L.R. Molise 21/2022
Disciplina del terzo settore
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge disciplina in Molise il rapporto tra Regione, enti del Terzo settore e altri enti senza fine di lucro: consulta regionale, ufficio RUNTS, co-programmazione/co-progettazione, convenzioni, sostegni al volontariato e uso di beni pubblici. Prevede anche contributi ai CSV e l’esenzione IRAP per alcuni ETS dal periodo d’imposta successivo all’entrata in vigore, con limiti UE sugli aiuti di Stato.
Disciplina regionale del Terzo settore in Molise
Disciplina regionale del Terzo settore in Molise
La legge quadro regionale disciplina il Terzo settore nel territorio del Molise, in attuazione del Codice del Terzo settore e dei principi costituzionali di sussidiarietà, solidarietà e collaborazione con la pubblica amministrazione. Definisce sedi di confronto, forme di sostegno, procedure partecipative e regole per l’impiego di beni e risorse pubbliche.
Finalità, ambito e principi generali
La Regione riconosce, promuove e sostiene le formazioni sociali senza fine di lucro che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. La legge valorizza associazionismo, volontariato, mutualismo e cooperazione, riconoscendo il ruolo degli enti del Terzo settore operanti in Molise e favorendo relazioni collaborative con le amministrazioni pubbliche nei limiti delle competenze regionali.
Definizione dei destinatari e supporto agli enti locali
Ai fini della legge sono considerati enti del Terzo settore quelli definiti dal decreto legislativo n. 117/2017 e iscritti al RUNTS con sede o ambito di operatività nel territorio molisano. Restano valorizzati anche enti privati senza fine di lucro non iscritti al RUNTS che svolgono attività di interesse generale. La Regione può supportare gli enti locali, anche con linee guida approvate dalla Giunta.
Ruolo del Centro servizi per il volontariato e delle reti associative
La Regione e gli altri enti pubblici riconoscono il ruolo del Centro servizi per il volontariato accreditato e operante in Molise e delle reti associative. Possono stipulare accordi e convenzioni con il CSV per attività di supporto al volontariato, nel rispetto delle prerogative delle reti associative.
Consulta regionale del Terzo settore
È istituita la Consulta regionale del Terzo settore, nominata dal Presidente della Giunta entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge. Ne fanno parte rappresentanti di organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, CSV, ANCI Molise, fondazioni bancarie che sostengono l’OTC Campania/Molise, ANPCI Molise e Università del Molise. La Consulta opera con la nomina della maggioranza dei componenti, dura per l’intera legislatura ed è gratuita.
Compiti della Consulta
La Consulta esprime pareri e proposte alla Giunta e al Consiglio, promuove ricerche e indagini, verifica lo stato di attuazione della legge e delle altre norme sui rapporti tra Terzo settore e pubbliche amministrazioni, promuove iniziative di sensibilizzazione e favorisce momenti periodici di confronto con gli enti interessati.
Misure di sostegno al volontariato
La Regione sostiene e promuove il volontariato organizzato come forma di adempimento dei doveri di solidarietà. La disciplina non si applica ai volontari di protezione civile.
Esenzione IRAP per alcuni enti del Terzo settore
Gli ETS iscritti al RUNTS che operano in Molise e svolgono in via esclusiva o prevalente attività di interesse generale di cui alle lettere a), b) e c) dell’art. 5 del d.lgs. n. 117/2017 sono esentati dall’IRAP. L’agevolazione decorre dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge ed è soggetta ai limiti della normativa statale e degli aiuti di Stato UE; resta l’obbligo di dichiarazione IRAP.
Co-programmazione
Le amministrazioni regionali, subregionali, l’ASReM e gli enti locali coinvolgono gli ETS, anche mediante co-programmazione ex art. 55 del Codice del Terzo settore, salvo motivate ragioni ostative. La co-programmazione serve a individuare bisogni, interventi, modalità di realizzazione e risorse disponibili, con esito in una relazione motivata e pubblicazione degli atti.
Procedimento di co-programmazione
L’avvio avviene con un atto dell’amministrazione, con nomina di un responsabile del procedimento. Segue un avviso pubblico per almeno 20 giorni che definisce finalità, oggetto, requisiti, termini e modalità di partecipazione, anche di soggetti diversi dagli ETS se il loro apporto è essenziale. La conclusione avviene con relazione motivata e possibili determinazioni conseguenti.
Co-progettazione
Le amministrazioni attivano, nell’ambito delle attività di interesse generale e anche a esito della co-programmazione, il procedimento di co-progettazione per realizzare partenariati con gli ETS e definire specifici progetti, servizi o interventi, anche innovativi e sperimentali. I soggetti coinvolti apportano proprie risorse materiali, immateriali ed economiche.
Principi della co-progettazione
Il procedimento può essere avviato anche su iniziativa degli ETS. L’avviso deve indicare finalità, oggetto, quadro economico, durata del partenariato, termini e modalità di domanda, eventuali altri soggetti ammessi e requisiti di affidabilità. L’avviso resta pubblicato per un termine congruo e comunque non inferiore a 20 giorni; le sessioni sono verbalizzate e l’amministrazione rende conto degli esiti e dell’impatto sociale.
Convenzioni, fondi europei e uso di beni pubblici
Le amministrazioni possono stipulare convenzioni con organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale iscritte da almeno sei mesi al RUNTS, per attività o servizi sociali di interesse generale, con rimborso delle sole spese effettivamente sostenute e documentate. La Regione favorisce l’accesso degli ETS al FSE e ad altri fondi europei, e consente l’uso non oneroso o in comodato di beni mobili e immobili pubblici per iniziative temporanee e attività di interesse generale, secondo criteri di trasparenza, imparzialità, pluralismo e parità di trattamento.
Concessione in comodato di beni regionali e locali
I beni immobili e mobili non utilizzati per fini istituzionali possono essere concessi in comodato agli ETS, esclusi gli enti sociali, per attività di interesse generale. Il comodato può durare fino a 30 anni e comporta in capo al concessionario l’obbligo di manutenzione e degli interventi necessari a mantenere la funzionalità del bene. La Giunta disciplina criteri, procedure e forme di rendicontazione pubblica.
Norme finali, abrogazioni e decorrenze
Sono abrogate, dalla data di operatività del RUNTS, le precedenti leggi regionali su mutue, promozione delle APS e volontariato. La legge modifica inoltre la normativa regionale sui servizi sociali per adeguarla al Codice del Terzo settore. Le nuove disposizioni finanziarie prevedono interventi di copertura per i contributi ai CSV solo per gli esercizi 2025-2027; per il resto è dichiarata l’invarianza finanziaria.
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