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Circolare

Circolare numero 202 del 10-9-1990

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare comunica la rivalutazione dei limiti di rimborso per i pasti consumati dal personale in missione, fissati dal D.P.R. n. 395/1988 e aggiornati dal decreto del Ministero del Tesoro del 24 aprile 1990. I nuovi importi, validi dal 1° gennaio 1990 per tutto il personale salvo i dirigenti e le qualifiche equiparate, sono pari a L. 32.000 per un pasto e L. 63.900 per due pasti. La circolare precisa inoltre che, per il personale inviato in missione al seguito di personale di qualifica superiore con compiti di collaborazione, spettano i rimborsi entro i limiti massimi giornalieri previsti per la qualifica superiore, con le esclusioni indicate.

Rimborso pasti in missione: aggiornamento dei limiti di spesa dal 1° gennaio 1990

Rimborso pasti in missione e aggiornamento dei limiti

La circolare interviene in materia di rimborso delle spese per pasti sostenute dal personale in missione, richiamando la disciplina dell'art. 5 del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 395 e la successiva rivalutazione degli importi disposta dal Ministero del Tesoro. Viene inoltre precisata l'applicazione dei limiti ai dipendenti inviati al seguito di personale di qualifica superiore.

Disciplina originaria e rivalutazione ISTAT

L'art. 5 del D.P.R. n. 395/1988 prevede il rimborso al personale in missione della spesa effettivamente sostenuta per uno o due pasti giornalieri, entro i limiti di:

  • L. 30.000 per il primo pasto;
  • L. 60.000 complessive per due pasti.

La stessa disposizione stabilisce che tali importi siano rivalutati annualmente in relazione agli aumenti del costo della vita, sulla base degli indici ISTAT.

Nuovi importi applicabili dal 1° gennaio 1990

Con decreto del Ministero del Tesoro del 24 aprile 1990, gli importi sono stati rideterminati, con decorrenza dal 1° gennaio 1990, nelle seguenti misure:

  • L. 32.000 per un pasto;
  • L. 63.900 per due pasti.

La circolare precisa che questi nuovi limiti valgono per tutto il personale, ad esclusione di quello con qualifiche dirigenziali ed equiparate. Per tale categoria, i massimali di rimborso risultano già comunicati con la circolare n. 110 del 10 maggio 1990.

Missione al seguito di personale di qualifica superiore

La circolare integra quanto già indicato al punto 6 della circolare n. 274 del 23 dicembre 1989. Ai dipendenti inviati in missione al seguito di personale di qualifica superiore, con compiti di collaborazione, spettano i rimborsi per le spese effettivamente sostenute per la consumazione dei pasti, entro gli stessi limiti massimi giornalieri previsti per il personale di qualifica superiore.

Resta ferma l'esclusione dei dirigenti e dei destinatari dell'art. 15 della legge n. 88/89.

Punti principali

Base normativa e meccanismo di rivalutazione

L'art. 5 del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 395 riconosce al personale in missione il rimborso della spesa effettivamente sostenuta per uno o due pasti giornalieri, entro i limiti di L. 30.000 per un pasto e L. 60.000 per due pasti. La stessa disposizione prevede la rivalutazione annuale dei limiti in relazione agli aumenti del costo della vita rilevati dagli indici ISTAT.

Nuovi limiti di rimborso dal 1° gennaio 1990

Con decreto del Ministero del Tesoro del 24 aprile 1990, i limiti di spesa sono stati rideterminati, con decorrenza 1° gennaio 1990, in L. 32.000 per un pasto e L. 63.900 per due pasti. Tali importi si applicano a tutto il personale, con esclusione di quello con qualifiche dirigenziali ed equiparate, per il quale i massimali sono stati oggetto di separata comunicazione con circolare n. 110 del 10 maggio 1990.

Missione al seguito di personale di qualifica superiore

In integrazione a quanto già precisato al punto 6 della circolare n. 274 del 23 dicembre 1989, ai dipendenti, esclusi i dirigenti e i destinatari dell'art. 15 della legge n. 88/89, inviati in missione al seguito di personale di qualifica superiore con compiti di collaborazione, spettano anche i rimborsi per le spese effettivamente sostenute per la consumazione dei pasti. Il rimborso è riconosciuto entro gli stessi limiti massimi giornalieri previsti per il personale di qualifica superiore.

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