Linee guida operative per regolare l’uso dei modelli ATe
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLe linee guida chiariscono, ai sensi dell’art. 71 CAD e in integrazione al D.P.C.M. 24 maggio 2010, le condizioni di emissione e utilizzo dei modelli ATe rilasciati dalle amministrazioni dello Stato con modalità elettronica. Il focus è sulla validità della certificazione del microprocessore prevista dall’art. 30 del regolamento eIDAS e sugli effetti della sua scadenza o revoca. In caso di naturale scadenza della certificazione, il modello ATe può continuare a essere utilizzato fino alla propria scadenza per identificazione e autenticazione, mentre restano fermi gli obblighi di revoca dei certificati qualificati di firma elettronica qualificata e dei certificati di autenticazione quando ricorrano le condizioni indicate. Le linee guida si applicano a tutti i soggetti coinvolti nella produzione, gestione, adozione e utilizzo dei modelli ATe.
Linee guida operative AGID per l’uso dei modelli ATe in caso di scadenza o revoca della certificazione del microprocessore, destinate alle amministrazioni dello Stato e ai soggetti coinvolti nella produzione e gestione delle tessere elettroniche.
Linee guida operative per regolare l’uso dei modelli ATe in caso di scadenza della certificazione
Le presenti linee guida, adottate da AGID ai sensi dell’art. 71 CAD, disciplinano l’uso delle tessere di riconoscimento elettroniche mod. ATe rilasciate dalle amministrazioni dello Stato. La finalità è chiarire il rapporto tra la disciplina nazionale delle tessere elettroniche e la certificazione del microprocessore prevista dal regolamento eIDAS, tenendo conto della scadenza naturale o della revoca anticipata della certificazione.
Quadro normativo di riferimento
Le linee guida si collocano nel perimetro dell’art. 66, comma 8, CAD e integrano il D.P.C.M. 24 maggio 2010 sulle regole tecniche delle tessere AT. I riferimenti richiamati includono:
- il regolamento (UE) n. 910/2014 (eIDAS), come modificato dal regolamento (UE) 2024/1183;
- il CAD, in particolare gli artt. 14-bis, 66, comma 8, e 71;
- il GDPR e il d.lgs. 196/2003, richiamati per il trattamento dei dati personali connessi all’uso dei modelli ATe.
Ambito di applicazione e destinatari
Le disposizioni riguardano tutti i soggetti coinvolti nella produzione, gestione, adozione e utilizzo dei modelli ATe. Il documento ha quindi una portata operativa per le amministrazioni dello Stato e per gli attori tecnici che intervengono nella realizzazione e nel ciclo di vita delle tessere elettroniche.
Presupposto tecnico-giuridico: certificazione del microprocessore
I modelli ATe sono emessi utilizzando un microprocessore la cui conformità ai requisiti dell’allegato II del regolamento eIDAS deve essere attestata da una certificazione rilasciata ai sensi dell’art. 30 del medesimo regolamento. La certificazione costituisce il titolo di conformità del microprocessore ai requisiti europei richiamati dalle linee guida.
Scadenza della certificazione: continuità d’uso del modello ATe
Quando la certificazione del microprocessore giunge a naturale scadenza, il modello ATe non perde automaticamente la propria utilizzabilità. Le linee guida stabiliscono che esso può continuare a essere usato fino alla propria scadenza per finalità di identificazione e autenticazione. Questa previsione è funzionale a salvaguardare gli investimenti pubblici e a evitare discontinuità operative, pur in presenza della scadenza della certificazione del microprocessore.
Obblighi di revoca connessi ai certificati presenti sul microprocessore
La continuità d’uso del modello ATe non elimina gli obblighi di gestione dei certificati eventualmente presenti sul microprocessore:
- devono essere revocati gli eventuali certificati qualificati per la generazione della firma elettronica qualificata se la chiave privata è a bordo del microprocessore;
- in caso di revoca anticipata della certificazione per sopravvenute vulnerabilità, devono essere revocati anche i certificati di autenticazione la cui chiave privata sia memorizzata sui medesimi microprocessori.
Ruolo delle amministrazioni e dei soggetti tecnici
Le amministrazioni e gli altri soggetti coinvolti devono quindi assicurare una corretta gestione del ciclo di vita del modello ATe, verificando la permanenza delle condizioni di utilizzo e adottando tempestivamente le misure di revoca dei certificati nei casi previsti. Il documento non introduce ulteriori dettagli procedurali, ma fissa il principio operativo secondo cui la scadenza della certificazione non impedisce, di per sé, l’uso del modello fino alla sua scadenza, mentre la revoca per vulnerabilità impone l’intervento sui certificati associati.
Effetti delle linee guida
Le linee guida integrano il D.P.C.M. 24 maggio 2010 e forniscono un chiarimento vincolante per i destinatari sull’uso dei modelli ATe in rapporto alla certificazione eIDAS del microprocessore. Il loro contenuto è quindi rilevante per la conformità giuridica e tecnica dei sistemi di identificazione e autenticazione basati su tali tessere.
Punti principali
Oggetto e funzione delle linee guida
Le linee guida sono adottate ai sensi dell’art. 71 CAD e servono a chiarire le condizioni di emissione e utilizzo delle tessere di riconoscimento elettroniche mod. ATe rilasciate dalle amministrazioni dello Stato ai sensi dell’art. 66, comma 8, CAD e del D.P.R. 851/1967. Esse integrano il D.P.C.M. 24 maggio 2010 sulle regole tecniche delle tessere AT.
Destinatari
Sono destinatari tutti i soggetti coinvolti nella produzione, gestione, adozione e utilizzo dei modelli ATe, quindi amministrazioni, soggetti tecnici e operatori che intervengono nel ciclo di vita della tessera elettronica.
Certificazione del microprocessore
I modelli ATe sono emessi con un microprocessore la cui conformità ai requisiti dell’allegato II del regolamento eIDAS deve essere attestata da una certificazione ai sensi dell’art. 30 del medesimo regolamento. La certificazione è il presupposto di conformità del microprocessore ai requisiti europei richiamati.
Effetti della scadenza della certificazione
Se la certificazione del microprocessore scade, il modello ATe può continuare a essere usato fino alla sua scadenza per finalità di identificazione e autenticazione. Rimane però fermo l’obbligo di revoca degli eventuali certificati qualificati per la generazione della firma elettronica qualificata quando la relativa chiave privata sia a bordo del microprocessore.
Effetti della revoca anticipata per vulnerabilità
Se l’organismo competente ai sensi dell’art. 30 eIDAS revoca anticipatamente la certificazione del microprocessore per sopravvenute vulnerabilità, devono essere revocati anche i certificati di autenticazione la cui chiave privata sia memorizzata sui medesimi microprocessori.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da AgID, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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