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Legge

L.R. Molise 33/2000

Interventi finanziari per il commercio

Normativa regionaleL.R. Molise 33/2000Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Molise disciplina contributi in conto capitale e in conto interessi per valorizzare il commercio nei centri storici e nelle aree urbane/rurali, oltre a misure per cooperative di garanzia, consorzi fidi e accesso al credito. Prevede priorità, limiti di spesa e regole di revoca. È un testo di impatto ormai storico, riferito a finanziamenti e stanziamenti per gli esercizi 2000 e successivi.

Interventi finanziari regionali per il commercio

Interventi finanziari regionali per il commercio

La legge della Regione Molise definisce un sistema di contributi e agevolazioni per sostenere la riqualificazione e lo sviluppo delle attività commerciali sul territorio regionale, con particolare attenzione ai centri storici e alle piccole imprese del commercio e della somministrazione di alimenti e bevande.

Finalità generali

La Regione concorre al finanziamento di interventi finalizzati a valorizzare l’offerta commerciale, riqualificando le attività nei centri urbani e rurali. La disciplina è rivolta in particolare ai centri storici, come individuati dagli strumenti urbanistici comunali, e alla promozione di cooperative di garanzia o consorzi fidi tra operatori commerciali.

Interventi per i centri storici

Per i centri storici la Regione concede contributi in conto capitale e in conto interessi destinati alla qualificazione, promozione e sviluppo:

  • degli esercizi di vicinato;
  • degli esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

I contributi riguardano interventi sui locali adibiti o da adibire ad attività commerciali e al deposito delle merci, per:

  • costruzione;
  • acquisto;
  • ristrutturazione;
  • ampliamento;
  • acquisto di attrezzature fisse e mobili;
  • acquisto di arredi.

Il contributo in conto capitale non può superare il 50% della spesa ammessa, con un limite massimo di spesa ammissibile pari a lire 200.000.000. Il contributo in conto interessi è pari al 50% della spesa per interessi sul finanziamento bancario ottenuto per le medesime finalità ed è calcolato sulla differenza tra spesa ammessa e contributo in conto capitale. Per tali agevolazioni la Regione stipula apposita convenzione con gli istituti di credito operanti sul territorio regionale.

Tutti i contributi sono soggetti ai limiti e alle condizioni del regime “de minimis” previsto dalla normativa comunitaria.

Destinatari e criteri di priorità nei centri storici

Possono accedere ai contributi:

  • le piccole imprese del commercio al dettaglio;
  • le piccole imprese di somministrazione di alimenti e bevande operanti nei centri storici;
  • gli esercizi commerciali richiamati dall’art. 9 della legge regionale 27 settembre 1999, n. 33.

Le domande sono valutate secondo priorità, nei limiti delle disponibilità annuali di bilancio, a favore di:

  • esercizi ubicati nei centri storici attivi da oltre un anno alla data di presentazione della domanda;
  • nuovi esercizi o esercizi trasferiti da altre zone dello stesso Comune al centro storico;
  • esercizi previsti dalla legge regionale n. 33 del 1999;
  • titolari di età compresa tra 18 e 40 anni.

Interventi per aree urbane e rurali fuori dai centri storici

Nelle aree diverse dai centri storici la Regione concede contributi per interventi volti a promuovere:

  • la costituzione di piccole imprese;
  • lo sviluppo del commercio al dettaglio e dei soggetti distributivi;
  • la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.

Gli interventi agevolabili riguardano i locali adibiti o da adibire ad attività commerciali o al deposito delle merci e possono consistere in:

  • costruzione;
  • acquisto;
  • ristrutturazione;
  • ampliamento;
  • acquisto di attrezzature fisse e mobili;
  • acquisto di arredi.

Per alcune categorie sono previsti solo contributi in conto interessi pari al 70% della spesa per interessi; per altre categorie sono previsti sia contributi in conto capitale sia in conto interessi, con contributo in conto capitale superiore al 30% della spesa ammessa. In alternativa, chi non utilizza tali benefici può accedere a locazione finanziaria agevolata e finanziamenti a tasso agevolato tramite FINMOLISE S.p.A., sulla base di convenzione regionale. Anche questi aiuti sono soggetti al regime “de minimis” e la spesa ammissibile non può superare lire 200.000.000.

