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Decreto legislativo

DECRETO LEGISLATIVO 5 aprile 2006, n. 160

Nuova disciplina dell'accesso in magistratura, nonchè in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 25 luglio 2005, n. 150.

Normativa italiana006G0178

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La norma disciplina l’accesso in magistratura ordinaria tramite concorso, i requisiti di ammissione, la commissione esaminatrice, le modalità di svolgimento e i limiti ai concorsi successivi. Regola inoltre tirocinio, funzioni, fascicolo personale e valutazioni di professionalità. Per i concorsi, si applicano varie modifiche solo ai bandi successivi al 31 dicembre 2025 o secondo altre decorrenze specifiche indicate.

Concorso, carriera e valutazione dei magistrati ordinari

Concorso, accesso e carriera dei magistrati ordinari

Il decreto disciplina in modo organico il reclutamento dei magistrati ordinari, lo svolgimento del concorso, il tirocinio iniziale e il sistema delle funzioni e delle valutazioni di professionalità. Contiene anche regole transitorie e aggiornamenti che incidono sulla concreta applicabilità di alcune disposizioni.

Concorso per l’accesso alla magistratura ordinaria

La nomina a magistrato ordinario avviene mediante concorso per esami bandito, di norma, con cadenza annuale in relazione ai posti vacanti e a quelli che si renderanno vacanti nel quadriennio successivo, nei limiti dello stanziamento disponibile. Il Ministero della giustizia determina ogni anno, entro febbraio, i posti vacanti e quelli prevedibilmente vacanti e ne dà comunicazione al Consiglio superiore della magistratura.

La prova concorsuale consiste in:

  • una prova scritta, con tre elaborati su diritto civile, diritto penale e diritto amministrativo, anche alla luce dei principi costituzionali e dell’Unione europea;
  • una prova orale sulle principali materie civilistiche, penalistiche, amministrative, costituzionali, tributarie, commerciali, del lavoro, eurounitarie e internazionali, oltre a informatica giuridica e ordinamento giudiziario.

La prova orale comprende anche:

  • un colloquio in una lingua straniera scelta dal candidato tra inglese, spagnolo, francese e tedesco;
  • un colloquio psico-attitudinale volto a verificare l’assenza di condizioni di inidoneità alla funzione giudiziaria.

Per le prove scritte e orali sono previsti criteri di punteggio rigorosi, senza frazioni di punto. L’accesso all’orale richiede almeno 12/20 in ciascun elaborato scritto; l’idoneità finale richiede almeno 6/10 in ciascuna materia orale rilevante, giudizio di sufficienza nella lingua e idoneità psico-attitudinale, oltre a un punteggio complessivo minimo di 108 punti.

Requisiti di ammissione e soggetti ammessi

Sono ammessi al concorso, oltre ai requisiti generali di cittadinanza italiana, esercizio dei diritti civili, condotta incensurabile e assenza di precedenti esclusioni per quattro non idoneità, varie categorie di soggetti, tra cui magistrati amministrativi e contabili, procuratori dello Stato, alcuni dipendenti pubblici e universitari, avvocati iscritti all’albo, magistrati onorari con almeno sei anni di servizio senza demerito e laureati in giurisprudenza con corso universitario almeno quadriennale.

È previsto un regime transitorio per i concorsi banditi entro il quinto anno successivo all’efficacia dei primi decreti legislativi attuativi, con l’ammissione anche di chi abbia conseguito la laurea in giurisprudenza secondo vecchi ordinamenti e si sia iscritto prima dell’anno accademico 1998-1999. Alcune disposizioni risultano abrogate, e una parte della disciplina dei requisiti è stata dichiarata incostituzionale nella parte in cui non includeva anche i soli abilitati forensi.

Bando, domande e commissione esaminatrice

Il concorso è bandito entro settembre con decreto del Ministro della giustizia, previa delibera del CSM. La domanda si presenta telematicamente, entro 30 giorni dalla pubblicazione del bando, al procuratore della Repubblica del luogo di residenza; per i residenti all’estero, al procuratore di Roma.

La commissione è nominata almeno 15 giorni prima della prova scritta, con composizione articolata tra magistrati, professori universitari e avvocati esperti. Sono previsti componenti supplenti e meccanismi di integrazione della commissione se i candidati sono numerosi. I commissari non possono aver svolto docenza nelle scuole di preparazione al concorso nei dieci anni precedenti.

Svolgimento delle prove e organizzazione dei lavori

La prova scritta si svolge in una o più sedi stabilite dal bando; può svolgersi contemporaneamente a Roma e in altre sedi, con collegamento a distanza della commissione. Sono previste regole specifiche per la vigilanza nelle sedi diverse da Roma.

La commissione deve organizzare i lavori in modo da:

  • formare la graduatoria entro otto mesi dall’ultima prova scritta;
  • consentire l’inizio del tirocinio entro dieci mesi dalla conclusione delle prove scritte;
  • tenere almeno dieci sedute a settimana, salvo assoluta impossibilità;
  • esaminare ogni mese almeno 600 elaborati o 100 candidati all’orale.

