L.R. FVG 31/2015
Norme per l’integrazione sociale delle persone straniere immigrate.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Friuli Venezia Giulia politiche di accoglienza e integrazione delle persone straniere immigrate, richiedenti asilo, rifugiati e minori non accompagnati, con interventi su servizi territoriali, casa, scuola, salute, lavoro, mediazione culturale e rientro volontario. Prevede programmazione triennale e annuale, organi consultivi e finanziamenti soprattutto per il 2016-2017.
Integrazione sociale delle persone straniere immigrate in Friuli Venezia Giulia
Norme per l’integrazione sociale delle persone straniere immigrate
La legge definisce il quadro regionale del Friuli Venezia Giulia per l’accoglienza solidale, l’integrazione sociale, culturale e civile delle persone straniere presenti sul territorio. La disciplina si inserisce nel rispetto delle competenze regionali, della normativa statale e dell’ordinamento europeo e internazionale, con attenzione a pari opportunità, parità di genere, tutela dei minori e contrasto alle discriminazioni.
Finalità e principi generali
La Regione orienta la propria azione al riconoscimento dei diritti fondamentali della persona indipendentemente dalla cittadinanza e alla rimozione degli ostacoli che impediscono l’esercizio dei diritti civili e sociali. Gli obiettivi comprendono:
- la realizzazione del primato della persona e l’attuazione del diritto di asilo;
- la costruzione di una società plurale e coesa;
- il governo partecipato del fenomeno migratorio;
- la promozione della partecipazione alla vita pubblica;
- il contrasto a razzismo, xenofobia, discriminazioni e marginalità;
- l’informazione sui diritti e doveri;
- la tutela della parità di genere e dei minori, soprattutto non accompagnati;
- il mantenimento dei legami con il Paese di origine e il sostegno al rientro volontario;
- il monitoraggio del fenomeno migratorio regionale.
Destinatari degli interventi
Sono destinatari principali:
- cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;
- richiedenti asilo, rifugiati, titolari di protezione umanitaria e sussidiaria;
- apolidi regolarmente soggiornanti, residenti o domiciliati in regione. Sono inclusi anche i figli nati in Italia di tali soggetti. Le misure si estendono ai cittadini UE solo se non già coperti da benefici più favorevoli previsti da altre norme.
Assetto istituzionale e ruoli
La Regione, tramite la struttura competente in materia di immigrazione, cura programmazione e gestione delle politiche migratorie, l’attuazione degli interventi regionali e il coordinamento con la normativa statale ed europea. Gli enti locali promuovono interventi nei propri ambiti, specie in materia abitativa, lavoro, integrazione culturale, pari opportunità e partecipazione locale. La Regione riconosce inoltre la funzione sociale di associazioni ed enti del terzo settore e sostiene i loro progetti di integrazione culturale, sociale e assistenziale.
Programmazione regionale: Piano triennale e Programma annuale
Il Piano triennale per l’integrazione definisce indirizzi e linee strategiche degli interventi, anche per accompagnare l’eventuale rientro volontario nei Paesi di origine. Ha durata triennale ma resta efficace fino all’approvazione del successivo piano. È approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’Assessore competente e sentiti Consiglio delle autonomie locali e Commissione consiliare.
Il Programma annuale, approvato dalla Giunta sulla base del Piano, definisce azioni, priorità, modalità attuative e riparto delle risorse, oltre ai criteri per gli incentivi.
Organi di partecipazione, monitoraggio e confronto
È istituita la Consulta regionale per l’integrazione delle persone straniere immigrate, con funzioni propositive e consultive su Piano triennale, iniziative di settore, adeguamenti normativi e studi sul fenomeno migratorio. Rimane in carica per la legislatura, si riunisce almeno due volte l’anno ed è gratuita.
La Regione cura il monitoraggio del fenomeno migratorio e pubblica un rapporto annuale. Ogni tre anni la Giunta presenta al Consiglio una relazione sull’attuazione della legge, comprensiva di spesa, coordinamento, attività della Consulta, esiti degli interventi su asilo e rientro, e iniziative di mediazione nei centri per l’impiego.
