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Messaggio

Messaggio numero 5143 del 14-2-2005

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’INPS chiarisce che, nei rapporti di lavoro a tempo parziale, i contributi previdenziali e assistenziali vanno calcolati sull’orario pattuito nel contratto individuale, anche se inferiore al minimo previsto dal CCNL. Non esiste un numero minimo di ore su cui versare la contribuzione; rilevano le regole del D.Lgs. 61/2000 e il minimale contributivo orario.

Calcolo contributi per lavoro part-time con orario inferiore al minimo del CCNL

Rapporti di lavoro a tempo parziale e base di calcolo della contribuzione

Il messaggio INPS esamina il caso in cui, nei contratti di lavoro a tempo parziale, l’orario concordato tra le parti sia inferiore all’orario minimo previsto dal contratto collettivo nazionale di riferimento. Lo scopo del chiarimento è stabilire se la contribuzione previdenziale e assistenziale debba essere calcolata sull’orario minimo del CCNL oppure su quello effettivamente pattuito nel contratto individuale.

Quesito interpretativo

L’Istituto precisa che il dubbio riguarda l’ipotesi in cui l’orario settimanale, mensile o annuale stabilito nel contratto individuale sia inferiore a quello indicato dal CCNL applicabile. La questione è se l’obbligo assicurativo debba seguire il limite collettivo minimo oppure l’accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore.

Quadro normativo richiamato

Il messaggio richiama l’articolo 1, comma 1, del D.Lgs. n. 61 del 2000, secondo cui il tempo parziale è definito dall’orario di lavoro fissato dal contratto individuale, purché esso risulti comunque inferiore a quello del lavoro a tempo pieno. In tale prospettiva, l’INPS sottolinea che non è previsto un limite minimo o massimo di orario per la validità del rapporto a tempo parziale.

Viene inoltre richiamato l’articolo 9 del D.Lgs. n. 61/2000, che disciplina la retribuzione minima oraria da assumere come base per il calcolo dei contributi dovuti per i lavoratori part-time. Tale importo si determina rapportando il minimale giornaliero di cui all’art. 7 del D.L. n. 463/1983, convertito nella legge n. 638/1983, alle giornate di lavoro settimanale ad orario normale e dividendo il risultato per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal CCNL per i lavoratori full-time.

Modalità di calcolo della contribuzione

Il documento precisa che alla retribuzione minima oraria così individuata deve essere rapportata la retribuzione da assoggettare a contribuzione, calcolata come quoziente tra la retribuzione del periodo di paga e il numero delle ore di lavoro retribuite nello stesso periodo.

L’INPS evidenzia che, nel procedimento di calcolo delineato dalla normativa, non è previsto un numero minimo di ore di lavoro sul quale la contribuzione debba essere versata.

Conclusione operativa

Alla luce dei riferimenti normativi richiamati, l’Istituto conclude che i contributi previdenziali e assistenziali devono essere calcolati tenendo conto dell’orario pattuito dalle parti nel contratto di lavoro a tempo parziale, anche quando tale orario sia inferiore al minimo previsto dal CCNL di riferimento.

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