L.R. Sicilia 19/2013
Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche 'Born in Sicily' per l'agricoltura e l'alimentazione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge siciliana istituisce strumenti per conservare, censire, iscrivere e diffondere le risorse genetiche autoctone di interesse agrario, forestale e zootecnico, anche a rischio di erosione genetica. Prevede Repertorio volontario regionale, Commissione tecnico-scientifica, Rete di conservazione, figura dell’Agricoltore custode e un regolamento attuativo entro 6 mesi dall’entrata in vigore.
Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche autoctone siciliane per agricoltura e alimentazione
Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche autoctone siciliane
La legge disciplina, per il territorio della Regione Siciliana, un sistema organico di conservazione, tutela e valorizzazione delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, forestale e zootecnico. L’obiettivo è preservare biodiversità, tradizioni colturali e zootecniche e favorire l’uso collettivo del patrimonio locale, con particolare attenzione alle risorse a rischio di erosione genetica.
Finalità e impostazione generale
La Regione promuove iniziative pubbliche e private per la conservazione e la valorizzazione di specie, razze, varietà, popolazioni, cultivar, ecotipi e cloni di interesse economico, scientifico, ambientale e culturale.
In particolare:
- favorisce la tutela delle risorse genetiche autoctone del territorio regionale;
- promuove l’utilizzazione collettiva del patrimonio locale attraverso la Rete di conservazione e salvaguardia;
- attua programmi di intervento tramite l’Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari;
- stabilisce criteri e modalità delle attività di tutela e valorizzazione.
Definizione delle risorse genetiche e ambito applicativo
Sono considerate risorse genetiche proprie del centro genetico del Mediterraneo:
- quelle originarie del territorio siciliano e documentate;
- quelle introdotte da almeno 50 anni in Sicilia e tradizionalmente integrate nell’agricoltura o nell’allevamento;
- quelle derivate dalle precedenti mediante semplice selezione, senza incroci;
- quelle originarie della Sicilia ma oggi scomparse dal territorio regionale, conservate altrove e potenzialmente reintroducibili.
La disciplina richiama le definizioni del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura e considera coltivazione in situ anche la conservazione in azienda (on farm). L’ambito locale è il territorio regionale in cui la risorsa è o è stata presente, mentre ai fini della tutela il riferimento è l’intera Regione, comprese le isole minori.
Sono escluse le risorse genetiche derivate, direttamente o indirettamente, da tecniche di ingegneria genetica o di biologia molecolare.
Programmazione regionale e mappatura del territorio
L’Assessorato regionale delle risorse agricole e alimentari:
- realizza entro un anno una mappa del territorio regionale per identificare e caratterizzare gli ambiti locali;
- approva linee di intervento, sentita la Commissione tecnico-scientifica;
- coordina studi, censimenti, iniziative di conservazione e valorizzazione;
- favorisce l’aggregazione tra produttori e la collaborazione con enti locali e altri organismi.
Repertorio volontario regionale delle risorse genetiche
È istituito un Repertorio volontario regionale, pubblico e consultabile anche online, articolato in sezione animale e vegetale.
Il Repertorio:
- raccoglie razze, varietà, popolazioni, ecotipi e cloni di interesse regionale;
- è istituito con decreto dell’Assessore regionale;
- è tenuto dall’ufficio competente in materia vivaistica;
- è aggiornato almeno ogni due anni;
- può essere consultato anche sul sito istituzionale dell’Assessorato.
L’iscrizione è gratuita e avviene con decreto assessoriale, previa acquisizione del parere della Commissione tecnico-scientifica, che è obbligatorio ma non vincolante. Possono proporre l’iscrizione enti, istituzioni scientifiche, enti pubblici, associazioni, organizzazioni private e singoli cittadini, allegando scheda tecnica e documentazione completa.
La cancellazione è possibile se vengono meno i requisiti previsti, con decreto assessoriale e parere motivato della Commissione.
Commissione tecnico-scientifica
È istituita una Commissione tecnico-scientifica con funzioni consultive e propositive. Essa:
- esprime pareri su iscrizione e cancellazione dal Repertorio;
- esprime pareri sulle linee di intervento regionali;
- definisce i criteri per individuare gli Agricoltori custodi.
La Commissione è composta da un dirigente regionale con funzioni di coordinamento, due componenti del Dipartimento agricoltura, quattro esperti scientifici/accademici, un rappresentante del settore vivaistico e un rappresentante degli Agricoltori custodi. È nominata dall’Assessore, dura cinque anni e opera gratuitamente.
