Circolare INAIL n. 62 del 28 ottobre 2002
Comitato per le pari opportunita: ruolo e funzioni.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa circolare richiama la natura, la composizione e le funzioni del Comitato per le Pari Opportunità dell’INAIL, precisandone il ruolo di organismo di staff a supporto dell’Amministrazione. Vengono descritti i compiti di proposta, prevenzione e vigilanza sulle pari opportunità, i flussi informativi con le strutture centrali e territoriali, la presenza sul territorio e i rapporti con istituzioni esterne. Sono inoltre elencate le principali fonti normative esterne e interne di riferimento.
Comitato per le pari opportunità dell'INAIL: ruolo, funzioni e rapporti con l'Amministrazione
Comitato per le pari opportunità: ruolo e funzioni
La circolare dell’INAIL chiarisce il ruolo del Comitato per le Pari Opportunità come organismo di staff dell’Amministrazione, deputato a promuovere e sostenere le pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori. Il documento ne richiama la base normativa, la composizione, gli ambiti di intervento e i rapporti con le strutture interne ed esterne, con l’obiettivo di rafforzarne l’efficacia operativa e il contributo alle politiche dell’Istituto.
Finalità e inquadramento generale
Il Comitato è descritto come una risorsa dell’Istituto, chiamata a operare nel rispetto della normativa vigente in materia di parità e pari opportunità. La circolare sottolinea che la sua azione non riguarda soltanto il personale femminile, ma tutto il personale, anche in considerazione del fatto che le responsabilità di cura familiare non sono più esclusivamente femminili. In questa prospettiva, il Comitato deve essere messo nelle condizioni di promuovere iniziative anche innovative, nell’interesse dell’Amministrazione oltre che dei lavoratori.
Costituzione, durata e composizione
Il Comitato per le Pari Opportunità dell’INAIL è stato istituito per la prima volta con delibera del Presidente pro tempore n. 90 del 25 luglio 1990 e successivamente ricostituito con determinazione del Presidente pro tempore n. 20 del 18 maggio 1999, a seguito dell’entrata in vigore del CCNL del 16 febbraio 1999. Dura in carica quattro anni.
La composizione attuale prevede:
- il Presidente;
- 14 componenti titolari;
- 14 componenti supplenti.
La rappresentanza è paritaria: 50% dell’Amministrazione e 50% delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL. I componenti sono rinnovabili per un solo mandato.
Regolamento di funzionamento
Sin dalla prima costituzione, il Comitato ha disciplinato la propria attività mediante un apposito Regolamento, che viene rivisitato in caso di modifiche legislative o quando ciò sia necessario per esigenze organizzative o operative. La circolare evidenzia quindi una struttura regolata e dinamica, capace di adeguarsi all’evoluzione normativa e funzionale.
Ruolo strategico e compiti del Comitato
Nel quadro dei principi costituzionali di uguaglianza, l’Amministrazione si impegna a valorizzare il contributo di tutto il personale, anche ai fini della realizzazione delle politiche di pari opportunità. In questo contesto il Comitato assume un rilievo strategico, soprattutto per due profili evidenziati dalla circolare:
- la crescente attenzione alla tutela complessiva della persona del lavoratore, con riferimento alle esigenze di vita e non al solo ristoro economico del danno;
- la forte presenza di personale femminile, portatore di esperienze, professionalità e culture operative differenziate.
Il compito primario del Comitato è formulare proposte per creare effettive condizioni di pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori, anche attraverso azioni positive e interventi contro discriminazioni dirette o indirette. In tale ottica, il Comitato contribuisce al miglioramento dell’organizzazione nel suo complesso.
Ambiti di vigilanza e intervento
La circolare individua alcuni ambiti nei quali il Comitato deve vigilare sul rispetto delle pari opportunità:
- modalità di accesso e svolgimento dei corsi di formazione;
- flessibilità degli orari;
- affidamento degli incarichi;
- assegnazione delle mansioni;
- riequilibrio generale delle posizioni funzionali.
Per svolgere tali attività, il Comitato utilizza tutte le opportunità offerte dall’evoluzione normativa, dalla contrattazione collettiva e dall’innovazione tecnologica.
Relazione annuale e programmazione delle attività
Il Comitato redige una relazione annuale sulla condizione femminile all’interno dell’Ente. La relazione deve considerare, in particolare:
- le situazioni oggettive in cui si trovano le lavoratrici;
- gli incarichi affidati;
- le mansioni svolte;
- la partecipazione ai corsi di formazione.
Oltre alla relazione, il Comitato predispone una pianificazione delle attività da realizzare nel corso dell’anno o in un periodo più lungo. Le iniziative possono consistere in azioni positive, manifestazioni, materiale divulgativo e studi su tematiche specifiche.
Prevenzione, salute e tutela della lavoratrice
Nell’attuale fase di ampliamento delle funzioni dell’Istituto verso una tutela univoca e globale, la prevenzione assume un ruolo centrale anche per garantire sicurezza e salute ai lavoratori. In questo ambito il Comitato, sulla base dello studio delle norme in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e delle circostanze che possono incidere negativamente sulla salute, elabora proposte per migliorare le condizioni di lavoro e di salute, con particolare riguardo alla salute riproduttiva.
