Salta al contenuto
Provvedimento

Prescrizioni del Garante n. 32 del 24/01/2024

Provvedimento del 24 gennaio 2024

Garante Privacy32

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Garante ha esaminato l'invio, da parte di INPS, di una comunicazione del Ministro per la Pubblica Amministrazione circa iniziative formative rivolte ai dipendenti pubblici, recapitata via email anche a indirizzi personali estratti da MyINPS e da flussi UNIEMENS-ListaPosPA. L'Autorità ha qualificato INPS e Dipartimento della funzione pubblica come contitolari del trattamento, rilevando però l'assenza dell'accordo interno ex art. 26 GDPR e l'illiceità del trattamento per violazione dei principi di limitazione della finalità, liceità, correttezza e trasparenza. È stata inoltre riscontrata la mancanza di una informativa specifica agli interessati. Considerata la natura istituzionale della comunicazione, l'assenza di dati particolari e il carattere occasionale e colposo della violazione, il Garante ha ritenuto sufficiente un ammonimento, senza sanzione pecuniaria.

INPS: invio via email ai dipendenti pubblici di una lettera del Ministro per la PA tramite dati raccolti su MyINPS e UNIEMENS, senza accordo di contitolarità e senza informativa specifica

INPS: invio di email istituzionali ai dipendenti pubblici per iniziative formative della PA

Il provvedimento riguarda l'invio, da parte di INPS, di una lettera del Ministro per la Pubblica Amministrazione relativa al piano strategico "Ri-formare la PA" e alle iniziative formative connesse. La comunicazione è stata inoltrata su base individuale a una platea ampia di dipendenti pubblici utilizzando dati provenienti da UNIEMENS-ListaPosPA e da MyINPS.

Origine del procedimento e fatti contestati

Il Garante è intervenuto a seguito di un reclamo presentato ai sensi dell'art. 77 GDPR e di una segnalazione ex art. 144 Codice privacy. Gli interessati lamentavano che la lettera fosse stata inviata non agli indirizzi istituzionali delle amministrazioni di appartenenza, ma anche a indirizzi personali, e che tra i destinatari vi fossero persino soggetti non più in servizio, come pensionati.

Dalle informazioni acquisite è emerso che la comunicazione è stata inoltrata dall'indirizzo "Dipartimento della Funzione Pubblica - formazionePA@inps.it", riconducibile al dominio di posta elettronica dell'INPS. L'invio ha riguardato circa 1,2 milioni di destinatari.

Istruttoria e posizioni delle parti

Il Dipartimento della funzione pubblica ha riferito di avere chiesto a INPS di collaborare per la massima diffusione dell'iniziativa, senza impartire indicazioni specifiche sul canale informativo o sui dati da trattare. Ha inoltre sostenuto di non aver assunto un ruolo ai fini privacy e di non aver ricevuto dati personali dai destinatari.

INPS ha invece spiegato di aver desunto lo status di dipendente pubblico dalle denunce retributive UNIEMENS-ListaPosPA e di aver integrato tali dati con i recapiti email forniti dagli utenti nella sezione "myINPS", per poi inviare la comunicazione tramite i propri mail server. Ha qualificato il trattamento come funzionale anche alle proprie finalità istituzionali, collegandolo alla formazione e ai servizi "Valore PA".

Qualificazione giuridica: contitolarità del trattamento

Il Garante ha ricostruito il rapporto tra Dipartimento e INPS alla luce degli artt. 4, par. 1, n. 7, e 26 GDPR, richiamando anche le linee guida EDPB 07/2020 e la giurisprudenza della Corte di giustizia. Ha ritenuto che i due soggetti abbiano determinato congiuntamente finalità e mezzi del trattamento, in quanto il Dipartimento ha promosso l'iniziativa e INPS ha messo a disposizione banche dati e infrastrutture tecniche per l'invio individuale.

Secondo l'Autorità, il trattamento non sarebbe stato possibile senza la partecipazione di entrambe le parti e ciascuna ha esercitato un'influenza decisiva sull'attuazione dell'operazione. Tuttavia, non è stato stipulato alcun accordo interno di contitolarità, né è stato messo a disposizione degli interessati il contenuto essenziale dell'accordo: da qui la violazione dell'art. 26, parr. 1 e 2, GDPR.

Violazione del principio di limitazione della finalità e della base giuridica

L'Autorità ha ritenuto che INPS abbia utilizzato, per una nuova finalità, gli indirizzi di posta elettronica raccolti per consentire l'accesso e la fruizione dei servizi di MyINPS. Tali recapiti erano stati forniti dagli utenti, non necessariamente in quanto dipendenti pubblici, ma come cittadini o fruitori dei servizi dell'Istituto.

Il Garante ha sottolineato che il portale MyINPS censisce una pluralità eterogenea di utenti e che gli interessati non potevano attendersi di ricevere, su quei recapiti, comunicazioni promozionali relative a iniziative formative del Ministero per la Pubblica Amministrazione. L'uso dei dati è stato pertanto ritenuto non coerente con le finalità originarie e non necessario rispetto allo scopo perseguito.

