L.R. Liguria 28/2004
Interventi regionali per la promozione di sistemi integrati di sicurezza
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Liguria politiche e strumenti per la sicurezza integrata: Osservatorio regionale, Tavolo interistituzionale, programmazione triennale, finanziamenti a progetti locali, accordi per la sicurezza urbana e costituzione di una Fondazione per le vittime dei reati. La parte su contributi e criteri è stata in larga parte sostituita/abrogata nel 2022; resta la disciplina della Fondazione e delle funzioni di coordinamento.
Interventi regionali liguri per la sicurezza integrata e il sostegno alle vittime dei reati
Interventi regionali per la promozione di sistemi integrati di sicurezza
La legge regionale ligure definisce un quadro di politiche pubbliche per la sicurezza integrata, orientato alla prevenzione, alla mediazione dei conflitti, al miglioramento della convivenza civile e al coordinamento con le altre politiche regionali. Nel tempo alcune disposizioni sono state sostituite o abrogate, ma restano centrali l’attività di analisi dei fenomeni criminosi, il coordinamento istituzionale e il sostegno alle vittime dei reati.
Finalità e ambito dell’intervento regionale
La Regione promuove e sostiene politiche locali finalizzate a rafforzare il sistema integrato di sicurezza nel territorio ligure. La disciplina valorizza:
- misure preventive;
- pratiche di conciliazione e mediazione dei conflitti;
- educazione alla convivenza nel rispetto della legalità.
La programmazione regionale deve coordinarsi con le politiche sociali, di riqualificazione urbana e ambientale, di protezione civile e di sicurezza stradale.
Osservatorio regionale sulla sicurezza e sulla criminalità organizzata
Presso la struttura regionale competente in materia di sicurezza è istituito l’Osservatorio regionale sulla sicurezza e sulla criminalità organizzata, come supporto alle attività regionali in materia di sicurezza integrata. Le funzioni comprendono:
- raccolta dei dati sui fenomeni criminosi nel territorio regionale;
- monitoraggio statistico dei reati, con attenzione alle aree più esposte a corruzione e criminalità organizzata;
- studio delle criticità territoriali, in particolare urbane;
- approfondimento sulla presenza della criminalità organizzata e sulle iniziative pubbliche e private di contrasto;
- monitoraggio e analisi dei beni confiscati presenti in Liguria, anche sulla base dei dati dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, per favorirne valorizzazione e riutilizzo sociale.
L’Osservatorio redige una relazione annuale da trasmettere a Giunta e Consiglio regionale entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento. La relazione include un report specifico sulle attività antimafia, predisposto dalla “Sezione antimafia”, e tale report è sottoposto al Tavolo della Legalità per la Liguria.
Tavolo regionale per la sicurezza integrata e la sicurezza urbana
Presso la Giunta regionale opera il Tavolo per la sicurezza integrata e la sicurezza urbana, come sede di confronto e collaborazione tra istituzioni per promuovere politiche integrate di sicurezza e facilitare accordi e intese.
Vi partecipano:
- l’assessore regionale competente o un delegato, con funzioni di convocazione e presidenza;
- il sindaco metropolitano e i sindaci dei comuni capoluogo di provincia, o loro delegati;
- il presidente di ANCI Liguria, o suo delegato;
- il coordinatore della Consulta piccoli comuni di ANCI Liguria, o suo delegato;
- i comandanti di polizia municipale componenti del Comitato tecnico consultivo di polizia locale.
Sono inoltre invitati i prefetti delle quattro province liguri. La partecipazione non dà diritto a compensi o rimborsi spese. Il supporto tecnico e organizzativo è assicurato dalla struttura regionale competente.
Valutazione di impatto sociale e supporto agli enti locali
La Regione promuove, anche mediante convenzioni, pareri e studi richiesti dagli enti locali in materia di impatto sulla sicurezza e impatto sociale dei progetti di opere pubbliche. Si tratta di una funzione di supporto tecnico-consultivo rivolta alla valutazione degli effetti delle opere sul contesto sociale e sulla sicurezza.
Programmazione triennale della sicurezza
Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta, approva il Programma triennale di promozione della sicurezza dei cittadini. Il programma contiene gli indirizzi regionali per lo sviluppo del sistema integrato di sicurezza ed è elaborato sulla base dei dati raccolti dall’Osservatorio sulla distribuzione territoriale delle diverse tipologie di reato.
