Messaggio numero 3449 del 24-09-2019
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl documento presenta l’iniziativa Inps "PER tutti", finalizzata a raggiungere direttamente le persone più fragili e a facilitare l’accesso al Reddito di cittadinanza e ad altre prestazioni assistenziali. Sono descritti il modello operativo, le collaborazioni con Comuni e associazioni, il questionario dinamico per l’individuazione dei bisogni e l’avvio sperimentale in alcune città, con estensione nazionale dal 9 ottobre 2019.
Progetto "Inps PER tutti" per l’accesso alle prestazioni e il contrasto alla povertà
Progetto "Inps PER tutti"
Il documento illustra un progetto dell’Istituto volto a rendere più accessibili, concrete ed esigibili le prestazioni spettanti ai cittadini, con particolare attenzione ai soggetti più fragili e difficilmente intercettabili dai canali ordinari. L’idea di fondo è ribaltare il modello tradizionale di accesso ai servizi: non sono i cittadini a dover cercare l’Inps, ma è l’Inps a raggiungerli nei luoghi in cui vivono o si aggregano.
Finalità e contesto
L’iniziativa nasce dall’esigenza di intercettare i cosiddetti "burocraticamente esclusi", cioè persone che, per disagio personale, digital divide, emarginazione geografica o altre difficoltà, non riescono ad accedere alle prestazioni pur avendone diritto. L’obiettivo è promuovere azioni mirate verso le fasce più povere ed emarginate, con un approccio di supporto diretto, individuazione dei bisogni e raccolta delle domande.
Il progetto si colloca in coerenza con il D.L. n. 4/2019, convertito dalla legge n. 26/2019, che ha istituito dal mese di aprile 2019 il Reddito di cittadinanza come misura fondamentale di politica attiva del lavoro, contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale. Per i nuclei composti da soggetti anziani è richiamata anche la Pensione di cittadinanza, considerata livello essenziale delle prestazioni da assicurare nei limiti delle risorse disponibili.
Soggetti destinatari e beneficiari potenziali
L’azione si rivolge in primo luogo alle fasce più deboli della popolazione, individuate a titolo esemplificativo in:
- persone in stato di povertà assoluta;
- persone senza tetto o senza fissa dimora;
- abitanti di comuni distanti dagli uffici Inps;
- utenti non consapevoli dei propri diritti.
Il progetto mira a intercettare direttamente i potenziali beneficiari del Reddito di cittadinanza e di altre prestazioni assistenziali, anche in luoghi di frequentazione tipica come mense, stazioni e terminal di viaggio.
Modello operativo e rete di collaborazione
L’originalità dell’iniziativa consiste nella costruzione di una rete tra Inps e altre istituzioni, mediante strumenti di interoperabilità e collaborazione territoriale. L’Inps è descritto come un "moltiplicatore" di valori, servizi e opportunità, capace di farsi capofila di un sistema di supporto alle fasce più bisognose.
Le collaborazioni previste coinvolgono:
- ANCI;
- Comuni;
- Regioni;
- organizzazioni e associazioni caritatevoli;
- associazioni/Federazioni di volontariato e del terzo settore.
Tali rapporti devono essere formalizzati tramite protocolli o accordi quadro tra le Direzioni regionali e/o di coordinamento metropolitano dell’Inps e le singole Regioni o Comuni, così da garantire a livello locale unità di obiettivi, uniformità di comportamenti, processi e attività fondamentali.
Gli accordi hanno la funzione di rimuovere ostacoli, anche burocratici, che impediscono o ritardano l’accesso alle prestazioni di contrasto alla povertà e di assicurare la tutela dei bisogni sociali ed economici del singolo e delle famiglie.
Attività previste sul territorio
Nell’ambito degli accordi, verranno disciplinati anche gli accessi degli operatori Inps presso le strutture individuate per:
- svolgere attività di consulenza;
- fornire assistenza per il rilascio del PIN;
- assistere nell’inoltro della domanda.
