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Circolare

Circolare INAIL n. 25 del 25 giugno 2010

Processo previsionale per l'esercizio 2011.

INAIL

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare illustra il nuovo processo di pianificazione, bilancio e controllo per il 2011, aggiornato in coerenza con la classificazione per missioni e programmi e con le novità normative intervenute nel 2009-2010. Vengono definite le linee guida strategiche, le modalità di formulazione degli obiettivi di sviluppo, gestione e produzione, il calcolo degli FTE e il raccordo tra previsioni economico-finanziarie e finanziarie. Il documento richiama inoltre la necessità di rispettare la tempistica procedurale e segnala che il processo potrà essere riallineato in funzione dell’evoluzione normativa, inclusa la soppressione di IPSEMA e ISPESL e il trasferimento delle funzioni all’INAIL.

Processo previsionale INAIL per l'esercizio 2011

Processo previsionale INAIL per l'esercizio 2011

La circolare disciplina il processo previsionale dell’INAIL per l’esercizio 2011, alla luce delle più recenti novità normative e della revisione del sistema di pianificazione, bilancio e controllo. Il documento ha natura metodologica e organizza le istruzioni operative per la costruzione del bilancio di previsione, per la definizione degli obiettivi e per il raccordo tra attività, risorse e missioni/programmi.

Quadro normativo di riferimento

Il processo si colloca in un contesto in evoluzione, nel quale assumono rilievo, tra le altre, le disposizioni della legge n. 196/2009 sulla contabilità e finanza pubblica, del d.lgs. n. 150/2009 sulla produttività e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, e del d.l. n. 78/2010 in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica. La circolare richiama anche la soppressione dell’IPSEMA e dell’ISPESL, con trasferimento delle relative funzioni all’INAIL e delle risorse umane, strumentali e finanziarie secondo i decreti attuativi previsti dal decreto-legge citato.

Finalità del nuovo modello di pianificazione, bilancio e controllo

L’Istituto ha avviato un progetto di revisione del processo di pianificazione, budget e controllo per integrare in modo unitario le fasi di programmazione degli obiettivi, delle attività e delle risorse. Il nuovo modello, supportato da applicativi informatici dedicati, mira a rafforzare il legame tra obiettivi e risorse e a rappresentare l’impiego delle risorse anche sotto il profilo economico-patrimoniale e analitico, introducendo sistemi di reporting orientati alla performance.

Missioni e programmi come base della programmazione

La classificazione per missioni e programmi costituisce l’asse portante del sistema. Essa, già sperimentata dall’Istituto dal 2009, è stata resa definitiva dalla legge n. 196/2009 ed è utilizzata per ricondurre attività e risorse agli obiettivi strategici perseguiti con la spesa pubblica. In questo quadro, le missioni rappresentano le funzioni principali, mentre i programmi individuano gli aggregati omogenei di attività necessari al loro perseguimento.

Indirizzi strategici del CIV e linee guida 2011

Il Consiglio di indirizzo e vigilanza ha approvato le Linee di mandato strategico 2009-2012 con delibera n. 16 del 21 ottobre 2009 e la Relazione Programmatica 2011-2013 con delibera n. 5 del 14 aprile 2010. Su tali basi sono state definite le linee guida per il 2011, che coincidono con gli obiettivi operativi del primo anno del triennio e costituiscono il punto di partenza per la declinazione degli obiettivi di sviluppo delle strutture centrali competenti.

Obiettivi di sviluppo e obiettivi di gestione

Nel nuovo sistema, gli obiettivi di sviluppo sono quelli direttamente collegati alle linee guida e devono essere declinati dalle strutture centrali responsabili, che devono anche individuare le strutture coinvolte e le attività di competenza. Gli obiettivi di gestione comprendono invece le attività di funzionamento e le attività core delle strutture centrali e regionali, oltre agli obiettivi già programmati negli anni precedenti e ancora in corso. Per entrambe le tipologie è necessario indicare il programma di riferimento e stimare le risorse impiegate in termini di FTE.

