L.R. Molise 2/2023
Misure organizzative urgenti per la funzionalità degli uffici regionali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge adegua l’organizzazione degli uffici regionali del Molise alla normativa legislativa e contrattuale sopravvenuta, valorizzando posizioni organizzative ed elevate qualificazioni e disciplinando il riassorbimento di alcune indennità pregresse. Prevede oneri a carico dei fondi del trattamento accessorio e quantifica quelli connessi ai contingenti ad esaurimento per gli anni 2023-2025, fino al loro completo esaurimento.
Misure urgenti per l’organizzazione degli uffici regionali del Molise
Misure organizzative urgenti per la funzionalità degli uffici regionali
La legge regionale del Molise interviene per adeguare l’assetto organizzativo degli uffici regionali alla normativa legislativa e contrattuale sopravvenuta, tenendo conto degli effetti della sentenza della Corte costituzionale n. 253/2022. La disciplina ha efficacia nel solo ambito regionale molisano e opera nelle more della revisione della normativa regionale previgente.
Finalità e ambito di applicazione
Il provvedimento è finalizzato a rendere coerente l’organizzazione degli uffici con il quadro normativo aggiornato, in attesa della revisione della legge regionale 23 marzo 2010, n. 10 e successive modificazioni. L’intervento riguarda la Regione Molise, i suoi dipendenti e quelli degli enti strumentali, con riferimento agli istituti organizzativi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro.
Attuazione degli istituti organizzativi contrattuali
La Giunta regionale è chiamata ad attuare gli istituti organizzativi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro per il personale regionale e degli enti strumentali. L’attuazione deve avvenire nel rispetto:
- delle procedure di confronto e contrattazione sindacale previste dalla normativa contrattuale vigente;
- dei limiti finanziari stabiliti dalle norme di settore.
Valorizzazione delle funzioni organizzative già svolte dal personale
Le funzioni organizzative già assicurate dai dipendenti regionali ai sensi della previgente disciplina dell’art. 29-bis della legge regionale n. 7/1997 sono valorizzate attraverso gli istituti contrattuali delle posizioni organizzative e delle elevate qualificazioni. La concreta disciplina è demandata al rispetto delle relazioni sindacali e del quadro contrattuale applicabile.
Trattamento economico del personale nei contingenti ad esaurimento
Le indennità fisse e continuative già riconosciute ai funzionari inseriti nei contingenti ad esaurimento previsti dall’art. 29-bis della legge regionale n. 7/1997 sono riassorbite, salvo sostituzione con le corrispondenti indennità previste per le posizioni organizzative e le elevate qualificazioni. Il riassorbimento avviene secondo le modalità dell’art. 2, comma 3, del d.lgs. n. 165/2001.
In sede di contrattazione decentrata integrativa, la Giunta regionale deve inoltre proporre misure perequative adeguate per il personale di categoria D non ricompreso nei vecchi contingenti a esaurimento.
Regime finanziario e copertura degli oneri
Gli oneri derivanti dall’applicazione della legge sono distinti in due gruppi:
- quelli relativi agli istituti contrattuali di cui agli articoli 1 e 2 gravano integralmente sui fondi annuali per il trattamento accessorio dell’area delle categorie;
- quelli connessi all’articolo 3, limitatamente ai dipendenti ancora presenti nei contingenti previsti dall’art. 1, comma 3, della legge regionale 21 luglio 2010, n. 14 alla data di decorrenza degli effetti della sentenza n. 253/2022 e fino al completo esaurimento degli stessi, sono quantificati in euro 942.075,76 per il 2023, euro 928.849,16 per il 2024 ed euro 894.075,98 per il 2025, fatti salvi eventuali minori importi dovuti a riassorbimenti parziali già definiti nel triennio e nei successivi.
Durata pratica della disciplina e obsolescenza
La norma contiene una disciplina transitoria collegata alla presenza di contingenti ad esaurimento e alla fase di adeguamento organizzativo. La parte economica specificamente quantificata riguarda il triennio 2023-2025 e i dipendenti ancora inseriti nei contingenti fino al loro completo esaurimento. L’atto non appare obsoleto in sé, perché disciplina ancora criteri organizzativi e finanziari potenzialmente utili nella gestione del personale regionale.
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