Provvedimento AGCM A543 n. 30472 del 31/01/2023
RAPPORTI CONTRATTUALI TRA BENETTON E I SUOI RIVENDITORI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL'AGCM ha esaminato i rapporti contrattuali tra Benetton S.r.l. e Benetton Group S.r.l. e un rivenditore franchising, in relazione a presunte condotte abusive connesse a debiti pregressi, blocco/sblocco delle forniture, gestione degli ordini e automatismi di riassortimento. Dopo istruttoria, comunicazione delle risultanze e market test sugli impegni, l'Autorità ha ritenuto gli impegni presentati dalle società idonei a rimuovere le criticità concorrenziali prospettate e ha chiuso il procedimento senza accertare l'infrazione, rendendo gli impegni obbligatori.
Benetton S.r.l. e Benetton Group S.r.l.: abuso di dipendenza economica nei rapporti di franchising con i rivenditori, procedimento chiuso con impegni obbligatori e senza accertamento dell'infrazione
Benetton - rapporti contrattuali con i rivenditori
Il provvedimento riguarda un procedimento per presunto abuso di dipendenza economica nei rapporti di franchising tra il gruppo Benetton e un ex rivenditore. L'Autorità ha esaminato le criticità segnalate da Miragreen S.r.l. e, a seguito della presentazione di impegni da parte delle società del gruppo, ha chiuso il caso senza accertare l'infrazione.
Parti e origine della segnalazione
Il gruppo Benetton è descritto come una realtà della moda con una rete commerciale molto estesa, articolata in più società, tra cui Benetton S.r.l. e Benetton Group S.r.l. Il segnalante, amministratore unico della fallita Miragreen S.r.l., aveva gestito a Treviglio due punti vendita UCB in franchising, cessando l'attività nel 2015 e con successivo fallimento della società nel 2017.
La segnalazione, inizialmente presentata nel novembre 2019 e poi integrata, prospettava una situazione di dipendenza economica dal franchisor, anche per effetto di rapporti economici pregressi e dell'esposizione debitoria accumulata nel tempo.
Mercato e relazione contrattuale esaminata
Il provvedimento è incentrato sui rapporti di franchising nel settore dell'abbigliamento a marchio Benetton. I contratti di franchising richiamati nel caso avevano durata dalle stagioni autunno/inverno 2014 - primavera/estate 2017, con rinnovo automatico fino al 2022, ma il rapporto si interruppe prima della scadenza per la cessazione dell'attività del rivenditore.
L'istruttoria ha valorizzato le specificità economiche del franchising, cioè il bilanciamento tra autonomia del franchisee, uniformità del format e poteri del franchisor, per valutare la rilevanza concorrenziale delle clausole contestate.
Condotte contestate e profili di abuso
Nel provvedimento di avvio l'Autorità ha individuato come problematici:
- il riconoscimento e l'accollo di un debito pregresso derivante da un precedente rapporto con Benetton;
- l'imposizione di investimenti significativi per adeguare il punto vendita alle indicazioni del franchisor;
- un meccanismo di gestione degli ordini ritenuto farraginoso;
- un sistema di automatismi nell'assortimento e riassortimento della merce;
- una gestione discrezionale dei quantitativi di merce destinati al punto vendita, anche tramite blocco e sblocco delle forniture.
Secondo l'Autorità, tali elementi potevano comprimere l'autonomia commerciale del franchisee, pur formalmente riconosciuta dal contratto.
Svolgimento dell'istruttoria
L'istruttoria è stata avviata il 17 novembre 2020 ai sensi dell'art. 14 della l. 287/1990 e dell'art. 9, comma 3-bis, della l. 192/1998. Sono state svolte ispezioni presso le sedi delle società e acquisito un database di email di un responsabile commerciale allora in rapporto con il segnalante.
Nel corso del procedimento sono state svolte diverse audizioni delle parti, sono state acquisite risposte a richieste di informazioni e sono stati sentiti anche altri operatori del settore, un ex rivenditore e un ex dirigente Benetton, oltre ad Assofranchising. La Comunicazione delle risultanze istruttorie del 14 aprile 2022 ha confermato in larga parte le contestazioni iniziali.