FTE come parametro di misura e di allocazione delle risorse

L’FTE, inteso come full time equivalent e misurato in anni-uomo, viene utilizzato sia per quantificare le risorse necessarie alle attività sia per alimentare la successiva valorizzazione economica. La Direzione centrale Risorse umane ha predisposto tabelle di riferimento, riportate negli allegati 2a e 2b, che contengono stime basate sul personale in servizio medio previsto nel 2011. Le direzioni regionali devono coordinarsi con le sedi dipendenti per disaggregare i valori e garantire la coerenza complessiva dei fabbisogni. Se si parte da giorni-uomo, questi devono essere convertiti in valori decimali annui; ad esempio, un trimestre di lavoro corrisponde a 0,25 FTE.

Piani di produzione delle sedi e delle direzioni regionali

Per l’esercizio 2011 anche alcune attività misurabili senza particolari procedure sono state formalizzate come obiettivi di produzione. Sedi e direzioni regionali devono quindi definire e negoziare i propri piani di produzione sulla base degli obiettivi assegnati. Il processo prevede l’associazione di ogni obiettivo a un prodotto, il collegamento del prodotto a un processo e del processo a un programma, con indicazione delle grandezze di misura e dei relativi indicatori. Le strutture devono inserire valori coerenti con i carichi di lavoro effettivi desumibili dai sistemi informativi disponibili.

Sequenza operativa del processo di produzione

La circolare descrive una sequenza in quattro fasi:

  • assegnazione degli obiettivi da parte della DCPOC alle direzioni regionali e da queste alle sedi;
  • definizione dei piani di produzione da parte di ciascun centro di costo, con indicazione della grandezza del prodotto, del valore degli indicatori e della stima FTE per processo;
  • negoziazione bottom up dei piani di produzione lungo i diversi livelli di aggregazione;
  • eventuale riallineamento delle stime FTE dopo la chiusura delle previsioni economico-finanziarie, indicativamente nel mese di settembre.

Previsioni economico-finanziarie e raccordo con il bilancio

Il nuovo sistema di programmazione economico-finanziaria si fonda sulla contabilità economico-patrimoniale affiancata alla contabilità finanziaria. Le strutture, comprese le sedi, devono formulare previsioni sui conti e sottoconti economici per rappresentare il fabbisogno di risorse, beni e servizi; solo le strutture che sono anche centri di spesa formulano, per le voci programmabili, anche previsioni finanziarie di cassa. Le voci non programmabili sono presidiate dalle strutture centrali competenti per materia, che effettuano valutazioni complessive tenendo conto anche delle stime macroeconomiche preliminari 2011-2013 richiamate nell’allegato 9.

Le previsioni economiche generano automaticamente previsioni finanziarie di derivazione economica, grazie al raccordo tra piano dei conti economico-patrimoniale e piano dei conti finanziario. Quando non è possibile una correlazione diretta tra conti/capitoli e programmi, l’allocazione avviene tramite driver di ribaltamento; per questa prima applicazione il driver preimpostato è l’FTE per programma, modificabile dai singoli centri di costo senza alterare il valore complessivo della previsione per singolo articolo o sottoconto.

Fasi negoziali e formulazione del bilancio

Una volta congelata la prima versione della pianificazione strategica e di gestione e definiti i piani di produzione, i dati transitano nel sottosistema di pianificazione economico-finanziaria per il ribaltamento a programma delle previsioni e per l’attribuzione dei costi alle attività e ai processi. Su questa base si sviluppa la negoziazione delle previsioni; successivamente la Direzione centrale Ragioneria, con il concorso delle direzioni centrali competenti, effettua le valutazioni di compatibilità complessiva e formula l’ipotesi di bilancio di previsione, nonché il bilancio pluriennale ai sensi della legge n. 196/2009. Dopo tale fase si apre una nuova negoziazione top down per consentire a tutti i centri di responsabilità di riallineare le proprie previsioni.

Tempistica, allegati e supporto

La circolare rinvia all’allegato 8 per il calendario delle attività e sottolinea che il rispetto rigoroso delle scadenze è essenziale per il corretto funzionamento del processo e dei relativi automatismi informatici. In caso di difficoltà tecniche o procedurali, le strutture devono segnalarle tempestivamente all’indirizzo sistemapbc@inail.it. Gli allegati richiamati comprendono, tra gli altri, le linee guida 2011, le tabelle FTE, gli obiettivi di gestione, le anagrafiche degli obiettivi di sede e direzione regionale, i piani dei conti economico-patrimoniale e finanziario, il raccordo articoli/sottoconti e il quadro macroeconomico 2011-2013.