Diritto d’asilo, accoglienza e protezione
La Regione favorisce l’esercizio del diritto d’asilo e l’integrazione di richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria o umanitaria, con particolare attenzione ai soggetti vulnerabili. Attraverso il Tavolo istituzionale regionale sulla protezione internazionale partecipa alla definizione delle strategie operative e sostiene un sistema di accoglienza diffusa, inclusiva e condivisa, con mediazione culturale e tutela contro tratta e schiavitù.
Sono previsti progetti di integrazione per orientamento, accesso ai servizi, inserimento in attività di pubblica utilità e copertura delle spese connesse alle risorse umane, materiali e assicurative.
Contrasto alle discriminazioni
Il Garante regionale dei diritti della persona svolge funzioni di osservazione, monitoraggio e assistenza nei confronti delle vittime di discriminazioni dirette e indirette per motivi razziali, di genere, etnici, nazionali o religiosi, nonché delle situazioni di sfruttamento, tratta e riduzione in schiavitù.
Rientro volontario e reinserimento nei Paesi di origine
La Regione sostiene, nell’ambito di programmi nazionali, europei, internazionali o regionali, progetti di rientro volontario e reinserimento nei Paesi di origine, anche in collaborazione con associazioni di immigrati. L’iniziativa può essere attivata una sola volta per ciascuna persona straniera immigrata.
Tutela dei minori stranieri non accompagnati
La Regione finanzia gli interventi degli enti locali per accoglienza, tutela e inserimento sociale dei minori stranieri non accompagnati. Tali interventi, se avviati durante la minore età, possono proseguire dopo il raggiungimento della maggiore età per consentire il completamento dei percorsi scolastici, formativi e di integrazione. Le misure possono essere finanziate anche con risorse della legge regionale sul sistema integrato dei servizi sociali e con fondi statali o UE.
Servizi territoriali, accoglienza abitativa e mediazione
La Regione sostiene i Comuni, anche associati, nell’attivazione di servizi territoriali quali:
- informazione su diritti, doveri e opportunità;
- sensibilizzazione sul dialogo interculturale;
- prima accoglienza e assistenza;
- raccolta di segnalazioni di discriminazione;
- promozione della cittadinanza e dell’integrazione sociale, con attenzione a donne e minori;
- orientamento verso la pubblica amministrazione;
- mediazione linguistico-culturale.
Sul fronte abitativo sono previste misure per strutture di ospitalità temporanea, sostegno alle Agenzie sociali per l’abitare e agli alloggi sociali collettivi. Per le strutture temporanee la Regione può concedere contributi per manutenzione, arredo o canoni di locazione.
Istruzione, formazione e ricerca
Ai minorenni stranieri sono garantite pari condizioni di accesso ai servizi per l’infanzia, alla scuola e al diritto allo studio. Le comunità scolastiche devono valorizzare le differenze linguistiche e culturali, promuovere accoglienza, tutela della lingua e cultura d’origine e attività interculturali.
La Regione può concedere incentivi a istituzioni scolastiche, enti locali e ambiti territoriali per:
- apprendimento della lingua italiana e formazione alla cittadinanza;
- conoscenza della Costituzione e dell’ordinamento italiano;
- mediazione linguistica e culturale;
- partecipazione dei genitori;
- formazione interculturale del personale scolastico;
- insegnamento dell’italiano come seconda lingua;
- valorizzazione di lingue e culture di origine;
- biblioteche scolastiche interculturali.
Sono previsti anche incentivi per adulti stranieri per alfabetizzazione, perfezionamento dell’italiano e conseguimento di titoli di studio. In ambito universitario e di ricerca la Regione favorisce accordi di cooperazione con atenei di Paesi terzi e programmi di sostegno a studenti, ricercatori, docenti e tecnici stranieri.
