Risposta n. 245 del 8/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeMancanza dei requisiti per l'applicazione del regime forfetario – Adempimenti del sostituto d'imposta
Il quesito
Quale comportamento deve adottare il sostituto in relazione alle ritenute d'acconto non operate sui compensi corrisposti dal 1/1/2021 fino a ottobre 2022, a seguito della comunicazione tardiva del collaboratore di non aver diritto al regime forfetario?
Soluzione prospettata dal contribuente
L'istante propone: 1) per i compensi fatturati e corrisposti nel 2021 accettare la nota di variazione in aumento IVA emessa nel 2022, liquidare l'IVA al collaboratore e non versare ritenute; il collaboratore regolarizza l'IRPEF con dichiarazione integrativa e ravvedimento; 2) per i compensi fatturati in forfetario e corrisposti nel 2022 accettare note di credito e nuove fatture ordinarie, versare le ritenute d'acconto tardive (recuperando dal collaboratore l'importo), registrare il debito IVA e versare le ritenute entro il mese successivo alla ricezione della fattura; l'istante ritiene di non dover operare ravvedimento per le ritenute in quanto l'errore deriverebbe dalla dichiarazione del collaboratore.
Il parere dell’Agenzia
L'Agenzia: preliminarmente il parere vale solo per la fattispecie come descritta. Richiama le modalità di regolarizzazione (note di variazione in aumento o note di credito e nuove fatture). Se per i compensi 2021 il collaboratore ha già regolarizzato dichiarazioni, IVA, interessi e sanzioni, il sostituto non deve versare le ritenute non operate né presentare CU/770 integrativi. Per i compensi fatturati nel 2021/2022 e corrisposti nel 2022 per i quali sono state emesse note di credito e nuove fatture, il sostituto deve eseguire tardivamente le ritenute, versarle con maggiorazione a titolo di interesse, rilasciare la CU 2022 e presentare il modello 770/2023 con i dati corretti. Il collaboratore è responsabile delle sanzioni per le ritenute non operate; il sostituto può esimersi dalle sanzioni se dimostra di aver osservato la normale diligenza e di non poter verificare la mancanza dei requisiti nonostante la dichiarazione fornita dal collaboratore.
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