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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13587/2025 del 08/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame ex art. 324 c.p.p. per difetto di concreto interesse alla restituzione dei conti correnti sottoposti a sequestro. Il ricorrente deduceva: (i) carenza di motivazione e travisamento dei motivi del riesame (sosteneva che il riesame riguardava l'interezza del decreto ablativo, comprese le somme sui conti già sottratte alla disponibilità), con violazione dell'art. 125, comma 3 c.p.p.; (ii) omessa motivazione sul periculum in mora relativo al sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza e, soprattutto, per difetto di allegazione del concreto interesse all'impugnazione. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il termine e la proponibilità della richiesta di riesame decorrono dall'esecuzione del sequestro (o, alternativamente, dalla conoscenza del blocco dell'operatività in caso di somme su conto corrente), e ha rilevato che il ricorrente non ha prodotto documentazione idonea a dimostrare che i conti fossero stati bloccati anteriormente alla domanda di riesame. Per tali ragioni è stato confermato l'esito negativo dell'istanza di riesame; la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    “La richiesta di riesame è presentata, nella cancelleria del tribunale indicato nel comma 5, entro dieci giorni dalla data di esecuzione del provvedimento che ha disposto il sequestro o dalla diversa data in cui l'interessato ha avuto conoscenza dell'avvenuto sequestro”.

    Il termine per proporre la richiesta di riesame decorre dall'esecuzione del sequestro o dalla data in cui l'interessato ha avuto conoscenza dell'avvenuto sequestro; da ciò deriva che l'interesse concreto all'impugnazione richiede l'effettiva procedura di apprensione o comunque la prova del blocco dell'operatività dei beni (es. conto bancario).

  • art. 322 cod. proc. pen.

    “1. Contro il decreto di sequestro emesso dal giudice l'imputato e il suo difensore, la persona alla quale le cose sono state sequestrate e quella che avrebbe diritto alla loro restituzione possono proporre richiesta di riesame, anche nel merito, a norma dell'articolo 324. 2. La richiesta di riesame non sospende l'esecuzione del provvedimento.”

    Stabilisce chi ha legittimazione a proporre la richiesta di riesame; conferma che la richiesta non sospende l'esecuzione del sequestro.

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Richiamato per evidenziare una differenza normativa: nelle misure cautelari personali è prevista la decorrenza del termine anche quando il provvedimento non è stato eseguito (es. latitante), mentre per i sequestri reali la regola della decorrenza dall'esecuzione prevale.

  • art. 125, comma 3 cod. proc. pen.

    Citato dal ricorrente quale norma che obbliga la motivazione alle richieste; la Corte ha rilevato l'affermazione ma ha ritenuto non provata l'esistenza dell'interesse concreto all'impugnazione.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Riferimento normativo invocato dal ricorrente per dedurre la rilevabilità in cassazione delle violazioni di motivazione; la Corte ha comunque dichiarato il ricorso inammissibile per altre ragioni (difetto di allegazione dell'interesse).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per condannare la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali e per irrogare la sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità per colpa.

Massime di principio

  • Il termine per proporre la richiesta di riesame ex art. 324 c.p.p. decorre dall'esecuzione materiale del sequestro o dalla data in cui l'interessato ha effettiva conoscenza del blocco/indisponibilità del bene; per i conti correnti è fondamentale provare il 'blocco' bancario.
  • Se la richiesta di riesame è proposta prima dell'esecuzione materiale del sequestro (o senza prova che l'istituto bancario abbia bloccato il conto), l'istanza rischia di essere dichiarata inammissibile per difetto di interesse concreto.
  • In ipotesi di sequestro di somme su conti correnti, la giurisprudenza ammette che l'interesse all'impugnazione possa sorgere già al momento del blocco operativo del conto da parte della banca, ma il ricorrente deve documentalmente dimostrare tale situazione al momento della proposizione dell'istanza.
  • Nelle impugnative cautelari reali l'interesse non può consistere nel mero fine di ottenere una pronuncia di illegittimità: è necessario che vi sia un pregiudizio patrimoniale concreto (vincolo effettivo sul bene) da rimuovere.
  • È essenziale allegare e depositare documentazione probatoria relativa all'effettiva esecuzione del sequestro (ad es. comunicazioni bancarie di 'blocco', atti di esecuzione su immobili ecc.) per evitare l'inammissibilità.
  • Le eccezioni procedurali relative a motivazione e periculum in mora devono essere specificamente illustrate e documentate; deduzioni meramente assertive rischiano di essere ritenute insufficienti.
  • Il mancato rispetto di questi oneri può comportare non solo il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione, ma anche la condanna alle spese e, se l'inammissibilità è per colpa, l'applicazione di sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende.

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