L.R. Campania 3/2018
Azioni per il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata e disposizioni per il Piano regionale per i beni confiscati. Modifiche alla legge regionale 16 aprile 2012, n. 7. [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge campana riorganizza la disciplina sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, istituendo Piano triennale, Programma annuale, Fondo unico e Osservatorio regionale, con conferenza annuale e regole per interventi, start-up e valorizzazione. Prevede anche sostegni per usi abitativi e risorse 2018 pari a 2 milioni di euro. Alcuni riferimenti operativi sono legati al 2018 e ai trienni/annualità di programmazione.
Riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata e piano regionale campano
Riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata nella Regione Campania
La legge aggiorna la disciplina campana sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, rafforzando la programmazione regionale, gli strumenti di sostegno finanziario e i meccanismi di coordinamento istituzionale. L’obiettivo è restituire alla comunità il patrimonio sottratto alle mafie, con ricadute sociali, economiche, occupazionali e di inclusione.
Finalità e obiettivi della disciplina
La Regione Campania riconosce il riutilizzo sociale dei beni confiscati come strumento di prevenzione e contrasto alla criminalità, promozione della legalità, solidarietà e inclusione sociale, nonché come occasione di sviluppo territoriale sostenibile. La disciplina mira a sostenere progetti di riutilizzo socialmente utili, qualificati e durevoli, fondati su reti e distretti di economia sociale e solidale.
Tra gli obiettivi perseguiti rientrano:
- il recupero effettivo dei beni e la prevenzione di abbandono e degrado;
- il monitoraggio delle esperienze esistenti e la definizione di modelli replicabili;
- l’integrazione della materia nelle principali politiche regionali;
- la connessione con le politiche di sicurezza;
- l’inclusione sociale, lavorativa e abitativa di soggetti fragili, migranti e comunità rom, sinti e camminanti;
- la promozione di innovazione sociale, reti collaborative e cittadinanza attiva.
Programmazione regionale: Piano strategico e Programma annuale
Il Piano strategico per i beni confiscati è lo strumento centrale di programmazione regionale. Definisce indirizzi, criteri e settori delle progettualità da sostenere e viene adottato con cadenza triennale dalla Regione, sentiti l’Osservatorio regionale per i beni confiscati e l’ANBSC.
Il Piano è approvato entro il 30 marzo di ciascun triennio con deliberazione della Giunta regionale, previo parere delle competenti commissioni consiliari. Esso deve indicare, tra l’altro:
- obiettivi e finalità della programmazione;
- consistenza quantitativa e qualitativa del patrimonio confiscato in Campania e attività già avviate;
- integrazione con le politiche regionali;
- strategie per la gestione delle imprese sequestrate e confiscate e per la loro bonifica e reimmissione nel mercato;
- criteri di sperimentazione di modelli innovativi;
- formazione del personale pubblico;
- potenziamento delle capacità amministrative dei Comuni e della pubblicità dei dati;
- coinvolgimento di università, scuole e centri di ricerca;
- criteri di accesso e riparto del Fondo unico;
- indicatori di efficacia, efficienza e monitoraggio.
Accanto al Piano, la Giunta adotta ogni anno, entro il 30 aprile, il Programma annuale degli interventi, in sinergia con i Piani di Zona d’Ambito.
Fondo unico per i beni confiscati e linee di intervento
La legge istituisce il Fondo unico per i beni confiscati, articolato in tre azioni funzionali.
1. Azione per le ristrutturazioni Sostiene programmi e progetti di ristrutturazione funzionale di immobili confiscati già trasferiti al patrimonio indisponibile dei Comuni. Possono accedervi i Comuni, singoli o consortili, tramite procedura pubblica predisposta dalla Regione, purché abbiano adempiuto agli obblighi di legge, in particolare alla pubblicazione sul proprio sito dei beni effettivamente trasferiti.
2. Azione per le start-up Sostiene nuovi programmi di innovazione sociale ed economia sociale da realizzare sui beni confiscati, promossi da cooperative e associazioni composte almeno per il 60% da persone di età non superiore a 40 anni. Gli enti pubblici, anche consortili, sono esclusi.
