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Provvedimento

Ordinanza ingiunzione o revoca n. 374 del 20/06/2024

Provvedimento del 20 giugno 2024

Garante Privacy374

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Garante ha accertato che il Comune di Forlì ha trattato dati personali in modo illecito nell’ambito del sistema di videosorveglianza comunale e dell’applicazione "Falco – Città protetta". Le violazioni riguardano, in particolare, l’assenza o tardività degli adempimenti privacy fondamentali: mancata adeguata progettazione del trattamento, informativa incompleta o tardiva, assenza di un valido accordo con il responsabile del trattamento, mancata DPIA e misure di sicurezza insufficienti nell’accesso al sistema. Il Garante ha ritenuto non necessarie ulteriori misure correttive, ha dichiarato l’illiceità del trattamento e ha irrogato una sanzione complessiva di 15.000 euro, disponendo anche la pubblicazione del provvedimento sul sito dell’Autorità.

Comune di Forlì: illecito trattamento dati nell’app Falco e nel sistema di videosorveglianza comunale, con sanzione pecuniaria e pubblicazione del provvedimento

Comune di Forlì – trattamento illecito dei dati nell’app Falco e nel sistema di videosorveglianza comunale

Il provvedimento riguarda il Comune di Forlì, quale titolare del trattamento, in relazione al progetto "Falco – Città protetta" e all’uso del sistema comunale di videosorveglianza connesso alle segnalazioni dei cittadini. L’istruttoria è stata avviata dopo l’emersione pubblica del progetto e ha portato all’accertamento di plurime violazioni del GDPR, nonostante il Comune avesse progressivamente adottato misure di regolarizzazione e poi disattivato l’app.

Contesto fattuale e funzionamento del sistema

Il progetto prevedeva un’applicazione mobile che consentiva agli utenti di segnalare situazioni di degrado o allarme alla Polizia locale, visualizzando le aree videosorvegliate e richiamando l’attenzione degli operatori sui filmati relativi alla zona interessata. La componente server gestiva le segnalazioni anonime o anonimizzate, conservando per un periodo limitato il numero di telefono associato alla segnalazione, le coordinate statiche e il timestamp, per eventuali richiami da parte della centrale operativa.

L’app è stata resa disponibile sugli store nel periodo dicembre 2021-gennaio 2022, poi modificata ad aprile 2022, sospesa a fine aprile, riattivata a giugno e infine rimossa l’11 luglio 2022 a seguito dell’avvio dell’istruttoria.

Responsabilizzazione, privacy by design e basi giuridiche

Il Garante ha ritenuto che il Comune abbia agito senza aver preventivamente e correttamente strutturato il trattamento sotto il profilo della base giuridica, dei ruoli e delle misure organizzative. In particolare, l’app Falco è stata messa online quando era ancora in fase beta e prima che fossero completati i necessari passaggi di compliance, nonostante il RPD avesse segnalato ripetutamente la necessità di sospendere o depotenziarne il funzionamento.

Secondo l’Autorità, il trattamento non era stato adeguatamente progettato in conformità ai principi di cui agli artt. 5, par. 2, 24 e 25 GDPR. Sono stati ritenuti problematici, tra l’altro, l’inserimento di categorie di segnalazione troppo ampie o non pertinenti, come "altra segnalazione", nonché la possibilità di trattare segnalazioni potenzialmente riferite a fatti di rilievo penale o a categorie particolari di dati.

Trasparenza e informativa agli interessati

L’informativa privacy è stata pubblicata sul sito istituzionale solo il 22 aprile 2022, con aggiornamento il 2 maggio 2022, mentre l’app era già disponibile da mesi. Il Garante ha quindi contestato la mancata informativa nel periodo dicembre 2021-21 aprile 2022, in violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a), 12 e 13 GDPR.

Inoltre, alcune indicazioni contenute nell’informativa sono state ritenute non corrispondenti al reale funzionamento del sistema: in particolare, le affermazioni sui tempi di conservazione e sull’azzeramento dei dati durante la fase sperimentale non trovavano riscontro nella documentazione tecnica acquisita. È stato anche rilevato che l’informativa non menzionava l’acquisizione delle coordinate geografiche statiche a intervalli di 3,5 secondi.

Rapporti con FMI quale responsabile del trattamento

Dall’istruttoria è emerso che FMI svolgeva attività per conto del Comune nell’ambito della gestione dei sistemi di videosorveglianza e dell’app Falco, con conseguente qualificazione sostanziale quale responsabile del trattamento. Tuttavia, l’accordo ex art. 28, par. 3, GDPR è stato formalizzato soltanto nell’agosto 2022, mentre la gestione dei trattamenti era già in corso da tempo.

Il Garante ha quindi ravvisato la violazione dell’obbligo di regolare il rapporto con il responsabile mediante atto scritto contenente gli elementi richiesti dal GDPR.

