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Regolamento

R.R. Lombardia 6/2010

Criteri guida per la redazione dei piani urbani generali dei servizi nel sottosuolo (PUGSS) e criteri per la mappatura e la georeferenziazione delle infrastrutture (ai sensi della l.r. 12 dicembre 2003, n. 26, art. 37, comma 1, lett. a e d, art. 38 e art. 55, comma 18)

Normativa regionaleR.R. Lombardia 6/2010

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento lombardo definisce criteri guida per la redazione del Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo (PUGSS), per l’autorizzazione degli interventi e per la mappatura/georeferenziazione delle infrastrutture. Si applica alle reti sotterranee indicate nel testo. I PUGSS già approvati restano validi; per i comuni sprovvisti l’adeguamento era da fare nei termini del PGT. Abroga il r.r. 3/2005.

Criteri per i PUGSS e la mappatura delle infrastrutture nel sottosuolo

Criteri per il PUGSS e per la mappatura delle infrastrutture nel sottosuolo

Il regolamento, adottato in attuazione della l.r. Lombardia 26/2003, disciplina la pianificazione comunale del sottosuolo, le modalità di autorizzazione degli interventi e la gestione omogenea dei dati sulle infrastrutture. Opera esclusivamente nel territorio della Regione Lombardia e mira a coordinare reti e servizi sotterranei, riducendo impatti e interferenze con il tessuto urbano.

Ambito di applicazione

Le disposizioni si applicano all’alloggiamento nel sottosuolo delle principali reti di sottoservizi e delle opere connesse. Rientrano nel campo di applicazione:

  • acquedotti;
  • condutture fognarie per acque meteoriche e reflue urbane a gravità;
  • elettrodotti MT o BT, compresi quelli per l’alimentazione dei servizi stradali;
  • reti di telecomunicazioni e trasmissione dati;
  • condotte per teleriscaldamento;
  • condotte per la distribuzione del gas;
  • altri servizi sotterranei;
  • opere superficiali ausiliarie di connessione e di servizio.

Pianificazione comunale del sottosuolo: il PUGSS

I comuni sono tenuti a redigere e approvare il Piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo (PUGSS), che costituisce lo strumento di pianificazione con cui si organizzano gli interventi e le reti presenti nel sottosuolo.

Il PUGSS ha natura di strumento integrativo e settoriale del piano dei servizi del PGT: deve quindi risultare coerente con il piano dei servizi e con gli altri elaborati del piano di governo del territorio.

Nella definizione del PUGSS il comune deve considerare anche gli indirizzi strategici del PTCP e del PGT e individuare, in funzione delle aree interessate, delle esigenze dell’utenza e di valutazioni di sostenibilità ambientale e tecnico-economica:

  • le direttrici di sviluppo delle infrastrutture;
  • i tracciati;
  • le tipologie infrastrutturali;
  • un orizzonte di previsione non inferiore a dieci anni.

Il piano deve inoltre disciplinare le modalità e gli strumenti procedurali per la crono-programmazione degli interventi, anche in raccordo con il programma triennale delle opere pubbliche. Durante la redazione devono essere consultati i gestori delle reti esistenti e gli altri soggetti interessati.

Criteri generali di redazione

Il regolamento impone che il PUGSS sia improntato all’uso razionale della risorsa sottosuolo, favorendo la condivisione e il riuso delle infrastrutture esistenti e la diffusione di nuove infrastrutture quando necessarie.

Le scelte pianificatorie devono essere coerenti con:

  • tutela della salute e della sicurezza;
  • tutela dell’ambiente;
  • tutela del patrimonio storico-artistico;
  • efficienza e qualità dei servizi.

Il piano deve prevedere manufatti e soluzioni che riducano i costi sociali, facilitino la manutenzione e consentano controlli automatici della funzionalità delle reti. Deve anche contenere:

  • la valutazione di sostenibilità economica degli interventi;
  • le modalità di reperimento delle risorse, anche con soggetti pubblici o privati;
  • procedure di monitoraggio dell’attuazione.

