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Legge

L.R. Puglia 30/2024

“Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Puglia”

Normativa regionaleL.R. Puglia 30/2024

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge pugliese impone alle amministrazioni regionali e agli enti del sistema regionale, nelle gare di appalto e concessione, di richiedere il CCNL più attinente e di verificare che garantisca una retribuzione minima tabellare inderogabile di 9 euro l’ora. Disciplina anche il giudizio di equivalenza per CCNL diversi, con efficacia dalla pubblicazione in B.U.R.P.

Tutela della retribuzione minima salariale negli appalti e contratti della Regione Puglia

Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Puglia

La legge disciplina, per il territorio della Regione Puglia, misure finalizzate a garantire una retribuzione minima salariale nei contratti e nelle procedure di affidamento gestite da soggetti regionali. La disciplina si innesta nel quadro del Codice dei contratti pubblici e si applica con effetto immediato dalla pubblicazione, essendo la legge dichiarata urgente.

Ambito soggettivo e finalità

La finalità del provvedimento è quella di orientare le procedure di gara verso contratti collettivi coerenti con l’attività affidata e di assicurare una soglia minima di tutela economica ai lavoratori impiegati in appalti pubblici e concessioni. I soggetti tenuti agli adempimenti sono:

  • Regione Puglia;
  • aziende sanitarie locali;
  • aziende ospedaliere;
  • Sanitaservice;
  • agenzie regionali;
  • enti strumentali regionali.

Regole per le procedure di gara

Nei bandi e nelle procedure di gara i soggetti indicati devono prevedere che al personale impiegato nei lavori, servizi e forniture oggetto di appalti pubblici e concessioni sia applicato il contratto collettivo maggiormente attinente all’attività svolta, stipulato dalle organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative, fatti salvi i trattamenti di miglior favore. La previsione è dichiarata in coerenza con l’articolo 11 del d.lgs. 36/2023.

Retribuzione minima inderogabile

I soggetti tenuti alle procedure di gara devono verificare che i contratti collettivi indicati prevedano una retribuzione minima tabellare inderogabile pari a 9 euro l’ora. Se l’operatore economico dichiara di applicare un CCNL diverso da quello indicato dalla stazione appaltante, quest’ultima deve verificare, sempre ai sensi dell’articolo 11 del d.lgs. 36/2023, che il contratto alternativo garantisca ai dipendenti le stesse tutele.

Giudizio di equivalenza tra contratti collettivi

La legge stabilisce che il giudizio di equivalenza debba essere svolto sulla base dei dodici parametri indicati da ANAC nella relazione illustrativa al Bando tipo n. 1/2023, elaborati sulle indicazioni dell’Ispettorato nazionale del lavoro con circolare 28 luglio 2020, n. 2. L’equivalenza può ritenersi sussistente anche in presenza di scostamenti su un massimo di due parametri, purché sia accertato preventivamente che il diverso contratto collettivo garantisca comunque una retribuzione minima inderogabile pari a 9 euro l’ora. La verifica riguarda sia le tutele normative sia quelle economiche.

Decorrenza ed efficacia

La legge è dichiarata urgente e entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia. Non prevede un termine finale di applicazione né un regime transitorio espresso.

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