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Legge

L.R. Lombardia 26/2000

Riordinamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270 (Riordinamento degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, a norma dell'art. 1, comma 1, lett. H) della legge 23 ottobre 1992, n. 421)(1)

Normativa regionaleL.R. Lombardia 26/2000

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge riordina l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna in attuazione del d.lgs. 270/1993, disciplinandone natura, organi, organizzazione, personale, patrimonio e controllo. Riguarda il territorio delle due regioni e sostituisce la precedente disciplina organizzativa dell’ente.

Riordinamento dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lombardia-Emilia Romagna

Riordinamento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna

La legge disciplina l’assetto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna in attuazione del decreto legislativo n. 270 del 1993. Definisce la struttura dell’ente, le funzioni, gli organi, i rapporti con le Regioni interessate e i profili patrimoniali, finanziari e organizzativi.

Finalità e ambito di applicazione

Il provvedimento riguarda esclusivamente il territorio della Lombardia e dell’Emilia-Romagna e si inserisce nel riordino nazionale degli Istituti zooprofilattici sperimentali. La disciplina mira a garantire una governance unitaria dell’istituto interregionale e a regolarne il funzionamento secondo il modello previsto dalla normativa statale di settore.

Natura dell’istituto e funzioni

L’Istituto è configurato come ente sanitario di diritto pubblico, dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile nei limiti della disciplina regionale e statale richiamata. Svolge funzioni tecnico-scientifiche e di supporto alla sanità animale, alla sicurezza degli alimenti di origine animale e alle attività di diagnosi, ricerca, controllo e assistenza alle strutture pubbliche competenti.

Organi dell’ente

La legge disciplina l’assetto degli organi dell’Istituto, prevedendo l’organizzazione interna necessaria al suo funzionamento e al governo dell’ente. La struttura di vertice comprende gli organi di indirizzo, di gestione e di controllo previsti dal riordino, con compiti differenziati tra programmazione, amministrazione e verifica.

Organizzazione e personale

L’istituto opera secondo criteri di autonomia organizzativa e si avvale di personale secondo le regole proprie degli enti sanitari pubblici. La disciplina regionale coordina l’assetto interno con le esigenze tecnico-scientifiche dell’attività istituzionale, consentendo l’articolazione funzionale delle strutture e dei servizi in rapporto ai compiti affidati.

Patrimonio, bilancio e finanziamento

La legge regola i profili patrimoniali e finanziari dell’ente, prevedendo la gestione del patrimonio e delle risorse economiche necessarie allo svolgimento delle attività istituzionali. Il funzionamento dell’Istituto è assicurato attraverso i meccanismi di finanziamento e programmazione previsti dal quadro normativo richiamato, con correlati obblighi di gestione contabile e di equilibrio finanziario.

Rapporti con le Regioni e controlli

Essendo un ente interregionale, l’Istituto opera nel quadro dei rapporti istituzionali con Lombardia ed Emilia-Romagna, che partecipano al sistema di indirizzo e vigilanza secondo le rispettive competenze. La legge prevede forme di controllo e coordinamento coerenti con la natura pubblica dell’ente e con la disciplina statale di riordino.

Regime applicativo

Il provvedimento ha carattere strutturale e organizzativo e non contiene, nel testo fornito, specifiche misure a termine o disposizioni strettamente collegate a un esercizio finanziario limitato. La disciplina risulta pertanto orientata al funzionamento ordinario dell’ente, nell’ambito territoriale regionale interessato.

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