Per la fase attuativa, il piano deve predisporre atti di programmazione almeno annuali, capaci di integrare i piani di intervento dei diversi gestori.

Contenuti minimi del PUGSS

Il PUGSS si articola in tre nuclei documentali principali.

Rapporto territoriale: è la fase preliminare di analisi e conoscenza dell’area di studio. Deve contenere:

  • ricognizione delle infrastrutture e delle reti esistenti;
  • indicazione del loro grado di consistenza;
  • metodologie usate per la ricognizione;
  • grado di affidabilità dei risultati;
  • elaborati grafici a supporto.

Analisi delle criticità: individua i fattori di attenzione del sistema urbano consolidato e in evoluzione, esaminando:

  • cantieri stradali;
  • sensibilità del sistema viario rispetto alla mobilità urbana;
  • livello e qualità dell’infrastrutturazione esistente;
  • caratteristiche commerciali e insediative delle strade;
  • altre criticità dell’area di studio, incluse quelle emerse nella ricognizione.

Piano degli interventi: sulla base delle criticità, definisce scenario di infrastrutturazione, criteri di intervento, soluzioni per completare o migliorare la ricognizione se la conoscenza iniziale non è completa, modalità di cronoprogrammazione, sostenibilità economica e procedure di monitoraggio.

Il regolamento rinvia inoltre ad allegati con criteri guida di maggior dettaglio per la predisposizione degli elaborati.

Criteri per la pianificazione delle infrastrutture

Le infrastrutture devono essere dimensionate secondo la pianificazione comunale e i prevedibili piani di sviluppo dei gestori, nel rispetto delle norme tecniche UNI-CEI di settore.

Nei nuovi interventi di urbanizzazione o di riqualificazione urbana, le infrastrutture devono essere realizzate contestualmente alle altre opere di urbanizzazione, valutando anche l’eventuale destinazione di aree a standard per i sottoservizi.

Nei piani attuativi la realizzazione delle infrastrutture compete al soggetto attuatore quale opera di urbanizzazione; se il dimensionamento richiesto dall’ente supera l’effettiva necessità, il soggetto ha diritto a compensazioni economiche.

Le strutture più complesse devono essere previste prioritariamente in corrispondenza di incroci o aree ad alta concentrazione di servizi di rete, soprattutto in caso di nuova urbanizzazione o riqualificazione.

Nelle aree già edificate, la scelta tra infrastrutture e tecniche di scavo deve tenere conto di:

  • caratteristiche dell’area;
  • eventuale presenza di beni storico-architettonici;
  • dimensioni e potenzialità dei servizi da alloggiare;
  • sostenibilità economico-finanziaria dell’investimento.

Se esistono infrastrutture riutilizzabili, non è ammessa la realizzazione di nuove infrastrutture su percorsi paralleli, anche se limitrofi, salvo esaurimento della capacità di alloggiamento. È inoltre favorita, quando tecnicamente possibile, l’adozione di tecniche e soluzioni di posa a basso impatto ambientale.

Uffici comunali per il sottosuolo

Uno o più comuni possono, anche in forma associata, utilizzare uffici già esistenti oppure istituire un ufficio dedicato al sottosuolo per la pianificazione e gestione degli interventi infrastrutturali.

Le attività principali di tali uffici comprendono:

  • redazione del PUGSS;
  • ricognizione delle infrastrutture esistenti e verifica dell’utilizzabilità;
  • ricognizione delle reti di sottoservizi;
  • cronoprogrammazione degli interventi con processo partecipato;
  • monitoraggio dell’applicazione del PUGSS;
  • vigilanza sulla corretta esecuzione degli interventi;
  • rilascio delle autorizzazioni, anche mediante conferenze di servizi;
  • coordinamento degli interventi congiunti;
  • gestione del sistema informativo territoriale integrato del sottosuolo e dei moduli informativi connessi;
  • collegamento con l’Osservatorio Regionale Risorse e Servizi.

