L.R. Campania 7/2023
Rete regionale per la conservazione e il monitoraggio delle tartarughe marine e dei cetacei della Regione Campania [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge istituisce in Campania una rete regionale per coordinare soccorso, recupero, riabilitazione, diagnostica, monitoraggio e ricerca su tartarughe marine e cetacei, con banca dati dedicata, organismi di coordinamento e strutture autorizzate. Prevede compiti, termini per regolamento e protocolli, e uno stanziamento di 50.000 euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024.
Rete regionale Campania per la conservazione e il monitoraggio di tartarughe marine e cetacei
Rete regionale per la conservazione e il monitoraggio di tartarughe marine e cetacei
La legge istituisce nella Regione Campania una rete organizzativa e operativa per coordinare interventi di soccorso, recupero, riabilitazione, diagnostica, monitoraggio e ricerca su tartarughe marine e cetacei, vivi e morti. La disciplina mira anche a ridurre gli impatti antropici e a rafforzare cooperazione, formazione e divulgazione.
Finalità e obiettivi della Rete
La Rete regionale è finalizzata a coordinare le attività di monitoraggio, recupero, soccorso, affidamento per la riabilitazione e attività diagnostiche relative a tartarughe marine e cetacei. La legge promuove inoltre attività di ricerca e interventi per minimizzare gli impatti antropici sul ciclo di vita delle specie interessate.
Gli obiettivi operativi comprendono, tra l’altro:
- definizione dei requisiti strutturali, organizzativi e strumentali delle strutture di soccorso, terapia e riabilitazione;
- coordinamento e potenziamento delle strutture di soccorso sul territorio regionale;
- monitoraggio costante dello stato di conservazione delle popolazioni e dell’ambiente marino;
- attività di ricerca e conservazione per individuare aree critiche e mitigare il conflitto con le attività umane;
- supporto alle attività diagnostiche dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno;
- sviluppo e integrazione delle banche dati telematiche regionali con quelle nazionali;
- formazione di personale qualificato;
- divulgazione delle attività della Rete;
- sensibilizzazione dei soggetti che operano in ambiente marino e costiero;
- collaborazioni nazionali e internazionali;
- partecipazione a tavoli tecnici, workshop, seminari e congressi;
- elaborazione di rapporti e strumenti di comunicazione per ridurre gli impatti antropici;
- azioni di educazione ambientale, anche in ambito scolastico;
- collegamento con eventuali future reti regionali.
Il raggiungimento di tali obiettivi è rimesso a un piano di azione operativo predisposto dal Tavolo di indirizzo e coordinamento, in coerenza con quanto definito dal Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica.
Definizioni rilevanti
La legge precisa alcune nozioni operative. In particolare, per attività di soccorso e recupero si intendono le attività volte a soccorrere, riabilitare e reintrodurre in natura esemplari feriti, debilitati o in difficoltà. Le attività diagnostiche riguardano accertamento dello stato sanitario, cause di morte e controllo delle malattie infettive, anche in chiave di tutela della salute pubblica. Le attività di conservazione sono quelle che possono incidere positivamente sulla crescita delle popolazioni in natura, mentre le attività di ricerca sono quelle svolte nell’ambito di progetti autorizzati, con risultati destinati alla comunicazione scientifica o tecnica.
Struttura della Rete e soggetti coinvolti
La Rete è articolata in un Nucleo regionale di coordinamento, in un Tavolo di indirizzo e coordinamento e in varie strutture di intervento.
Il Nucleo regionale di coordinamento è composto dai direttori generali regionali competenti per politiche agricole, difesa del suolo ed ecosistema, e tutela della salute, o dai loro delegati.
Le strutture di intervento sono distinte per funzione e livello operativo e comprendono:
- operatori di primo intervento;
- centri di primo soccorso;
- centro di referenza regionale per terapia e riabilitazione;
- centro di referenza regionale per l’attività diagnostica su tartarughe e cetacei.
La Stazione zoologica Anton Dohrn è individuata come centro di riferimento regionale per soccorso e recupero delle tartarughe marine e dei cetacei e come centro di coordinamento regionale per il monitoraggio delle nidificazioni. L’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno è individuato come centro di riferimento regionale per le attività diagnostiche, l’accertamento dello stato sanitario e delle cause di morte, nonché per il controllo delle malattie infettive. Le aree marine protette regionali sono indicate quali centri di riferimento per sensibilizzazione dei pescatori e divulgazione verso portatori di interesse e comunità locali, oltre che come operatori di pronto intervento.
Sono inoltre indicati tra le strutture di intervento i seguenti enti pubblici: Stazione zoologica Anton Dohrn, Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno, ARPAC, Direzione marittima di Napoli, Comando regione carabinieri forestale Campania, centri regionali di riferimento per sicurezza sanitaria del pescato e igiene urbana veterinaria, alcune AMP, il Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e l’Ente riserva naturale Foce Volturno – Costa di Licola, Lago Falciano.
I compiti e le funzioni di ciascun soggetto pubblico devono essere definiti da un Protocollo di intesa tra gli enti aderenti, da adottare entro 180 giorni dalla pubblicazione della legge.