Integrazione interculturale e mediatori culturali
La Regione promuove iniziative di integrazione e comunicazione interculturale, tra cui uso di spazi pubblici per centri interculturali, informazione pubblica sul fenomeno migratorio, dialogo interreligioso e strumenti di comunicazione plurilingue anche telematica.
È istituito un elenco regionale dei mediatori culturali presso la Direzione competente; l’iscrizione richiede specifica professionalità, attestata da corsi di formazione o aggiornamento promossi dalla Regione.
Assistenza socio-sanitaria
La Regione garantisce ai cittadini stranieri regolarmente presenti parità di trattamento nell’accesso ai servizi sanitari. Assicura inoltre:
- riabilitazione per rifugiati e titolari di protezione sussidiaria vittime di torture o gravi violenze;
- cure urgenti ed essenziali, anche continuative, agli stranieri non in regola con ingresso e soggiorno;
- monitoraggio della situazione sanitaria e sociale della popolazione immigrata;
- informazione e formazione degli operatori sanitari e sociali;
- protezione e integrazione delle vittime di violenza, tratta e sfruttamento;
- servizi di mediazione linguistica e culturale nei servizi socio-sanitari;
- un gruppo tecnico di lavoro presso la Direzione salute e protezione sociale per supportare la programmazione degli interventi sociali rivolti agli stranieri.
È inoltre previsto il rimborso agli enti del servizio sanitario regionale degli oneri per ricoveri e prestazioni a favore di cittadini di Paesi terzi affetti da patologie non curabili nel Paese di residenza, previa selezione di una Commissione e autorizzazione del Direttore centrale competente, nei limiti della disponibilità di bilancio.
Inserimento lavorativo e formazione professionale
La normativa regionale assicura pari opportunità nell’orientamento, nell’inserimento lavorativo e nel sostegno all’attività autonoma, anche imprenditoriale e cooperativa. Gli stranieri possono partecipare ai concorsi pubblici nei limiti previsti dalla normativa nazionale.
Regione ed enti locali favoriscono l’inserimento lavorativo, la cooperazione, l’accesso al credito e il supporto alle attività imprenditoriali; possono inoltre istituire servizi di mediazione socio-culturale presso i centri per l’impiego.
La Regione cura anche il rilascio dei nulla osta al lavoro e delle altre autorizzazioni previste dal testo unico immigrazione, secondo regolamento regionale, e stabilisce con regolamento i criteri di riparto delle quote di ingresso assegnate dallo Stato.
Sul versante formativo, le persone straniere accedono in parità a formazione professionale, continua, orientamento e tirocini. La Regione promuove percorsi di lingua italiana, educazione civica e conoscenza del sistema istituzionale, e opera per il riconoscimento e la certificazione delle competenze e dei titoli acquisiti nei Paesi di origine.
Regime transitorio e abrogazioni
Per il solo anno 2016 la Giunta poteva approvare il Programma annuale anche senza il Piano triennale. Ai procedimenti contributivi già in corso e a quelli relativi alla programmazione 2015 continuava ad applicarsi la normativa precedente. Fino ai nuovi regolamenti restavano applicabili, per quanto compatibili, i vecchi regolamenti su progetti formativi, tirocini e riparto delle quote di ingresso.
Sono abrogati i commi da 21 a 29 dell’articolo 9 della legge regionale 14 agosto 2008, n. 9.
Disposizioni finanziarie
La legge autorizza stanziamenti specifici per il biennio 2016-2017 e per il 2016, destinati agli interventi del Programma annuale, ai contributi per strutture di ospitalità temporanea, alla Consulta e al Tavolo sulla protezione internazionale, alla formazione dei mediatori culturali, al gruppo tecnico sanitario, ai rimborsi per ricoveri umanitari e ai servizi di mediazione nei centri per l’impiego. Le risorse sono allocate su capitoli di nuova istituzione o tramite storni da altri capitoli del bilancio pluriennale 2015-2017.
Entrata in vigore e decorrenza
La legge ha effetto dall’1 gennaio 2016 ed è entrata in vigore il 26 dicembre 2015.
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