Cassazione Penale, Sentenza n. 37953/2024 del 16/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza del Tribunale di Catania che aveva dichiarato non doversi procedere per il delitto di furto di energia elettrica (art. 624 e 625 c.p.) per difetto della condizione di procedibilità (querela), in quanto il Tribunale aveva ritenuto tardiva una contestazione suppletiva dell'aggravante prevista dall'art. 625, co.1, n.7 (beni destinati a pubblico servizio). Il pubblico ministero deduceva violazione di norme processuali (artt. 516 e ss., art. 517 e art. 129 c.p.p.) sostenendo che la contestazione della circostanza aggravante rese il reato procedibile d'ufficio e che la modifica era legittima e idonea a incidere sulla procedibilità.
La decisione
Il ricorso è stato accolto. La Corte di Cassazione ha ritenuto che, alla luce del capo di imputazione, la circostanza aggravante della destinazione del bene (energia elettrica) a pubblico servizio risultava adeguatamente contestata in fatto (menzione dell'ENEL e dell'allaccio diretto alla rete di distribuzione), idonea a rendere il reato procedibile d'ufficio. La sentenza impugnata è stata annullata e il procedimento è stato rimesso al giudice di merito ai sensi dell'art. 569, comma 4, c.p.p.
Norme richiamate
Il delitto di furto è posto in discussione; la riforma (d.lgs. n.150/2022) ha disposto la procedibilità a querela di regola, con eccezioni
Codice penale, art. 625, co.1, n.7
art. 625, co.1, n.7 c.p. (circostanza aggravante per cose destinate a pubblico servizio)
La circostanza aggravante rende il furto procedibile d'ufficio se adeguatamente contestata; ha natura valutativa e richiede verifica della concreta destinazione del bene
Decreto legislativo n.150/2022, art.2, lett. i
sostituzione del terzo comma dell'art. 624 c.p. operata dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150
Ha modificato la procedibilità del furto, prevedendo la procedibilità a querela come regola e indicando eccezioni (tra cui i beni destinati a pubblico servizio)
Codice di procedura penale, artt. 516 e ss.
artt. 516 e ss. c.p.p. (capo di imputazione e suo contenuto)
Regolano la forma e il contenuto dell'imputazione e le modalità di contestazione dei fatti e delle circostanze
Codice di procedura penale, art. 517
art. 517 c.p.p. (contestazione suppletiva)
Attribuisce al pubblico ministero il potere di formulare contestazioni suppletive; la Corte evidenzia però che l'utilizzabilità di tale potere va valutata alla luce della necessità di informare adeguatamente l'imputato circa gli elementi qualificativi del reato
Codice di procedura penale, art. 129
art. 129 c.p.p. (improcedibilità rilevabile d'ufficio)
L'improcedibilità per mancata querela è rilevabile d'ufficio; nel caso la Corte ha valutato preliminarmente se la circostanza aggravante fosse stata in concreto contestata nell'imputazione
Codice di procedura penale, art. 569, comma 4
art. 569, comma 4 c.p.p. (annullamento con rinvio)
Consente alla Corte di annullare la sentenza impugnata e rinviare il processo al giudice di merito, misura adottata nel caso
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 6, par. 3, lett. a
art. 6 par. 3 lett. a) CEDU (diritto di essere informato della natura e della causa dell'accusa)
Invocato per sottolineare il principio che l'imputato deve essere reso edotto di tutte le componenti della prospettazione accusatoria, comprese le aggravanti, per consentire l'esercizio del diritto di difesa
Giurisprudenza della Cassazione (Sezioni Unite, sent. Sorge n.24906/2019)
Sez. U. n. 24906 del 18/04/2019 (Sorge)
Principio secondo cui le circostanze aggravanti di natura valutativa richiedono una esplicita precisazione nell'imputazione salvo che risultino auto-evidenti; da questa sentenza la Corte trae il criterio per valutare la sufficienza dell'originaria contestazione
Massime di principio
- La circostanza aggravante 'beni destinati a pubblico servizio' ha natura valutativa: non sempre può ritenersi auto-evidente e pertanto richiede una esplicita o almeno sufficientemente qualificata contestazione nell'imputazione affinché l'imputato possa esercitare adeguatamente la difesa
- Se il capo di imputazione contiene elementi descrittivi che rendono manifesto all'imputato che il bene sottratto era posto al servizio della collettività (es. riferimento al gestore pubblico ENEL e all'allaccio diretto alla rete di distribuzione), tale contestazione può essere considerata valida e rendere il reato procedibile d'ufficio
- Il potere del pubblico ministero di proporre contestazioni suppletive (art. 517 c.p.p.) non può essere esercitato in modo da ledere il diritto di difesa: le modifiche che aggravano la posizione dell'imputato richiedono che l'informazione sia sufficiente e tempestiva per evitare 'sorprese' in peius
- Dopo la modifica normativa (d.lgs. n.150/2022) il pubblico ministero ha interesse a formulare tempestivamente, e in modo chiaro, ogni circostanza che possa far rientrare il fatto nelle eccezioni di procedibilità a querela (per preservare la possibilità di procedere d'ufficio)
- In caso di dubbi sulla idoneità formale dell'imputazione rispetto ad aggravanti valutative, la questione va valutata preliminarmente; l'improcedibilità per mancata querela è rilevabile d'ufficio, ma solo dopo aver accertato se l'originèale imputazione poteva essere intesa come contenente la qualificazione aggravante
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