La circolare richiama inoltre due iniziative già realizzate:
- la "Banca dati dei rischi professionali al femminile";
- una pubblicazione sui rischi per la lavoratrice durante la gravidanza.
In prospettiva, il Comitato intende perfezionare il proprio ruolo di supporto alle strutture centrali e territoriali, promuovendo iniziative per una maggiore tutela delle esigenze e dei bisogni delle lavoratrici assicurate.
Rapporti funzionali con le strutture centrali
Per rendere effettiva e incisiva l’azione del Comitato, la circolare richiede che le strutture dell’Istituto forniscano adeguato supporto informativo, conoscitivo e di cooperazione, in un’ottica di collaborazione e interscambio di esperienze.
Tale supporto è essenziale per consentire al Comitato di:
- verificare l’esistenza di ostacoli oggettivi al pieno raggiungimento della parità di opportunità professionali;
- acquisire ed elaborare dati e informazioni;
- contribuire alla stesura di documenti interni con effetti sul personale e, più in generale, sull’utenza.
La circolare precisa che il coinvolgimento del Comitato deve avvenire in via preventiva rispetto alla redazione dei documenti e alla negoziazione con le organizzazioni sindacali quando le tematiche siano collegate alla garanzia delle pari opportunità. Ciò serve a mantenere la natura del Comitato come organismo di staff, e non come soggetto di mera rappresentanza di interessi contrapposti all’Amministrazione.
In attesa di specifiche istruzioni operative, tutte le strutture sono comunque tenute a fornire anche informazioni estemporanee, purché sufficienti a consentire al Comitato di svolgere il proprio ruolo in modo efficace e tempestivo.
Presenza sul territorio
Il rapporto con il territorio viene normalmente realizzato tramite le strutture centrali competenti, ma può svilupparsi anche mediante iniziative divulgative o promozionali autonome. La circolare richiama, a titolo esemplificativo, l’uso di videoconferenze e collegamenti BTV come strumenti idonei a garantire una relazione simultanea e interattiva.
È inoltre prevista la possibilità di accesso diretto dei componenti del Comitato presso le strutture dell’Istituto, previo accordo con le direzioni responsabili, per lo sviluppo di iniziative concordate, tra cui:
- indagini epidemiologiche specifiche;
- interviste su problematiche particolari;
- letture in ottica femminile di questioni comuni a tutti i lavoratori.
Rapporti con istituzioni e strutture esterne
Nello sviluppo della propria funzione, il Comitato svolge anche un ruolo di orientamento sui problemi della condizione femminile nei luoghi di lavoro e di promozione di iniziative sia all’interno sia verso la platea assicurativa. Tale attività si realizza attraverso contatti e raccordi strategici, operativi e funzionali con gli organismi centrali e territoriali previsti dalla normativa vigente in materia di pari opportunità, che costituiscono punto di riferimento costante per i Comitati operanti nelle amministrazioni e negli enti.
Fonti normative richiamate
La circolare chiude con un ampio elenco delle fonti di riferimento, sia esterne sia interne.
Tra le fonti normative esterne sono richiamati:
- DPR 8 maggio 1987, n. 267, art. 33, sull’istituzione dei Comitati per le Pari Opportunità presso gli enti pubblici;
- DPR 13 gennaio 1990, n. 43, art. 6, su insediamento e funzioni dei Comitati;
- legge 22 giugno 1990, n. 164, e successive modificazioni, sulla Commissione nazionale per la parità e le pari opportunità;
- legge 10 aprile 1991, n. 125, e successive modificazioni, sulle azioni positive per la parità uomo-donna nel lavoro;
- circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri 24 marzo 1993, n. 12, su ruolo e funzioni dei Comitati;
- DPCM 28 ottobre 1997, n. 405, sul Dipartimento per le pari opportunità;
- legge 17 maggio 1999, n. 144;
- legge 8 marzo 2000, n. 53, e successive modificazioni, su maternità e paternità;
- d.lgs. 23 maggio 2000, n. 196;
- d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, art. 57, sulle pari opportunità nei rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche;
- legge 6 luglio 2002, n. 137, art. 13;
- DPCM 23 luglio 2002, sull’ordinamento delle strutture generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Tra le fonti interne sono richiamate:
- Circolare n. 61 del 2 novembre 1990;
- Circolare n. 41 del 26 maggio 1999.
La circolare si colloca quindi come documento di indirizzo organizzativo e funzionale, volto a consolidare il ruolo del Comitato nell’assetto dell’INAIL e a favorirne l’azione preventiva, propositiva e di coordinamento sulle tematiche di pari opportunità.