Conservazione ex situ e Rete di conservazione e salvaguardia
La Regione opera direttamente nella conservazione delle risorse genetiche attraverso Centri di conservazione a regia regionale, in collaborazione con vivai regionali e laboratori regionali di certificazione e sicurezza alimentare.
L’Assessorato può affidare gratuitamente la tutela e conservazione ex situ a soggetti pubblici o privati di comprovata esperienza e idoneità. Tali soggetti devono proteggere il materiale da contaminazioni, alterazioni e distruzioni.
È istituita e coordinata dall’Assessorato la Rete di conservazione e salvaguardia delle risorse genetiche autoctone, alla quale possono aderire enti pubblici, istituti, università, associazioni e agricoltori in possesso dei requisiti regolamentari. Gli enti pubblici che hanno ottenuto finanziamenti per centri pubblici di conservazione della biodiversità nell’ambito delle programmazioni comunitarie 2000/2006, 2007/2013 e successive hanno obbligo di adesione.
La Rete:
- cura conservazione in situ, on farm ed ex situ;
- favorisce la moltiplicazione del materiale genetico per renderlo disponibile agli operatori agricoli;
- si collega con la rete nazionale e con il CRA quale soggetto di coordinamento nazionale;
- è accompagnata da elenchi biennali dei siti di conservazione trasmessi ai comuni interessati.
Gli agricoltori custodi inseriti nella Rete possono scambiare sementi o materiali di propagazione prodotti per ciascuna entità iscritta nel Repertorio.
Agricoltori custodi
L’Agricoltore custode è l’agricoltore che conserva in azienda, in situ, on farm e/o ex situ le risorse genetiche iscritte nel Repertorio.
I suoi compiti comprendono:
- messa in sicurezza e protezione della risorsa genetica;
- diffusione della conoscenza e della coltivazione;
- promozione di iniziative di educazione alimentare;
- rinnovo dei semi di specie erbacee e ortive conservate ex situ.
L’incarico è conferito su richiesta dell’interessato, previo parere della Commissione, mediante iscrizione in un elenco pubblico gestito dal Dipartimento agricoltura. Sono inclusi di diritto gli agricoltori che hanno aderito alla Misura 214/2 azione B del PSR Sicilia 2007/2013 e mantengono campi di conservazione dell’agrobiodiversità.
Il regolamento stabilisce anche limiti di specie, varietà, razze, ecotipi e parametri quantitativi per eventuali agevolazioni.
Circolazione e moltiplicazione del materiale genetico
I soggetti che conservano ex situ, gli Agricoltori custodi, gli istituti sperimentali, i centri di ricerca e le università devono rispettare la normativa fitosanitaria e quella sulla qualità del materiale di propagazione quando svolgono riproduzione o moltiplicazione.
È consentita, tra gli aderenti alla Rete, la circolazione senza scopo di lucro e in ambito locale di una modica quantità di materiale genetico per recupero, mantenimento e riproduzione di varietà locali a rischio di estinzione e iscritte nel Repertorio. La modica quantità è definita dal regolamento per comparto vegetale e animale.
Regolamento attuativo e programma operativo annuale
Entro 6 mesi dall’entrata in vigore deve essere adottato un regolamento di attuazione, previo parere della Commissione tecnico-scientifica. Il regolamento disciplina, tra l’altro:
- criteri di rischio di erosione genetica;
- modalità di iscrizione al Repertorio;
- funzionamento della Commissione;
- funzionamento e affidamento delle strutture ex situ;
- iniziative regionali per la produzione legata all’agrobiodiversità;
- filiera vivaistica e disponibilità di materiale vegetale;
- identificazione, tutela e tracciabilità mediante esame del DNA;
- criteri per l’incarico agli Agricoltori custodi;
- requisiti dei soggetti aderenti alla Rete.
Con decreto assessoriale è inoltre adottato un programma operativo annuale per:
- studio e censimento dell’agrobiodiversità regionale;
- iniziative pubbliche e private di conservazione e valorizzazione;
- azioni di tutela, miglioramento e moltiplicazione delle risorse genetiche;
- incentivi per gli agricoltori inseriti nella Rete.
Tutela degli interessi e disciplina finanziaria
La Regione tutela in tutte le sedi gli interessi legittimi derivanti dall’attuazione della legge.
È prevista una clausola di invarianza finanziaria: dall’attuazione non devono derivare nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale e gli adempimenti sono svolti con le risorse disponibili a legislazione vigente.
Entrata in vigore
La legge è entrata in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
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