Cassazione Penale, Sentenza n. 6299/2025 del 17/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha disposto la correzione del dispositivo della sentenza n.2030/2025 (procedimento n.22476/2024, del 21.11.2024): la locuzione "ad altra sezione della Corte di appello di Genova" deve intendersi sostituita con "alla Corte di assise di appello di Milano". La correzione è di natura meramente materiale e non incide sul merito della decisione.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Correzione di un errore materiale nel dispositivo della sentenza n.2030/2025 emessa dalla Corte di Cassazione il 21/11/2024: la sentenza indicava erroneamente il giudice del rinvio come "ad altra sezione della Corte di appello di Genova" mentre la dizione corretta doveva essere "alla Corte di assise di appello di Milano". La correzione è stata chiesta e valutata alla luce della nota del Procuratore Generale e dei poteri di correzione previsti dalle norme processuali.
Norme richiamate
art.175 disp.att. cod.proc.pen.
Consente la correzione di errori materiali o di inesattezze formali nei provvedimenti; qui è stato invocato per rettificare la dizione errata del giudice del rinvio nel dispositivo della sentenza.
Richiamato in rapporto all'art.175 disp.att. come riferimento procedurale: viene considerato nel quadro delle norme che regolano le modalità di correzione e comunicazione degli atti processuali (uso rimesso alla lettura integrata con l'art.175 disp.att.).
Massime di principio
- Un errore materiale nel dispositivo di una sentenza (es. indicazione errata del giudice cui rinviare il procedimento) può essere rettificato con provvedimento della Corte senza entrare nel merito del caso.
- La correzione di tali errori si basa su norme che autorizzano la rettifica di inesattezze formali o clericali; la rettifica mira a ripristinare la corretta destinazione procedurale e non modifica la decisione sostanziale.
- La parte che rileva l'errore può segnalarlo; anche il Procuratore Generale o la stessa Corte possono disporre la correzione quando l'errore è evidente e non richiede nuovo esame del merito.
- Quando in una sentenza è indicato un organo giudicante errato, la correzione formale permette di evitare ritardi procedurali e di indirizzare immediatamente il fascicolo al giudice competente indicato correttamente.
- La rettifica deve essere formalmente disposta con riferimento alle norme procedurali applicabili (qui art.175 disp.att. in rapporto alle norme procedurali) e annotata nel provvedimento che la emette.
Testo integrale
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