Punti principali
Finalità della circolare
La circolare intende richiamare le caratteristiche essenziali del Comitato per le Pari Opportunità, chiarendone la base normativa, le funzioni e i rapporti funzionali con le strutture dell’Istituto. L’obiettivo è rafforzarne il ruolo di risorsa per l’Amministrazione, valorizzando l’apporto del personale femminile e promuovendo iniziative utili a tutti i dipendenti, anche in relazione alle esigenze di cura della famiglia.
Costituzione, durata e composizione del Comitato
Il Comitato è stato istituito per la prima volta nel 1990 e successivamente ricostituito nel 1999 a seguito dell’entrata in vigore del CCNL del 16 febbraio 1999. Ha durata quadriennale. È composto dal Presidente, da 14 titolari e 14 supplenti, per metà in rappresentanza dell’Amministrazione e per metà delle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL. I componenti sono rinnovabili per un solo mandato.
Regolamento di funzionamento
L’attività del Comitato è disciplinata da un proprio Regolamento, predisposto sin dalla prima costituzione e aggiornato ogni volta che intervengano modifiche legislative o lo richiedano esigenze organizzative o operative.
Ruolo strategico e funzioni principali
Il Comitato opera per formulare proposte e promuovere azioni positive volte a creare effettive condizioni di pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori, intervenendo anche su discriminazioni dirette o indirette. La circolare sottolinea che tale attività produce un valore aggiunto per l’organizzazione, in un contesto caratterizzato dall’attenzione alla persona del lavoratore e da una forte presenza di personale femminile.
Ambiti di vigilanza e intervento
L’azione del Comitato è orientata a vigilare sul rispetto delle pari opportunità in specifici ambiti: accesso e svolgimento della formazione, flessibilità degli orari, affidamento degli incarichi, assegnazione delle mansioni e riequilibrio delle posizioni funzionali. Le attività si sviluppano anche tramite l’utilizzo delle opportunità offerte dall’evoluzione normativa, dalla contrattazione collettiva e dall’innovazione tecnologica.
Relazione annuale e pianificazione delle attività
Il Comitato redige una relazione annuale sulla condizione femminile nell’Ente, considerando situazioni oggettive delle lavoratrici, incarichi, mansioni e partecipazione alla formazione. Predispone inoltre una pianificazione delle attività da realizzare nel corso dell’anno o in un arco temporale più lungo, comprendente azioni positive, manifestazioni, materiale divulgativo e studi su specifiche tematiche.
Salute, prevenzione e tutela della lavoratrice
Nell’ambito della tutela della salute e della sicurezza, il Comitato elabora proposte per migliorare le condizioni di lavoro e di salute, con particolare attenzione alla salute riproduttiva. La circolare richiama iniziative già realizzate, come la "Banca dati dei rischi professionali al femminile" e una pubblicazione sui rischi per la lavoratrice durante la gravidanza, nonché il futuro rafforzamento del sostegno alle strutture centrali e territoriali a tutela delle lavoratrici assicurate.
Rapporti con le strutture centrali e flussi operativi
Per svolgere efficacemente il proprio ruolo, il Comitato necessita di supporto informativo, conoscitivo e di cooperazione da parte delle strutture dell’Istituto. Deve poter acquisire ed elaborare dati e informazioni e contribuire alla stesura dei documenti con impatto sul personale e sull’utenza. La circolare precisa che il Comitato deve essere coinvolto in via preventiva nella formazione dei documenti e nella negoziazione con le organizzazioni sindacali quando siano in gioco temi di pari opportunità. Nelle more di specifiche istruzioni operative, tutte le strutture sono comunque tenute a fornire le informazioni necessarie anche in via estemporanea.
Presenza sul territorio
Il rapporto con il territorio è normalmente realizzato tramite le strutture centrali competenti, ma può svilupparsi anche attraverso iniziative autonome di divulgazione e promozione, compresi videoconferenze e collegamenti BTV. È inoltre prevista la possibilità che i componenti del Comitato accedano direttamente alle strutture dell’Istituto, previa intesa con le direzioni responsabili, per iniziative come indagini epidemiologiche, interviste o letture in chiave femminile di problematiche comuni.
Rapporti con istituzioni e strutture esterne
Il Comitato è chiamato a svolgere un ruolo di orientamento sui problemi della condizione femminile nei luoghi di lavoro e di promozione di iniziative interne ed esterne, anche verso la platea assicurativa. Tale funzione si realizza mediante contatti e raccordi strategici, operativi e funzionali con gli organismi centrali e territoriali previsti dalla normativa in materia di pari opportunità.
Fonti normative di riferimento
La circolare elenca le principali fonti normative esterne, tra cui i DPR n. 267/1987 e n. 43/1990, la legge n. 164/1990, la legge n. 125/1991, la circolare PCM n. 12/1993, il DPCM n. 405/1997, la legge n. 144/1999, la legge n. 53/2000, il d.lgs. n. 196/2000, il d.lgs. n. 165/2001, la legge n. 137/2002 e il DPCM 23 luglio 2002. Sono richiamate anche le fonti interne, in particolare le circolari INAIL n. 61 del 2 novembre 1990 e n. 41 del 26 maggio 1999.
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