R.R. Puglia 23/2019
Riordino ospedaliero della Regione Puglia ai sensi del D.M. n° 70/2015 e delle Leggi di Stabilità 2016¬2017”
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento riorganizza la rete ospedaliera pugliese in attuazione del DM 70/2015 e delle leggi di stabilità 2016-2017, classificando ospedali e strutture accreditate, rimodulando posti letto e unità operative e fissando regole per reti cliniche e monitoraggi. Prevede verifiche annuali e alcune riconversioni entro il 30/12/2019; il parere di compatibilità per le discipline modificate vale fino al 28/02/2020. Le tabelle allegate sono state poi abrogate da R.R. 8/2024.
Riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia
Riordino ospedaliero della Regione Puglia
Il regolamento disciplina la riorganizzazione della rete ospedaliera della Regione Puglia in attuazione del DM 70/2015, delle leggi di stabilità 2016-2017 e del Programma operativo regionale 2016-2018. L’obiettivo è adeguare l’offerta ospedaliera agli standard nazionali di qualità, sicurezza, dotazione di posti letto e appropriatezza, tenendo conto delle specificità territoriali pugliesi.
Finalità e criteri generali
La disciplina mira a rimodulare la dotazione complessiva di posti letto e a qualificare le unità operative, nel rispetto degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi dell’assistenza ospedaliera. La riorganizzazione è orientata anche al contenimento della spesa e al miglioramento dell’appropriatezza, senza incremento dei tetti di spesa del privato accreditato.
La Regione indica come criteri di fondo:
- classificazione delle strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate secondo gli standard ministeriali;
- distribuzione dei posti letto e delle unità operative secondo le tabelle allegate;
- tendenziale allineamento agli standard per disciplina, con possibili compensazioni motivate da esigenze epidemiologiche e di accessibilità;
- progressivo adeguamento nel tempo della dotazione di posti letto.
Classificazione della rete ospedaliera
La rete è articolata in:
- 5 ospedali di secondo livello;
- 17 ospedali di primo livello;
- 10 ospedali di base;
- 1 ospedale di area particolarmente disagiata.
La rete è integrata da:
- 2 IRCCS pubblici;
- 2 IRCCS privati accreditati;
- 25 case di cura private accreditate.
Sono inoltre richiamati ulteriori assetti programmatori e sviluppi futuri, tra cui:
- la possibile costituzione in ente ospedaliero autonomo del plesso pediatrico Giovanni XXIII di Bari;
- l’aggregazione funzionale delle unità pediatriche nel Polo Pediatrico del P.O. V. Fazzi;
- la realizzazione di quattro nuovi ospedali prevista dalla programmazione regionale.
Dotazione di posti letto, classificazione e compatibilità
Il regolamento fissa la dotazione massima regionale di posti letto derivante dall’applicazione del DM 70/2015 per l’anno 2016 in 14.783 posti letto, di cui 11.986 per acuti e 2.797 per post-acuti.
La distribuzione dei posti letto vale anche come parere di compatibilità per strutture pubbliche e private accreditate. Per le discipline modificate rispetto ai vigenti regolamenti regionali, tale parere è valido fino al 28/02/2020; decorso tale termine, il parere deve intendersi decaduto.
Per il privato accreditato la rimodulazione non comporta aumento dei tetti di spesa già approvati. L’inserimento nelle reti cliniche o per patologia non dà diritto ad ulteriori assegnazioni economiche ed opera a invarianza del tetto di spesa dell’ASL di riferimento.
Organizzazione delle strutture e dei reparti
Gli stabilimenti funzionalmente aggregati in un’unica struttura di ricovero devono avere:
- un’unica direzione medica di presidio;
- un’unica direzione amministrativa di presidio;
- accorpamento di unità operative e servizi.
Resta comunque previsto l’uso di sottocodici identificativi per stabilimenti e unità operative, al fine di monitorare in modo continuo i flussi di ricovero e il rispetto degli standard.
All’interno delle unità complesse di Medicina Interna e Chirurgia Generale possono essere allocati posti letto per attività specialistiche compatibili, sotto responsabilità di personale medico con requisiti specifici. Negli ospedali di base e di primo livello devono inoltre essere attivati posti letto di area critica per pazienti critici delle unità operative dipartimentali, con esclusione dei casi che richiedano ventilazione meccanica controllata o instabilità delle funzioni vitali, riservati agli anestesisti-rianimatori.
