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Legge

L.R. TAA 11/2017

Legge regionale di stabilità 2018 (Numero Straordinario N. 3 al B.U. n. 50/I-II del 18/12/2017)

Normativa regionaleL.R. TAA 11/2017Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale di stabilità 2018 per il Trentino-Alto Adige reca variazioni di bilancio, rifinanziamenti e nuove autorizzazioni di spesa per il triennio 2018-2020, disciplina l’adeguamento della previdenza integrativa e introduce dal 1° gennaio 2018 una nuova indennità di posizione per il personale regionale. Alcune previsioni sull’assegno personale pensionabile sono state dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale.

Legge regionale di stabilità 2018 della Regione autonoma Trentino-Alto Adige

Legge regionale di stabilità 2018 della Regione autonoma Trentino-Alto Adige

Il provvedimento contiene misure di stabilità e di bilancio per l’esercizio 2018 e per il triennio 2018-2020, con interventi su spesa regionale, previdenza integrativa e trattamento economico del personale regionale. La disciplina si applica esclusivamente alla Regione autonoma Trentino-Alto Adige e opera secondo le decorrenze e i limiti temporali espressamente indicati.

Interventi di previdenza integrativa

La legge modifica la disciplina regionale degli interventi di previdenza integrativa a favore di specifiche categorie di soggetti, con effetti limitati alle domande relative ai versamenti effettuati per gli anni successivi al 2016. Gli oneri conseguenti sono coperti tramite gli stanziamenti iscritti nella missione/programma 18/01, nell’ambito del Fondo unico per il finanziamento delle funzioni delegate alle Province autonome di Trento e di Bolzano.

Indennità di posizione del personale regionale

Dal 1° gennaio 2018 la retribuzione di posizione e l’indennità di direzione previste dai contratti collettivi del personale regionale sono trasformate in un’unica indennità di posizione, articolata in una parte fissa e una parte variabile. La parte fissa è pari al 40 per cento del valore complessivo dell’indennità; l’importo complessivo è demandato alla contrattazione collettiva.

La legge prevedeva inoltre che, dopo almeno sei anni di incarico di preposizione a strutture organizzative o loro articolazioni, la sola parte fissa dell’indennità si trasformasse, alla cessazione dell’incarico, in assegno personale pensionabile nel sistema retributivo. Questa previsione è stata poi dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte costituzionale, insieme al comma 3 relativo alla salvaguardia degli effetti già prodotti.

Resta fermo, per i dirigenti, il limite massimo retributivo annuo di 240.000 euro lordi, comprensivo di contributi previdenziali e assistenziali e degli oneri fiscali a carico del dipendente.

Salvaguardia di effetti già maturati

La disciplina originaria faceva salvi gli effetti giuridici già prodotti e gli effetti economici già maturati fino al 1° gennaio 2018 in applicazione dei precedenti meccanismi di trasformazione graduale della retribuzione di posizione e dell’indennità di direzione in assegno personale pensionabile. Era inoltre previsto che tale assegno non fosse cumulabile con l’indennità di posizione. Tale previsione è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale.

Variazioni di bilancio e copertura finanziaria

Per il triennio 2018-2020 sono autorizzate le variazioni agli stanziamenti indicate nella tabella A, relative al rifinanziamento di leggi regionali e a nuove autorizzazioni o riduzioni di spesa. La copertura delle nuove o maggiori spese è assicurata secondo quanto stabilito dalla tabella B.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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