Valutazione d’impatto e misure di sicurezza

L’utilizzo dell’applicazione e del sistema connesso è stato ritenuto idoneo a determinare un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, anche per la possibile raccolta di dati relativi all’ubicazione e a situazioni delicate o potenzialmente penalmente rilevanti. Per questo, secondo il Garante, il Comune avrebbe dovuto svolgere una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati prima dell’avvio del trattamento, ai sensi dell’art. 35 GDPR.

Sul piano della sicurezza, è stato accertato che gli operatori della Polizia locale accedevano al sistema tramite una password generica fornita da FMI, in assenza di credenziali personali e di una disciplina di servizio adeguata. Tale modalità è stata ritenuta non conforme al principio di integrità e riservatezza e all’art. 32 GDPR.

Esito finale, sanzione e pubblicazione

Il Garante ha dichiarato l’illiceità del trattamento effettuato dal Comune di Forlì, rilevando la violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a) e f), 5, par. 2, 12, par. 1, 13, 24, 25, 28, par. 3, 32 e 35, par. 1, GDPR.

Non essendo più attuale la condotta e non ricorrendo i presupposti per ulteriori misure correttive, l’Autorità ha adottato ordinanza ingiunzione e ha irrogato una sanzione complessiva di 15.000 euro:

  • 10.000 euro per le violazioni connesse ai trattamenti mediante dispositivi video;
  • 5.000 euro per le violazioni connesse al sistema Falco.

È stata inoltre disposta la pubblicazione del provvedimento sul sito web del Garante. È stato infine ricordato che il Comune può definire la controversia con il pagamento in misura ridotta, pari alla metà della sanzione, entro 30 giorni, e che avverso il provvedimento è ammesso ricorso all’autorità giudiziaria ordinaria nei termini di legge.

Punti principali

Origine dell’istruttoria e oggetto del sistema Falco

L’Autorità è intervenuta a seguito di informazioni pubbliche e di successive richieste istruttorie sul progetto "Falco – Città protetta", messo a disposizione dal Comune di Forlì per consentire ai cittadini di inviare segnalazioni alla Polizia locale su situazioni di degrado o allarme non tali da richiedere il 112. Il sistema comprendeva un’app mobile e una componente server per la gestione delle segnalazioni e l’interazione con il sistema di videosorveglianza comunale.

Violazioni sul piano della progettazione e della responsabilizzazione

Il Garante ha ritenuto che il Comune abbia attivato e mantenuto il trattamento senza aver preventivamente definito in modo adeguato base giuridica, ruoli, misure organizzative e garanzie privacy. La condotta è stata ritenuta in contrasto con i principi di responsabilizzazione e protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita, in violazione degli artt. 5, par. 2, 24 e 25 GDPR.

Informativa privacy tardiva e non corretta

Il Comune ha reso un’informativa agli interessati solo dal 22 aprile 2022, mentre l’app era disponibile online già da dicembre 2021/gennaio 2022. Inoltre, il contenuto dell’informativa è stato giudicato non pienamente corretto rispetto ad aspetti essenziali del trattamento, con violazione degli artt. 5, par. 1, lett. a), 12 e 13 GDPR.

Mancato accordo con il responsabile del trattamento

Pur emergendo che FMI trattava dati per conto del Comune nell’ambito di servizi esternalizzati, l’accordo ex art. 28 GDPR è stato formalizzato solo nell’agosto 2022. Fino ad allora il Comune ha omesso di stipulare un valido accordo sulla protezione dei dati con la società, in violazione dell’art. 28, par. 3 GDPR.

Mancata valutazione d’impatto e sicurezza del sistema

Il Garante ha ritenuto necessaria una DPIA, data la natura del trattamento, il possibile coinvolgimento di dati relativi alla posizione geografica, alle segnalazioni e anche a reati o situazioni delicate. Il Comune non l’aveva predisposta prima dell’avvio del trattamento. È stata inoltre contestata l’adozione di credenziali generiche condivise per l’accesso degli operatori alla piattaforma, ritenute insufficienti a garantire un adeguato livello di sicurezza ai sensi degli artt. 5, par. 1, lett. f), e 32 GDPR.

Esito, sanzione e pubblicazione

Il Garante ha dichiarato l’illiceità del trattamento e ha applicato una sanzione amministrativa pecuniaria complessiva di 15.000 euro, suddivisa in 10.000 euro per le violazioni riferite ai sistemi video e 5.000 euro per quelle riferite a Falco. Ha inoltre disposto la pubblicazione del provvedimento sul proprio sito web, rilevando i presupposti previsti dal regolamento interno.

Come è indicizzato

Materievideosorveglianzapubblica amministrazionesanzioni gdprprivacy by designinformativa privacyresponsabile del trattamentovalutazione d'impattomisure di sicurezza

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