Per favorire l’operatività concreta, saranno utilizzate unità mobili e/o gazebo con la presenza di personale Inps, assistenti sociali dei Comuni e volontari delle associazioni aderenti. Le unità mobili saranno dotate di PC per il rilascio del PIN e per la ricezione delle domande, previa compilazione dei questionari digitali.
Sperimentazione territoriale e accordi già sottoscritti
In una prima fase sperimentale sono coinvolte le sedi Inps di:
- Roma;
- Milano;
- Napoli;
- Bologna;
- Torino.
In tali città il progetto viene avviato in sinergia con i Comuni e con soggetti del terzo settore. Il documento segnala inoltre accordi già sottoscritti, tra cui:
- accordo di collaborazione ex art. 15 della legge n. 241/1990 tra la Direzione di coordinamento metropolitano di Roma e il Dipartimento Politiche Sociali di Roma Capitale;
- accordo tra la Direzione di Coordinamento metropolitano di Napoli, il Comune di Napoli e Alleanza contro la povertà;
- accordo tra Inps e Comune di Torino;
- accordo tra la Direzione regionale Emilia Romagna, il Comune di Bologna e la città metropolitana di Bologna;
- accordo tra la Direzione regionale Puglia e il Comune di Bari.
Per Milano, è richiamata una collaborazione attiva dal 2017 tra Comune e Inps, con attivazione di Punti di consulenza presso i Municipi o altri spazi comunali destinati al contatto con i cittadini; tale accordo è stato rinnovato nel mese di giugno.
Questionario dinamico e prestazioni considerate
Il progetto prevede l’utilizzo di un questionario dinamico e interattivo, finalizzato a verificare l’esistenza del diritto a ricevere determinate prestazioni. Il questionario guida l’utente in un percorso consulenziale automatizzato ma personalizzato, con indirizzamento verso la prestazione più coerente in base alle risposte "Sì" o "No".
Le prestazioni considerate sono:
- Reddito/pensione di cittadinanza, previo ISEE/DSU;
- Assegno familiare dei Comuni;
- Assegno di maternità dei Comuni;
- Bonus bebè;
- Premio nascita;
- Bonus asilo nido;
- NASpI;
- Assegno sociale;
- Invalidità civile, in corso di implementazione.
Il questionario è disponibile in ambiente internet all’URL indicato nel documento e, in via sperimentale, sarà utilizzato da personale dei Comuni, servizi sociali, associazioni di volontariato e del terzo settore, con la finalità di supportare la presa in carico da parte dell’assistente/operatore sociale.
Modalità di attuazione e requisiti organizzativi
Gli accordi territoriali possono essere sottoscritti utilizzando lo schema allegato al documento, con soggetti pubblici o associazioni no profit. Tuttavia, se gli impegni previsti comportano:
- modifiche alle procedure informatiche ordinarie Inps;
- scambi dati tra le parti;
- altri impegni da cui possano derivare oneri per l’Istituto,
è necessaria una preventiva valutazione delle competenti strutture della Direzione generale.
Le Direzioni territoriali interessate devono comunicare il calendario delle iniziative con congruo anticipo, tramite posta elettronica istituzionale alle Direzioni centrali proponenti. Qualora sia richiesta la postazione mobile dell’Istituto, la relativa domanda deve essere inoltrata almeno quindici giorni prima, indicando gli spazi disponibili per consentire la scelta della tipologia di postazione più adatta.
Comunicazione e sviluppo del progetto
Il documento invita a valutare l’opportunità di conferenze stampa e comunicati stampa in occasione dell’avvio operativo delle convenzioni. Sono previste ulteriori informazioni e indicazioni sulle iniziative di comunicazione, ed è allegata una breve presentazione della campagna comunicativa.
Il progetto viene avviato su tutto il territorio nazionale il 9 ottobre 2019. Successivamente saranno comunicati i luoghi e gli orari settimanali in cui sarà garantita la presenza degli operatori Inps e di quelli dei Comuni e delle associazioni aderenti.
Al termine della fase sperimentale, e verificati gli esiti, si valuterà se rendere il questionario accessibile tramite autenticazione oppure pubblicarlo sul portale come strumento di self assessment.
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