L'Autorità ha osservato che l'obiettivo avrebbe potuto essere raggiunto con modalità meno invasive, ad esempio tramite le amministrazioni datrici di lavoro, senza ricorrere a un trattamento centralizzato di dati personali mediante indirizzi privati o comunque non istituzionali. Ha quindi ravvisato la violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a) e b), 6 GDPR e 2-ter Codice privacy.

Mancata informativa specifica e violazione della trasparenza

Il Garante ha rilevato che non è stata fornita agli interessati una informativa specifica per questo trattamento, né per i dati raccolti presso gli utenti tramite MyINPS, né per quelli acquisiti dalle denunce UNIEMENS-ListaPosPA presso soggetti terzi. Le informative generali presenti sul sito e nell'area riservata sono state considerate troppo generiche per soddisfare gli obblighi di trasparenza di cui agli artt. 12, 13 e 14 GDPR.

Secondo l'Autorità, le formule secondo cui gli utenti possono ricevere comunicazioni relative a servizi di interesse non bastano a informare dello specifico invio della lettera ministeriale e del trattamento connesso alla promozione di opportunità formative di soggetti terzi.

Valutazione finale, ammonimento e assenza di ulteriori misure

Il Garante ha dichiarato l'illiceità del trattamento e, tenuto conto del contesto, ha ritenuto sufficiente l'ammonimento ai sensi dell'art. 58, par. 2, lett. b), GDPR. In particolare, ha valorizzato:

  • l'assenza di dati appartenenti a categorie particolari;
  • la natura istituzionale della comunicazione e la sua finalità di interesse collettivo;
  • l'assenza di un danno specifico per gli interessati;
  • il carattere isolato e colposo della violazione;
  • la collaborazione di INPS nel corso dell'istruttoria;
  • la qualificazione del caso come "violazione minore" ai sensi del considerando 148 GDPR.

L'Autorità ha inoltre ritenuto che, poiché la condotta aveva esaurito i suoi effetti, non vi fossero i presupposti per ulteriori misure correttive. Il provvedimento richiama infine la possibilità di ricorso dinanzi all'autorità giudiziaria ordinaria ai sensi degli artt. 78 GDPR, 152 Codice privacy e 10 d.lgs. 150/2011.

Punti principali

Origine del procedimento e fatto contestato

Il procedimento origina da un reclamo ex art. 77 GDPR e da una segnalazione ex art. 144 Codice privacy relativi all'invio, tra il 20 e il XX, di una lettera del Ministro per la Pubblica Amministrazione sul piano "Ri-formare la PA" a circa 1,2 milioni di destinatari. La comunicazione è stata inviata dall'indirizzo "formazionePA@inps.it" e, secondo gli interessati, anche a recapiti personali e a soggetti non più in servizio, inclusi pensionati.

Accertamenti sull'assetto dei ruoli

Dall'istruttoria è emerso che il Dipartimento della funzione pubblica ha chiesto a INPS di garantire la massima diffusione dell'iniziativa utilizzando i canali informativi dell'Istituto, mentre INPS ha individuato le modalità tecniche di invio. Il Garante ha ritenuto che entrambi abbiano determinato congiuntamente finalità e mezzi del trattamento e che, quindi, fossero contitolari ai sensi degli artt. 4, par. 1, n. 7 e 26 GDPR. È stato però accertato che non era stato stipulato alcun accordo interno di contitolarità prima dell'avvio del trattamento.

Violazione del principio di limitazione della finalità e base giuridica

INPS ha estratto i codici fiscali dei dipendenti pubblici dalle denunce UNIEMENS-ListaPosPA e li ha incrociati con i recapiti email presenti in MyINPS, usati dagli utenti per altri servizi istituzionali. Secondo il Garante, tale riuso dei dati di contatto per una finalità diversa da quella originaria non era coerente con l'aspettativa degli interessati e non era necessario, poiché l'obiettivo avrebbe potuto essere perseguito con modalità meno invasive, ad esempio tramite le amministrazioni datrici di lavoro. Ne è derivata la violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a) e b), 6 e 2-ter Codice privacy.

Violazione degli obblighi di trasparenza e informativa

L'Istituto non ha fornito un'informativa specifica per questo trattamento, né ai sensi dell'art. 13 GDPR per i dati raccolti tramite MyINPS, né ai sensi dell'art. 14 GDPR per i dati desunti da UNIEMENS-ListaPosPA. Il Garante ha ritenuto insufficienti le formule generiche presenti nelle informative generali di sito e area riservata, perché non rendevano edotti gli interessati dello specifico invio della comunicazione del Ministero.

Esito finale e motivi dell'ammonimento

Il Garante ha dichiarato l'illiceità del trattamento effettuato da INPS e ha applicato un ammonimento ex art. 58, par. 2, lett. b) GDPR. La scelta è stata motivata dalla natura istituzionale della comunicazione, dall'assenza di dati particolari, dalla mancanza di danni specifici, dal carattere unico e colposo dell'episodio, dalla collaborazione dell'Istituto e dalla qualificazione del caso come "violazione minore" ai sensi del considerando 148 GDPR e delle linee guida sanzionatorie.

Come è indicizzato

Materiepubblica amministrazionerapporto di lavorodiritti dell'interessatoliceità del trattamentotrasparenza e informativa

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Garante Privacy, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.