Regime autorizzatorio degli interventi

La realizzazione di interventi nel sottosuolo è soggetta ad autorizzazione quando non sia affidata dal comune o dalla provincia e non sia già compresa in un intervento edilizio assoggettato a un titolo abilitativo unitario che includa anche le opere nel sottosuolo.

I comuni devono disciplinare:

  • requisiti e modalità di presentazione delle domande;
  • tempi e modalità del procedimento;
  • oneri e garanzie finanziarie per l’esecuzione e il ripristino;
  • casi di silenzio-assenso, in coerenza con l’art. 20 della l. 241/1990;
  • modalità di gestione delle infrastrutture, tenendo conto della l.r. 26/2003.

L’autorizzazione è rilasciata solo se conforme a PUGSS, PTCP e PGT. Non può essere concessa quando il servizio possa essere assicurato con infrastrutture esistenti senza pregiudicare efficienza ed efficacia dei servizi. Le infrastrutture di proprietà comunale devono essere accessibili agli operatori secondo criteri equi, non discriminatori, economici, celeri e trasparenti.

I comuni possono prevedere tempi autorizzativi ridotti per favorire tecniche a basso impatto ambientale.

L’autorizzazione deve indicare:

  • modalità di esecuzione e durata dei lavori;
  • modalità di ripristino;
  • sanzioni applicabili per irregolarità o danni.

Per interventi di interesse sovracomunale, la scelta delle caratteristiche infrastrutturali avviene in sede di conferenza dei servizi convocata dalla provincia competente o maggiormente interessata; la provincia rilascia anche l’autorizzazione, salvo che l’intervento sia già inserito in un progetto di opera approvata.

Cartografia, georeferenziazione e gestione dei dati

Il regolamento disciplina sia la prima mappatura sia l’aggiornamento delle infrastrutture e delle reti dei servizi.

Su richiesta dei comuni, i titolari e gestori delle infrastrutture devono fornire i dati sugli impianti esistenti secondo i requisiti informativi minimi dell’allegato 2. Tali soggetti devono aggiornare i dati almeno annualmente, anche dopo manutenzioni o sostituzioni degli impianti.

La mappatura aggiornata serve a conoscere gli impianti pubblici nel sottosuolo, migliorare il coordinamento tra i soggetti operanti e costituire base per la redazione o revisione del PUGSS e del PTCP, oltre che per la programmazione dei nuovi interventi.

I comuni devono realizzare una base cartografica di riferimento conforme alle specifiche tecniche regionali e integrare la mappatura delle infrastrutture nel sistema informativo territoriale comunale. Nel regolamento attuativo del PUGSS possono prevedere che l’inadempimento ingiustificato degli obblighi informativi sia causa ostativa al rilascio delle autorizzazioni, salvo gli interventi necessari a garantire la continuità del servizio.

I comuni devono trasmettere all’Osservatorio regionale Risorse e Servizi, entro due mesi dal ricevimento, i dati ricevuti dai gestori; in caso di inadempienza, la Regione può richiederli direttamente ai soggetti titolari o operatori delle infrastrutture.

Disposizioni transitorie e regime di efficacia

I PUGSS già approvati e vigenti alla data di entrata in vigore del regolamento restano validi ed efficaci.

I comuni che non avevano ancora approvato il PUGSS dovevano provvedere entro i termini previsti dalla l.r. 12/2005 per l’approvazione del PGT.

Con l’entrata in vigore del regolamento è stato abrogato il r.r. Lombardia 28 febbraio 2005, n. 3, salvo la salvaguardia dei PUGSS già vigenti.

Obsolescenza pratica

Il regolamento ha contenuto ancora tecnicamente rilevante per la disciplina del sottosuolo, ma risulta in larga parte datato per la parte transitoria e non reca una scadenza finale generalizzata. Non è quindi qualificabile come integralmente obsoleto, pur richiamando adempimenti ormai storicamente scaduti per i comuni privi di PUGSS alla data di entrata in vigore.

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