma 1 n. 2 l. fall.
Richiamata come possibile derubricazione contestata dalla difesa; la Corte ha ritenuto incompatibile la derubricazione con la consapevolezza e la prevedibilità delle conseguenze delle condotte accertate.
art. 2214 codice civile
Evoca l'obbligo formale di tenuta delle scritture contabili dell'imprenditore; la sua inosservanza integra la fattispecie di bancarotta documentale come reato di pericolo presunto.
art. 86 legge fallimentare (oggi art. 194 Codice della crisi e dell'insolvenza - CCI)
art. 86 l. fall. (oggi art. 194 CCI)
Stabilisce l'obbligo dell'imprenditore dichiarato fallito di consegnare agli organi della procedura tutte le scritture contabili e documentazione; la Corte afferma che tale obbligo discende direttamente dalla legge e non è subordinato ad una specifica richiesta del curatore.
d.P.R. 600/1973
Richiamato a titolo di norme tributarie collegate all'obbligo di documentazione fiscale e contabile; utilizzato per sottolineare il rilievo fiscale degli obblighi di tenuta e consegna delle scritture.
art. 131-bis codice penale
Norma sulla causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto o per condizioni personali; la Corte richiede che il giudice di merito valuti i presupposti con specifica motivazione, tenendo conto – se rilevante – del brevissimo periodo di esercizio delle funzioni del liquidatore.
art. 133 codice penale
Criteri per la determinazione della pena: la valutazione dei presupposti per il riconoscimento di circostanze attenuanti/agggravanti è discrezionale e va motivata; la Cassazione limita il sindacato salvo vizi logici o arbitrari.
art. 41 codice penale
Richiamato per il principio del concorso causale: la preesistenza di cause del dissesto non interrompe il nesso causale tra l'operazione dolosa e il fallimento se l'operazione ha comunque contributo all'aggravamento.
Massime di principio
- Per i reati di bancarotta impropria da operazioni dolose non è necessaria la volontà specifica di causare il fallimento: è sufficiente dolo generico e la consapevolezza di porre in essere operazioni volontarie intrinsecamente idonee a provocare, anche solo potenzialmente, il dissesto.
- La responsabilità per bancarotta si valuta sulla base di una pluralità di atti funzionalmente concatenati; singoli risparmi di spesa (es. omessi versamenti) possono assumere rilievo se inseriti in una condotta sistematica che ha inciso causalmente sul fallimento.
- La preesistenza di uno stato di crisi o di cause già efficaci del dissesto non esclude automaticamente la responsabilità per operazioni dolose: si applica il principio del concorso causale (art. 41 c.p.).
- Il reato di bancarotta semplice documentale è un reato di pericolo presunto: l'omessa tenuta o la mancata consegna delle scritture contabili integra il reato anche in assenza della prova di un danno concreto, e l'obbligo di consegna al curatore discende direttamente dalla legge.
- La causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. richiede una valutazione motivata e circostanziata del giudice di merito; se il ricorrente ha ricoperto la funzione per un periodo molto limitato (es. pochi mesi) va esplicitamente considerato nel bilanciamento, altrimenti la valutazione può essere annullata e rinviata.
- Le questioni di bilanciamento delle circostanze attenuanti e aggravanti rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e sono sindacabili in Cassazione solo per vizio logico o carenza della motivazione; le difese devono fornire allegazioni e prove concrete, non generiche, per ottenere la riforma.
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