Beneficiari e priorità fuori dai centri storici

Possono beneficiare degli interventi:

  • le piccole imprese del commercio al dettaglio e della somministrazione di alimenti e bevande;
  • i soggetti distributivi costituiti in forma cooperativa, associativa o societaria, purché l’attività primaria sia l’acquisto in comune di merci per conto delle imprese associate;
  • i soggetti che costituiscono nuovi esercizi di vicinato e di somministrazione di alimenti e bevande.

L’ammissione al contributo segue il seguente ordine di priorità:

  • soggetti di cui alla lettera a);
  • soggetti di cui alla lettera b);
  • soggetti di cui alla lettera c);
  • titolari di impresa di età compresa tra 18 e 40 anni.

Cooperazione di garanzia e accesso al credito

La Regione Molise, tramite FINMOLISE S.p.A., concede anche interventi a favore dell’accesso al credito:

  • alle cooperative di garanzia o ai consorzi fidi con sede e operatività nel Molise, costituiti tra imprese commerciali esercenti il commercio all’ingrosso e al dettaglio in sede fissa o ambulante, contributi per incrementare il fondo di garanzia o i fondi rischi;
  • alle imprese commerciali che esercitano il commercio all’ingrosso e al dettaglio, in sede fissa o ambulante, contributi in conto interessi su finanziamenti a breve, medio e lungo termine concessi da banche o intermediari finanziari.

I rapporti con FINMOLISE S.p.A. sono regolati da apposita convenzione approvata dalla Giunta regionale.

Modalità di concessione, controlli e revoca

Per ciascuna tipologia di intervento la Giunta regionale adotta provvedimenti attuativi, sentita la commissione consiliare competente, per definire ulteriori criteri di concessione, le modalità di presentazione delle domande e quelle di erogazione dei benefici.

Il parere della commissione deve essere reso entro 45 giorni dalla comunicazione del progetto di provvedimento. Se il termine decorre inutilmente, la Giunta procede comunque; il termine può essere interrotto una sola volta per richiesta di chiarimenti o elementi integrativi, e la Giunta può deliberare decorso il termine di 45 giorni dalla trasmissione dei chiarimenti.

I contributi non sono cumulabili con quelli previsti da altre leggi regionali per le stesse finalità. Sono ammissibili solo iniziative di investimento realizzate non oltre 24 mesi prima della scadenza del termine per la presentazione delle istanze.

La Giunta revoca il contributo se i destinatari non rispettano la legge o i provvedimenti attuativi; in tal caso è dovuta la restituzione del contributo erogato, con gli interessi legali.

Ripartizione delle risorse

Le risorse disponibili sono ripartite tra le diverse linee di intervento in questi termini:

  • 45% per le piccole imprese del commercio al dettaglio e della somministrazione di alimenti e bevande per gli interventi sui centri storici in conto capitale;
  • 10% per le stesse imprese per gli interventi sui centri storici in conto interessi;
  • 10% per le piccole imprese e i loro soggetti distributivi per gli interventi in conto interessi nelle aree diverse dai centri storici;
  • 25% per gli interventi in conto capitale nelle aree diverse dai centri storici;
  • 10% per gli interventi gestiti da FINMOLISE S.p.A.

Le risorse possono essere rimodulate in base alle domande pervenute.

Disposizioni finanziarie e ambito temporale

Gli oneri derivanti dalla legge sono coperti tramite appositi capitoli di spesa istituiti con la legge di bilancio per l’esercizio finanziario 2000 o con successiva legge di variazione. Per gli esercizi 2001 e successivi la copertura è rinviata alle rispettive leggi di bilancio.

La disciplina è riferita al territorio della Regione Molise ed è impostata su stanziamenti originariamente collegati agli esercizi finanziari 2000 e successivi; per la sua collocazione temporale e per il carattere storico delle misure, risulta oggi sostanzialmente superata.

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