Il mancato rispetto delle cadenze può incidere sulla permanenza del presidente della commissione. Sono previste relazioni mensili al Ministro della giustizia e al CSM, con possibilità di interventi correttivi, integrazione della commissione e suddivisione in sottocommissioni.

Spese del concorso e titoli di preferenza

Le spese concorsuali sono poste a carico del candidato con un contributo forfettario di 50 euro, da versare al momento della domanda, secondo modalità fissate con decreto ministeriale. Il contributo è aggiornato ogni tre anni secondo l’indice dei prezzi al consumo.

I titoli di preferenza devono essere prodotti, a pena di decadenza, entro il giorno della prova orale. Il Ministro della giustizia può chiedere al CSM di assegnare agli idonei ulteriori posti disponibili o che si renderanno disponibili entro sei mesi dall’approvazione della graduatoria, nel limite massimo di un decimo dei posti messi a concorso.

Limiti per concorsi successivi e sanzioni comportamentali

Chi risulta non idoneo per quattro volte non può più essere ammesso ad altri concorsi in magistratura. L’espulsione dopo la dettatura del tema equivale a non idoneità. Il CSM può inoltre escludere da uno o più concorsi successivi chi sia stato espulso per frode o per comportamenti violenti che abbiano turbato il concorso.

Tirocinio e accesso all’esame di avvocato

I magistrati ordinari nominati dopo concorso svolgono il tirocinio secondo le regole del decreto legislativo n. 26 del 2006. Il completamento del tirocinio vale anche come pratica forense ai fini dell’ammissione all’esame di abilitazione forense.

Funzioni dei magistrati ordinari

La norma classifica le funzioni dei magistrati ordinari in funzioni giudicanti e requirenti, articolate per grado e per livello direttivo o semidirettivo. Vengono elencate in modo puntuale le funzioni di primo e secondo grado, di legittimità, di coordinamento nazionale, nonché le funzioni direttive superiori e apicali.

Sono inoltre individuate le corrispondenze tra funzioni e uffici, ad esempio:

  • giudice e sostituto procuratore presso i tribunali ordinari e i tribunali per persone, minorenni e famiglie;
  • consigliere di corte d’appello e sostituto procuratore generale;
  • consigliere e sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione;
  • procuratore nazionale antimafia e procuratore nazionale aggiunto;
  • presidenti e procuratori negli uffici di primo e secondo grado, fino ai vertici di Cassazione.

Fascicolo personale e valutazione della professionalità

Presso il Consiglio superiore della magistratura è istituito il fascicolo per la valutazione del magistrato, in formato informatico. Nel fascicolo confluiscono, per ciascun anno, atti organizzativi, dati statistici, provvedimenti e verbali campionati, relazioni ispettive, atti disciplinari, rapporti dei capi degli uffici, autorelazioni, pareri dei consigli giudiziari e provvedimenti del CSM sulle valutazioni di professionalità, oltre ad ulteriori elementi ritenuti utili dal Consiglio.

L’accesso al fascicolo è riservato ai componenti del CSM, ai dirigenti dell’ufficio, al magistrato interessato e ai componenti dei consigli giudiziari nei casi pertinenti. Gli atti disciplinari e quelli relativi a responsabilità contabile o rivalsa sono eliminati, su richiesta, in caso di proscioglimento, rigetto della domanda o riabilitazione.

La valutazione di professionalità avviene ogni quattro anni fino al raggiungimento della settima valutazione e riguarda capacità, laboriosità, diligenza e impegno, sulla base di parametri oggettivi definiti dal CSM. La valutazione non può mai riguardare l’attività di interpretazione del diritto né quella di valutazione del fatto o delle prove.

Il Consiglio superiore della magistratura disciplina i criteri per la raccolta della documentazione, per i dati statistici, per i modelli di relazione e per gli indicatori oggettivi. Il giudizio è espresso con provvedimento motivato del CSM e trasmesso al Ministro della giustizia, che adotta il relativo decreto. La valutazione incide su tramutamenti, conferimento di funzioni, incarichi direttivi e altri incarichi extragiudiziari.

Applicabilità temporale e aggiornamenti

Alcune modifiche introdotte nel tempo si applicano solo ai concorsi banditi dopo specifiche date, in particolare:

  • le modifiche all’articolo 1 si applicano ai concorsi banditi successivamente al 31 dicembre 2025;
  • il contributo di partecipazione al concorso si applica ai bandi successivi all’entrata in vigore del decreto che ne ha stabilito le modalità;
  • altre modifiche sulla nomina e sui posti aggiuntivi valgono anche per concorsi già in corso alla data indicata dal legislatore.

Diverse lettere e commi risultano espressamente abrogati, e alcune norme sono state interessate da pronunce di incostituzionalità o da aggiornamenti successivi del quadro normativo.

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