Finanziamenti regionali per progetti di sicurezza
La Regione concede, nei limiti delle disponibilità di bilancio e in coerenza con il Programma triennale, finanziamenti per progetti diretti a favorire un sistema integrato di sicurezza nel territorio regionale, come definiti dalla disciplina sui progetti integrati. La Giunta regionale stabilisce criteri, priorità e modalità per la concessione dei contributi. I progetti sono ammessi a finanziamento con deliberazione della Giunta.
Progetti integrati per la sicurezza
I progetti integrati per la sicurezza possono essere presentati dai Comuni, anche su proposta di soggetti singoli o associati, tra cui:
- associazioni o comitati per la valorizzazione di comuni, quartieri, strade, condomini o gruppi di condomini;
- consorzi o associazioni tra imprese o lavoratori autonomi;
- organizzazioni sindacali;
- enti del Terzo settore iscritti nei registri previsti dalla normativa regionale e statale;
- istituzioni scolastiche;
- centri antiviolenza.
I progetti devono contribuire a:
- migliorare le condizioni ambientali e sociali delle zone di degrado urbano;
- intervenire nelle aree più esposte alla criminalità diffusa e all’insicurezza;
- prevenire la violenza contro donne, minori e anziani;
- installare sistemi di sicurezza attivi e passivi per il controllo di aree e attività a rischio.
Coordinamento in materia di sicurezza urbana e polizia amministrativa
La Regione, nel rispetto del coordinamento Stato-Regioni e del principio di sussidiarietà, promuove anche tramite il Tavolo regionale accordi con lo Stato in materia di sicurezza delle città e del territorio regionale. Gli accordi privilegiano:
- sistemi informativi integrati sui fenomeni di criminalità, inciviltà e disordine urbano;
- gestione integrata del controllo del territorio e degli interventi di emergenza sociali, di mobilità e sicurezza;
- servizi integrati per le vittime di reato e per le segnalazioni dei cittadini;
- modelli di polizia di prossimità, anche con operatori di quartiere e coinvolgimento dei cittadini;
- interventi sulle aree problematiche e sulle principali forme di violenza, sfruttamento, discriminazione e tossicodipendenza;
- formazione integrata degli operatori delle forze di polizia e degli operatori sociali.
Fondazione regionale per il sostegno alle vittime dei reati
La Regione promuove la costituzione, insieme agli enti locali e ad altri soggetti pubblici e privati, di una Fondazione regionale con sede a Genova, finalizzata al sostegno delle vittime dei reati. La Fondazione fornisce assistenza economica e psicologico-trattamentale tempestiva alle vittime di delitti non colposi dai quali derivi la morte o un danno gravissimo, compresi gli appartenenti alle forze di polizia nazionale e locale.
L’intervento è ammesso:
- se il reato è avvenuto nel territorio regionale;
- oppure, se il reato è avvenuto fuori regione, quando la vittima è residente in Liguria.
La Fondazione può intervenire per rimuovere le più gravi difficoltà immediate della vittima e della famiglia, con riferimento, tra l’altro, a cure mediche specialistiche, sostegno scolastico per i figli e contributi per mancato reddito da lavoro. Non interviene se la vittima è compartecipe del reato; in tal caso, se la compartecipazione emerge successivamente, può richiedere la restituzione delle somme e delle spese sostenute.
La richiesta di intervento è avanzata dal sindaco del comune in cui è avvenuto il fatto o da quello del comune di residenza della vittima. Il Consiglio regionale approva lo statuto della Fondazione su proposta della Giunta, sentiti gli enti locali e gli altri soggetti coinvolti. La Regione partecipa al fondo di dotazione e può assegnare contributi per azioni specifiche a favore delle vittime. Ogni due anni la Giunta riferisce al Consiglio sull’attività svolta dalla Fondazione.
Regime transitorio e applicabilità attuale
In fase di prima applicazione, la Giunta doveva stabilire criteri e priorità per i contributi entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge e la Consulta/Tavolo di cui all’articolo 3 doveva essere costituita entro 60 giorni. La disciplina sui finanziamenti e sulle modalità di concessione è stata poi in larga parte sostituita o abrogata nel 2022; restano vigenti le funzioni di coordinamento, programmazione, monitoraggio e la disciplina della Fondazione per le vittime dei reati.
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