Le unità operative di Lungodegenza sono configurate come articolazioni funzionali delle unità di Medicina Interna.
Attività specialistiche, consulenze e percorsi assistenziali
Le attività di endoscopia effettuate tramite orifizi naturali possono essere svolte sia in regime ambulatoriale intraospedaliero o extraospedaliero, sia in ricovero. In ambito ambulatoriale sono erogabili, previa valutazione clinica del paziente, le prestazioni previste dal nomenclatore tariffario regionale connesse all’attività diagnostica e terapeutica di base.
Le consulenze specialistiche relative a discipline assenti nel presidio devono essere garantite da specialisti presenti in altri ospedali aziendali o nei poliambulatori del territorio di riferimento.
Per l’Ospedale di Galatina è imposto un collegamento formalizzato con la U.O. di Terapia Intensiva dell’Ospedale V. Fazzi di Lecce e il relativo percorso assistenziale, con particolare attenzione al punto nascita.
Le direzioni strategiche delle ASL, delle Aziende Ospedaliero-Universitarie, degli enti ecclesiastici e dell’IRCCS privato accreditato devono attuare le linee di indirizzo nazionali su triage intraospedaliero, osservazione breve intensiva e gestione del sovraffollamento in pronto soccorso.
Standard qualitativi, volumi di attività e tempi di attuazione
La riorganizzazione mira a conseguire:
- tasso di occupazione dei posti letto tendenzialmente pari al 90%;
- durata media della degenza ordinaria inferiore mediamente a 7 giorni, salvo motivate esigenze clinico-assistenziali.
La messa a regime della rete è fissata al 31/12/2019. Il regolamento riconosce che, nella fase iniziale, possono sussistere disallineamenti rispetto agli standard per limiti tecnologici e strutturali, da superare progressivamente.
Le soglie di volume e di esito sono quelle del Programma Nazionale Esiti di AGENAS, integrate con indicatori AReSS Puglia. È prevista entro il 31 dicembre di ogni anno una relazione di verifica sul rispetto degli standard e, se necessario, sulla riconfigurazione della rete.
Riconversioni e regime transitorio
Per alcuni stabilimenti è disposta la riconversione entro il 30/12/2019 in Presidi di Post-Acuzie, con possibilità di integrazione con il modello assistenziale del PTA. Gli stabilimenti interessati sono:
- Caduti in Guerra - Canosa di Puglia;
- Michele Sarcone - Terlizzi;
- Francesca Fallacara - Triggiano;
- San Marco - Grottaglie, a valle del completamento del nuovo Ospedale San Cataldo di Taranto.
Per gli ospedali di base è previsto un graduale allineamento delle discipline al DM 70/2015. Il mantenimento di qualificazioni organizzative per discipline non previste dal decreto resta confermato fino alla scadenza dell’incarico del dirigente interessato.
Reti cliniche e monitoraggio
Le nuove reti cliniche, e l’eventuale rimodulazione di quelle esistenti, devono essere definite con deliberazione di Giunta regionale su proposta del Dipartimento competente, con supporto di AReSS Puglia. Le reti cliniche devono assicurare tempestività, appropriatezza e continuità dei percorsi assistenziali, inclusa la rete emergenza-urgenza.
Le reti cliniche integrano l’attività ospedaliera per acuti e post-acuti con quella territoriale, recependo le linee guida e le raccomandazioni degli accordi in Conferenza Stato-Regioni. Dopo l’istituzione delle reti è previsto monitoraggio per valutarne efficacia ed efficienza e, se occorre, apportare modifiche per garantire qualità e sicurezza delle cure.
Obsolescenza pratica
L’atto è oggi in larga parte superato nella sua funzione operativa, soprattutto perché:
- le tabelle allegate risultano abrogate da R.R. 8/2024;
- il parere di compatibilità per le discipline modificate era comunque limitato al 28/02/2020;
- diverse scadenze programmatiche e transitorie sono già trascorse. Resta quindi un testo soprattutto di rilievo ricostruttivo/storico, più che di applicazione pratica attuale.
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