L’adesione alla Rete come strutture di intervento è aperta anche a enti e associazioni pubbliche e private, su richiesta e previa formazione effettuata dalla Stazione zoologica Anton Dohrn. Le modalità di partecipazione sono demandate a un regolamento predisposto dal Tavolo di indirizzo e coordinamento.
Ogni ente partecipante individua un referente per ciascun gruppo tassonomico, tartarughe e cetacei, quale componente del Tavolo.
Compiti del Nucleo regionale di coordinamento
Il Nucleo regionale di coordinamento ha funzioni di governo generale della Rete. In particolare:
- coordina la Rete regionale;
- convoca gli incontri del Tavolo di indirizzo e coordinamento;
- verifica la conformità dei centri di primo soccorso e del centro di terapia e riabilitazione rispetto ai requisiti previsti dalle linee guida e dalle norme nazionali;
- autorizza le istanze di partecipazione alla Rete;
- promuove attività di formazione per i soggetti che operano in mare, con riferimento agli aspetti veterinari e di benessere animale;
- promuove iniziative per ridurre gli impatti della pesca e dell’acquacoltura sulle specie marine protette;
- cura il raccordo e il coinvolgimento degli attori di settore;
- definisce risorse economiche e criteri per la concessione di contributi alle attività della Rete, acquisito il piano di azione operativo.
Compiti del Tavolo di indirizzo e coordinamento
Il Tavolo di indirizzo e coordinamento è presieduto dal direttore generale competente per le politiche agricole, alimentari e forestali, con il supporto dei direttori generali competenti per difesa del suolo ed ecosistema e per tutela della salute.
Entro 120 giorni dalla pubblicazione della legge il Tavolo deve redigere uno specifico regolamento per il funzionamento della Rete, nel rispetto della normativa nazionale e internazionale e delle linee guida ministeriali.
Il Tavolo:
- propone le procedure operative di intervento e le eventuali modifiche;
- predispone il piano di azione operativo delle attività della Rete, con modalità, tempistiche e riparto delle competenze tra gli enti coinvolti.
Il piano deve prevedere in particolare:
- monitoraggio della distribuzione e dell’abbondanza delle specie target lungo la fascia marino-costiera campana per individuare i siti prioritari;
- monitoraggio delle nidificazioni di tartaruga marina;
- riduzione degli impatti antropici;
- monitoraggio dello stato sanitario;
- campagne di informazione e sensibilizzazione verso i gestori degli stabilimenti balneari, per ridurre l’uso di mezzi meccanici nella pulizia delle spiagge nei periodi da giugno a luglio di ciascun anno.
Il piano deve indicare anche interventi, modalità, costi e priorità necessarie al funzionamento della Rete.
Centri di primo soccorso e di terapia e riabilitazione
La Giunta regionale può autorizzare l’istituzione di centri di primo soccorso e di recupero per tartarughe marine e cetacei, con la finalità di soccorrere, riabilitare e reintrodurre esemplari di fauna selvatica feriti. Le autorizzazioni possono essere rilasciate a carabinieri forestali, dipartimenti scientifici di enti di ricerca e università, aree marine protette, enti parco nazionali e associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero competente e operanti in Campania.
L’autorizzazione presuppone:
- il possesso di un’autorizzazione in deroga ministeriale ai sensi del DPR n. 357/1997 per prelievo, detenzione e manipolazione finalizzati al soccorso e alla cura;
- la presentazione di un progetto esecutivo dettagliato su strutture, funzioni, risorse finanziarie e professionali;
- un dettagliato programma di gestione.
La Giunta regionale, acquisito il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, autorizza i centri e può stabilire con propria delibera l’assegnazione di eventuali contributi annuali.
Banca dati regionale
La Regione istituisce una banca dati telematica per raccogliere i dati sui ritrovamenti di tartarughe marine e cetacei, suddivisa in sezioni provinciali. La gestione è affidata alla Stazione zoologica Anton Dohrn e all’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno.
La banca dati è accessibile ai soggetti della Rete regionale.
Aspetti finanziari
Per l’attuazione della legge è autorizzata una spesa pari a 50.000 euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024. La copertura è assicurata mediante prelevamento dalla Missione 20, Programma 03, Titolo 1, e corrispondente incremento della Missione 9, Programma 05, Titolo 1, nel bilancio di previsione finanziaria 2023-2025.
Entrata in vigore e ambito temporale
La legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Campania, quindi dal 28 aprile 2023. Alcuni adempimenti hanno termini specifici: 120 giorni per il regolamento della Rete e 180 giorni per il Protocollo di intesa tra gli enti pubblici aderenti.
Stato di attualità
La disciplina non risulta superata o riferita a un esercizio ormai concluso, poiché istituisce una struttura organizzativa e finanziaria potenzialmente tuttora operativa nella Regione Campania. Restano tuttavia temporalmente circoscritti lo stanziamento iniziale agli anni 2023 e 2024 e i termini di prima attuazione previsti dalla legge.
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