Punti principali

Contesto normativo e finalità della circolare

Il processo previsionale 2011 si colloca in un quadro normativo in evoluzione, segnato in particolare dal decreto-legge n. 78/2010 e dalle disposizioni di contenimento della spesa pubblica. La circolare fornisce istruzioni metodologiche per la predisposizione del bilancio di previsione 2011, tenendo conto anche della recente revisione dei sistemi di pianificazione, bilancio e controllo e della possibilità di successive integrazioni o riallineamenti in base all’evoluzione normativa.

Nuovo sistema di pianificazione, bilancio e controllo

L’INAIL ha avviato un progetto di revisione del processo previsionale per integrare tutte le fasi di pianificazione, budget e controllo. Il nuovo sistema consente di gestire obiettivi, attività e risorse in modo unitario, con supporti informatici dedicati, reporting economico e di performance, e con una programmazione fondata su missioni e programmi. Tra le innovazioni rilevanti figurano l’uso del full time equivalent (FTE) come parametro di misurazione delle attività e come driver per l’allocazione economico-finanziaria.

Ruolo del CIV e linee guida per il 2011

Il Consiglio di indirizzo e vigilanza ha approvato le Linee di mandato strategico 2009-2012 e la Relazione programmatica 2011-2013, che definiscono gli obiettivi strategici dell’Istituto secondo missioni e programmi. In coerenza con tali indirizzi sono state predisposte le linee guida per il 2011, che coincidono con gli obiettivi operativi del primo anno del triennio e costituiscono la base per la declinazione degli obiettivi di sviluppo affidati alle strutture centrali responsabili.

Classificazione per missioni e programmi

La classificazione per missioni e programmi, già sperimentata dall’Istituto dal 2009 e resa definitiva dalla legge n. 196/2009, è il fondamento del nuovo impianto programmatorio. Essa serve a rendere più stretta la correlazione tra obiettivi, attività e risorse e a rappresentare in modo coerente la finalizzazione della spesa pubblica nei documenti di bilancio.

Obiettivi di sviluppo e di gestione

Gli obiettivi di sviluppo sono quelli direttamente collegati alle linee guida e devono essere declinati dalle strutture centrali responsabili, con individuazione delle strutture coinvolte e delle relative attività. Gli obiettivi di gestione comprendono invece le attività di funzionamento e quelle core delle strutture centrali e regionali, nonché altri obiettivi già programmati e non riconducibili direttamente alle linee guida. Per tutti questi obiettivi è richiesta la stima degli FTE e l’imputazione ai programmi di riferimento.

FTE e criteri di calcolo

L’FTE è utilizzato come misura delle risorse umane necessarie per svolgere le attività e per stimare il fabbisogno complessivo delle strutture. Le tabelle FTE fornite dalla Direzione centrale risorse umane, disponibili negli allegati 2a e 2b, costituiscono la base di riferimento per strutture centrali e regionali. Le direzioni regionali devono concordare i valori con le sedi afferenti e, ove necessario, convertire i giorni-uomo in valori decimali su base annua.

Piani di produzione di sedi e direzioni regionali

Le sedi e le direzioni regionali devono definire e negoziare i propri piani di produzione, articolati per processi, prodotti e indicatori collegati ai programmi. Per ciascun prodotto viene individuata una grandezza di riferimento, utile sia per misurare il lavoro svolto sia per aggregare i target. Il processo prevede assegnazione degli obiettivi, definizione dei piani, negoziazione bottom up e successivo riallineamento delle stime FTE dopo la chiusura delle previsioni economico-finanziarie.

Previsioni economico-finanziarie e bilancio

La circolare introduce un sistema di contabilità economico-patrimoniale affiancato alla contabilità finanziaria. Le strutture devono formulare previsioni sui conti e sottoconti economici, e solo per i centri di spesa e per le voci programmabili rilevanti sono previste anche previsioni finanziarie di cassa. Le previsioni sono ricondotte ai programmi tramite il raccordo tra articoli finanziari e sottoconti economici o, quando necessario, tramite driver di ribaltamento basati sugli FTE.

Tempistica e supporto operativo

La circolare richiama il rispetto rigoroso della tempistica indicata nell’allegato 8 per garantire il corretto funzionamento degli automatismi informatici e la coerenza tra le diverse fasi del processo. Eventuali problemi tecnici o procedurali devono essere segnalati tempestivamente all’indirizzo sistemapbc@inail.it.

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