Cassazione Penale, Sentenza n. 33398/2024 del 03/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugnava l'ordinanza del giudice dell'esecuzione del Tribunale di Catania che aveva rideterminato la pena a carico di Emanuele Iozza e aveva disposto l'espunzione dal cumulo di una pena di 27 anni, 6 mesi e 22 giorni. Il ricorso deduceva, primo, incompetenza del giudice adito ai sensi dell'art. 665 c.p.p., sostenendo che la competenza spettava alla Corte d'assise d'appello di Catania in quanto la sentenza di appello era stata oggetto di annullamento con rinvio; secondo, errata applicazione delle norme sul cumulo (artt. 73, 80 c.p.), sostenendo che le pene dovevano essere cumulative e che, per i reati commessi prima dell'espiazione di una delle pene, doveva applicarsi il cumulo per determinare la pena unica (eventualmente ergastolo se ricorrono i presupposti).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato e assorbente il primo motivo di ricorso. Richiamata la giurisprudenza consolidata, ha affermato che, in caso di annullamento con rinvio della sentenza d'appello, il giudice competente per le questioni di esecuzione è il giudice di rinvio (Corte d'assise d'appello) ai sensi dell'art. 665, comma 3, ultima parte, indipendentemente dall'esito del giudizio di rinvio e dalla circostanza che abbia o meno confermato la sentenza di primo grado. Di conseguenza la Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'assise d'appello di Catania quale giudice dell'esecuzione competente a decidere l'incidente proposto da Iozza. La Corte non si è pronunciata sul merito della questione del cumulo, essendo il primo motivo decisivo.
Norme richiamate
La Corte interpreta il comma 3 (ultima parte) come norma speciale e autonoma di attribuzione della competenza in materia di esecuzione: se la sentenza d'appello è stata annullata con rinvio, il giudice competente per l'esecuzione è il giudice di rinvio (anche se quest'ultimo non si sia ancora pronunciato o non abbia confermato la sentenza di primo grado), prevalendo tale regola sui criteri di competenza del comma 2.
artt. 73, comma secondo, e 80 cod. pen.
Queste norme sono richiamate nella prospettazione del ricorrente quale quadro normativo relativo alla cumulabilità delle pene. Nel caso de quo la Corte di Cassazione non ha deciso sul loro concreto fondamento, ma ricorda che le questioni sulla cumulabilità devono essere esaminate dal giudice dell'esecuzione competente.
Massime di principio
- Se una sentenza di appello è stata annullata con rinvio, il giudice competente per le questioni di esecuzione è il giudice di rinvio (Corte di Assise d'Appello, se competente sul merito), indipendentemente dall'esito del giudizio di rinvio.
- Nel proporre un incidente di esecuzione è fondamentale verificare quale sia l'ultima pronuncia divenuta irrevocabile: l'esecuzione va riferita alla sentenza che, alla data dell'istanza, risulta definitiva.
- Se esistono questioni sulla cumulabilità delle pene (es. pene disposte in tempi diversi, pene parzialmente espiate), tali questioni devono essere decise dal giudice dell'esecuzione competente; la contestazione di incompetenza può portare ad annullamento e trasmissione degli atti al giudice competente.
- Quando vi è annullamento con rinvio nei confronti anche solo di alcuni imputati, la centralità della funzione esecutiva impone che il giudice dell'esecuzione sia individuato nel giudice di rinvio anche rispetto ai coimputati per i quali la sentenza è divenuta definitiva.
- In presenza di dubbi procedurali circa la competenza, la parte interessata (anche la pubblica accusa) può impugnare l'ordinanza dinanzi alla Cassazione: la Corte tende a privilegiare la unitarietà della funzione esecutiva e indirizzerà la controversia al giudice di rinvio se sussistono decisioni di annullamento con rinvio nel fascicolo.
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