3. Azione per la valorizzazione delle attività di riutilizzo sociale Finanzia il rafforzamento, l’ampliamento e l’internazionalizzazione di attività già in essere su beni confiscati assegnati e utilizzati per fini sociali e di pubblica utilità. Possono accedervi i soggetti concessionari dei beni assegnati agli enti territoriali, nonché cooperative e associazioni che promuovono eventi o manifestazioni finalizzati a valorizzare il patrimonio confiscato. Anche in questo caso, gli enti pubblici sono esclusi.
Il Programma annuale disciplina le modalità operative di accesso al Fondo sulla base dei criteri fissati dal Piano.
La Regione promuove inoltre programmi di riutilizzo abitativo dei beni confiscati per incrementare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, con priorità alle categorie sociali più svantaggiate e agli obiettivi di inclusione abitativa, in particolare quelli della Strategia nazionale per rom, sinti e camminanti.
Osservatorio regionale per i beni confiscati
L’Osservatorio regionale è l’organismo di supporto alla programmazione e al monitoraggio della materia. Ha durata pari alla legislatura ed è composto da rappresentanti istituzionali, dell’ANBSC, del Commissario antiracket e antiusura, dell’ANCI, degli enti consortili di Comuni dedicati al riutilizzo, della Fondazione Pol.i.s., di eventuali osservatori provinciali o locali, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni con esperienza quinquennale nel settore, selezionate tramite evidenza pubblica.
I componenti sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale e svolgono il proprio incarico a titolo gratuito. Possono partecipare ai lavori, su invito, università, organizzazioni, cooperative, associazioni, esperti e assessori competenti per le materie trattate.
L’Osservatorio:
- promuove strategie utili alla bonifica e alla reimmissione nel mercato delle imprese sequestrate e confiscate;
- supporta la realizzazione degli interventi previsti dal Piano;
- dispone di una sezione dedicata nel portale regionale;
- si avvale degli uffici della Giunta, degli enti strumentali e delle agenzie regionali.
È previsto inoltre un sistema di monitoraggio interattivo ospitato nel portale della Regione, con possibilità di accordi e convenzioni con l’ANBSC e con altri sistemi di monitoraggio attivati da soggetti terzi.
Conferenza annuale sui beni confiscati
Entro il 30 novembre di ogni anno, la Commissione consiliare speciale competente e la Giunta regionale organizzano la Conferenza regionale sui beni confiscati. La Conferenza è un momento pubblico di confronto sull’attuazione degli obiettivi della legge.
In tale sede la Giunta regionale e l’Osservatorio presentano una relazione sullo stato di attuazione della legge, del Piano triennale e del Programma annuale. La partecipazione è aperta al pubblico.
Rapporti con programmazione europea e acquisizione di beni al patrimonio regionale
Nell’ambito della programmazione europea, la Regione Campania individua i beni confiscati come priorità strategica e può prevedere specifici interventi e criteri di premialità per azioni che favoriscano il loro riutilizzo sociale.
La Regione, in accordo con l’ANBSC e su proposta dell’Osservatorio, può promuovere l’acquisizione al proprio patrimonio indisponibile di beni confiscati per finalità istituzionali, privilegiandone il riutilizzo sociale mediante concessione gratuita, con procedura di evidenza pubblica, nel rispetto di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento.
Aspetti economico-finanziari
Per l’esercizio finanziario 2018, gli oneri derivanti dalla legge e dal finanziamento delle politiche di inclusione sociale sono coperti con:
- euro 1.300.000 a valere sulla Missione 12, Programma 07, Titolo 1;
- euro 700.000 a valere sulla Missione 12, Programma 08, Titolo 1.
Decorrenza ed efficacia temporale
La legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. Le scadenze di programmazione previste sono ricorrenti: Piano triennale entro il 30 marzo di ciascun triennio, Programma annuale entro il 30 aprile di ogni anno e Conferenza annuale entro il 30 novembre.
Deprecazione dell’atto
Pur essendo formalmente vigente, l’atto è in larga parte di natura programmatoria e organizzativa, con alcune previsioni legate a esercizi finanziari e cicli di pianificazione già trascorsi. Nel complesso resta utile per la disciplina regionale dei beni confiscati, ma alcune disposizioni finanziarie e le prime scadenze operative del 2018 hanno rilievo ormai storico.
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