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Provvedimento

Ordinanza ingiunzione o revoca n. 28 del 26/01/2023

Ordinanza ingiunzione nei confronti di Comune di Misterbianco - 26 gennaio 2023

Garante Privacy28

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Garante ha ritenuto illecito il trattamento posto in essere dal Comune di Misterbianco per la pubblicazione sul proprio sito istituzionale, sezione Albo pretorio, di una determinazione relativa a una progressione economica orizzontale e dei relativi allegati. Pur avendo oscurato il nome nel corpo dell’atto, il Comune ha diffuso dati personali e informazioni sensibili sul rapporto di lavoro, sui contenuti di una sentenza del giudice del lavoro e sul pignoramento del quinto dello stipendio, rendendo gli interessati comunque identificabili tramite gli allegati. Il Garante ha escluso la sussistenza di una base giuridica idonea alla diffusione, ha irrogato una sanzione di 5.000 euro e ha disposto la pubblicazione del provvedimento sul proprio sito.

Comune di Misterbianco sanzionato per la diffusione online, all’Albo pretorio, di una determinazione e dei relativi allegati con dati identificativi e informazioni sul rapporto di lavoro di dipendenti

Comune di Misterbianco - diffusione illecita di dati personali in un atto su progressione economica orizzontale

Il provvedimento riguarda il Comune di Misterbianco, destinatario di un’ordinanza ingiunzione per la pubblicazione all’Albo pretorio di una determinazione relativa alla rideterminazione di una graduatoria per progressione economica orizzontale, con allegati contenenti dati personali di dipendenti. Il procedimento è stato avviato a seguito del reclamo di una dipendente che lamentava la diffusione di informazioni sul proprio rapporto di lavoro e su un contenzioso giudiziale.

Fatti e origine del reclamo

La reclamante contestava che la determinazione pubblicata riportasse, oltre al numero di matricola, informazioni idonee a renderla identificabile tramite gli allegati allegati al provvedimento. In particolare, il testo del provvedimento dava conto della perdita della posizione nella graduatoria, della restituzione di somme percepite e della loro trattenuta mensile in busta paga nel limite di un quinto dello stipendio. Gli allegati contenevano le graduatorie definitiva e rettificata con indicazioni nominative, data di nascita, data di assunzione e punteggio.

Difese del Comune

Il Comune ha sostenuto di aver pubblicato l’atto in adempimento di obblighi di pubblicità e trasparenza, richiamando l’art. 19 del d.lgs. 33/2013, l’art. 124 del d.lgs. 267/2000, l’art. 32 della l. 69/2009 e la normativa regionale siciliana sulla pubblicazione per estratto degli atti. Ha inoltre richiamato le linee guida del Garante del 2014 sulle forme di pubblicità di graduatorie e concorsi, affermando di avere adottato cautele di oscuramento e di temporaneità della pubblicazione.

Valutazioni sulla base giuridica e sulla natura della pubblicazione

Il Garante ha distinto la pubblicazione per finalità di trasparenza dalla pubblicità legale, rilevando che l’art. 19 del d.lgs. 33/2013 riguarda le graduatorie finali dei concorsi per il reclutamento e non le procedure interne di progressione economica orizzontale. Ha inoltre osservato che il Comune non aveva individuato una specifica norma di settore che autorizzasse la diffusione online degli esiti di tale procedura. Né l’art. 124 del TUEL, né la normativa regionale richiamata, né le linee guida del Garante potevano giustificare automaticamente la diffusione dei dati personali presenti nell’atto e nei suoi allegati.

Identificabilità degli interessati e illiceità della diffusione

L’Autorità ha ritenuto che l’oscuramento del nome nel corpo dell’atto non fosse sufficiente, perché la combinazione tra determinazione e allegati consentiva di identificare agevolmente gli interessati. La presenza della matricola, associata ad altri elementi identificativi e alle informazioni sulle posizioni nella graduatoria, rendeva possibile il collegamento immediato con i nominativi presenti nelle graduatorie allegate. Il trattamento è stato quindi qualificato come diffusione di dati personali in assenza di base giuridica, in violazione degli artt. 5 e 6 GDPR e dell’art. 2-ter del Codice privacy.

Sanzione, criteri di quantificazione e pubblicazione del provvedimento

Nel determinare la sanzione, il Garante ha considerato la delicatezza delle informazioni diffuse, il fatto che il Comune non si fosse conformato alle indicazioni già fornite in materia di pubblicazione online e l’esistenza di un precedente provvedimento nei confronti dello stesso ente. Ha invece valutato a favore del Comune la circostanza che non fossero coinvolte categorie particolari di dati e che la pubblicazione fosse durata poco tempo senza indicizzazione sui motori generalisti. La sanzione è stata fissata in euro 5.000, con facoltà di pagamento in misura ridotta nei termini di legge. È stata inoltre disposta la pubblicazione del provvedimento sul sito del Garante ai sensi dell’art. 166, comma 7, del Codice privacy.

Punti principali

Origine del procedimento e contenuto della pubblicazione

Il procedimento nasce da un reclamo di una dipendente comunale che contestava la pubblicazione all’Albo pretorio della determinazione relativa alla rideterminazione della graduatoria per la progressione economica orizzontale. Il provvedimento, oltre a indicare dati di matricola, riportava informazioni sulla sentenza del giudice del lavoro, sugli effetti economici del giudizio e sul recupero di somme mediante trattenute sulla busta paga.

Identificabilità degli interessati nonostante gli oscuramenti

Il Comune sosteneva di aver minimizzato i dati mediante l’uso di "omissis" e la sostituzione del nome con il numero di matricola. Il Garante ha però rilevato che, grazie alla lettura combinata della determinazione con gli allegati contenenti graduatorie nominative, gli interessati risultavano agevolmente identificabili. L’uso della sola matricola non è stato ritenuto sufficiente a impedire l’identificazione in presenza di ulteriori dati di contesto.

Base giuridica e limiti alla diffusione online

L’Autorità ha distinto tra pubblicità per trasparenza e pubblicità legale, rilevando che l’art. 19 del d.lgs. 33/2013 non si applica alle progressioni economiche orizzontali, ma alle graduatorie finali dei concorsi per reclutamento. Anche il richiamo alle linee guida del Garante del 2014 e alle norme sull’Albo pretorio non è stato ritenuto sufficiente, poiché la diffusione online di dati personali richiede una specifica base normativa ai sensi degli artt. 5 e 6 GDPR e dell’art. 2-ter del Codice privacy.

Violazione accertata e valutazioni del Garante

Il Garante ha accertato una diffusione di dati personali in assenza di idonea base giuridica, con violazione degli artt. 5 e 6 GDPR e dell’art. 2-ter del Codice privacy, nel testo applicabile ratione temporis. È stato valorizzato il fatto che la pubblicazione riguardava aspetti delicati del rapporto di lavoro e conseguenze economiche derivanti da un contenzioso, ma è stata esclusa la presenza di categorie particolari di dati personali.

Sanzione e misure accessorie

Considerati la delicatezza dei dati diffusi, il mancato rispetto di indicazioni già consolidate del Garante, la breve durata della pubblicazione e l’assenza di indicizzazione sui motori generalisti, l’Autorità ha determinato la sanzione amministrativa pecuniaria in 5.000 euro. Ha inoltre disposto la pubblicazione del provvedimento sul proprio sito ai sensi dell’art. 166, comma 7, del Codice privacy.

Come è indicizzato

Materiepubblica amministrazionerapporto di lavorosanzioni gdprdiritti dell'interessatomisure di sicurezza

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