Impegni presentati da Benetton
Benetton ha presentato impegni ai sensi dell'art. 14-ter l. 287/1990, poi sottoposti a market test e successivamente integrati. Le misure originarie riguardavano:
- eliminazione dell'allegato sul debito pregresso e definizione di una procedura di sospensione delle forniture ancorata al solo inadempimento del contratto di franchising;
- eliminazione del riferimento al budget di acquisto;
- chiarimento del processo di invio e accettazione degli ordini, lasciati all'iniziativa dell'affiliato;
- eliminazione del riassortimento automatico e creazione di uno stock presso Benetton;
- inserimento delle condizioni generali di vendita nel contratto e modifica dei termini di consegna;
- riacquisto degli arredi al valore di mercato in caso di cessazione;
- diritto di recesso dell'affiliato con preavviso di sei mesi dopo il primo anno.
Osservazioni dei terzi e modifiche accessorie
Il segnalante ha ritenuto gli impegni tardivi e insufficienti, sostenendo che non risarcissero i danni già prodotti e che mancassero misure più incisive per ridurre il rischio d'impresa del franchisee. UCB ha chiesto che misure analoghe fossero estese anche ai commercianti wholesale, ma l'Autorità ha escluso tale estensione perché non rientrante nell'oggetto del procedimento.
A seguito del market test, Benetton ha integrato in particolare due misure: per gli arredi, il riacquisto è stato ancorato al valore corrente di mercato oppure, se maggiore, a un criterio decrescente basato sul prezzo di acquisto diminuito del 20% per anno fino a quattro anni; per il recesso, è stato previsto che non vi siano consegne programmate oltre la fine del preavviso e che non residuino obblighi di pagamento per tali prodotti non consegnati.
Valutazione dell'Autorità
L'AGCM ha ritenuto che gli impegni fossero idonei a ripristinare una dinamica commerciale più equilibrata, coerente con i principi di leale collaborazione nei rapporti di franchising. In particolare, l'eliminazione del debito pregresso limita il condizionamento del franchisee; la disciplina del blocco forniture viene ricondotta al solo inadempimento relativo al contratto; l'eliminazione di automatismi nel riassortimento rafforza l'autonomia del rivenditore; la soppressione del budget predefinito e la regolazione trasparente delle consegne riducono la discrezionalità del franchisor.
L'Autorità ha anche osservato che le misure rispondono alle preoccupazioni concorrenziali prospettate, senza che fosse necessario che fossero anche retroattivamente risarcitorie. Ha ritenuto non pertinente l'estensione ai rapporti wholesale, in assenza di specifica contestazione.
Esito finale e effetti
L'AGCM ha deliberato di rendere obbligatori gli impegni presentati da Benetton S.r.l. e Benetton Group S.r.l., di chiudere il procedimento senza accertare l'infrazione dell'art. 9 l. 192/1998 e di imporre la presentazione di una relazione sullo stato di attuazione entro sessanta giorni dalla notifica. Non sono state irrogate sanzioni pecuniarie, poiché il procedimento si è concluso in sede di impegni.
Punti principali
Origine del procedimento e parti
Il procedimento trae origine dalla segnalazione dell'ex rivenditore Miragreen S.r.l., tramite il suo legale rappresentante, che lamentava un abuso di dipendenza economica nei rapporti con Benetton. Le parti del procedimento sono Benetton S.r.l. e Benetton Group S.r.l., mentre il segnalante operava a Treviglio con due punti vendita United Colors of Benetton in franchising.
Condotte contestate
L'Autorità ha contestato un insieme di clausole e prassi contrattuali idonee a comprimere l'autonomia imprenditoriale del franchisee: riconoscimento e accollo di un debito pregresso; investimenti imposti per adeguare il punto vendita; gestione discrezionale dei quantitativi di merce; meccanismo farraginoso di ordini; automatismi di assortimento e riassortimento. Al centro vi era anche la condotta di blocco e sblocco delle forniture in funzione dei debiti del rivenditore.
Esito del procedimento
Benetton ha presentato impegni, poi integrati dopo il market test. L'AGCM ha ritenuto le misure complessivamente idonee a rimuovere le preoccupazioni concorrenziali e ha chiuso il procedimento senza accertare l'infrazione dell'art. 9 della l. 192/1998, rendendo gli impegni obbligatori ai sensi dell'art. 14-ter l. 287/1990.
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