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Legge

L.R. Veneto 39/2017

Norme in materia di edilizia residenziale pubblica.

Normativa regionaleL.R. Veneto 39/2017

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge riordina la disciplina veneta dell’ERP: definisce funzioni di Regione, Comuni e ATER, regole per programmazione, assegnazione, canoni, decadenze, morosità, mobilità, alloggi per emergenze e alienazioni. Molte disposizioni operative dipendono dal regolamento attuativo e dai provvedimenti della Giunta entro 120 giorni; per i contratti esistenti l’adeguamento scatta dopo 90 giorni dalla pubblicazione del regolamento.

Edilizia residenziale pubblica e ATER nel Veneto

Edilizia residenziale pubblica e disciplina delle ATER nel Veneto

La legge riordina e semplifica la materia dell’edilizia residenziale pubblica nella Regione Veneto, collocandola nel più ampio sistema dell’edilizia residenziale sociale. Definisce competenze di Regione, Comuni e ATER, nonché regole su assegnazione, gestione, canoni, controlli, mobilità e valorizzazione del patrimonio.

Ambito di applicazione e finalità

La disciplina mira a soddisfare il fabbisogno abitativo primario e a ridurre il disagio abitativo di nuclei familiari e categorie svantaggiate. Si applica agli alloggi di edilizia residenziale pubblica individuati dalla legge, mentre restano esclusi, tra gli altri, gli alloggi di cooperative per i propri soci, quelli agevolati-convenzionati, gli alloggi di servizio, alcuni alloggi di enti previdenziali e gli alloggi destinati ad attività assistenziali o a case albergo.

Riparto delle funzioni tra Regione e Comuni

La Regione esercita le funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento, monitoraggio, definizione dei requisiti di accesso, dei canoni, dei limiti di costo e delle procedure generali. Alcune funzioni sono attribuite al Consiglio regionale su proposta della Giunta, altre alla Giunta regionale, altre ancora sono disciplinate da regolamento.

I Comuni curano il rilevamento del fabbisogno, le procedure di selezione e assegnazione degli alloggi di proprietà, l’accertamento di alcuni requisiti soggettivi e la gestione delle sanzioni per gli alloggi in proprietà. Possono inoltre delegare all’ATER competente gli adempimenti connessi all’assegnazione e gestione del proprio patrimonio ERP.

Programmazione e osservatori

La programmazione regionale si sviluppa tramite un piano o programma quinquennale approvato dal Consiglio regionale e tramite programmi annuali di attuazione approvati dalla Giunta. Il piano individua linee di intervento, incentivi, criteri di riparto delle risorse, ulteriori attività di edilizia residenziale sociale e criteri per la scelta degli operatori.

È istituito l’Osservatorio regionale sulla casa, con funzioni di studio, analisi, proposta e diffusione di dati e buone prassi. Presso ciascuna ATER opera anche l’Osservatorio per la legalità e la trasparenza, dedicato soprattutto a occupazioni abusive, morosità e assegnazioni.

ATER: natura, organi e attività

Le ATER sono enti pubblici economici strumentali della Regione, dotati di personalità giuridica e autonomia organizzativa, patrimoniale e contabile. La legge disciplina organi, durata degli incarichi, requisiti del direttore, compiti del revisore, conferenza dei sindaci, comitato tecnico, bilanci, controlli e vigilanza.

Alle ATER spettano interventi di costruzione, acquisto, recupero e gestione del patrimonio ERP, attività tecniche e di supporto, consulenza, funzioni di stazione appaltante, verifica progettuale e altre attività previste da leggi. Possono anche intervenire sul mercato edilizio con fini calmieratori, previa autorizzazione regionale.

Assegnazione degli alloggi e requisiti di accesso

L’assegnazione avviene tramite bando di concorso indetto dai Comuni entro il 30 settembre di ogni anno, con graduatoria formata secondo criteri e punteggi stabiliti dal regolamento regionale. La legge definisce i requisiti soggettivi, il nucleo familiare, l’ISE-ERP/ISEE-ERP e le condizioni che danno punteggio, comprese riserve per forze dell’ordine, giovani, coppie e famiglie monoparentali.

È prevista una disciplina rigorosa per esclusione dalla graduatoria, annullamento dell’assegnazione, decadenza, morosità, ospitalità temporanea, occupazioni senza titolo, verifica annuale dei requisiti e piano di mobilità.

Gestione del patrimonio, canoni e fondo di solidarietà

Il contratto di locazione ha durata quinquennale e si rinnova in presenza dei requisiti e dell’assenza di cause di annullamento o decadenza. I canoni sono determinati secondo principi di equità, sostenibilità e sopportabilità, con un canone minimo di 40 euro. Le entrate dei canoni finanziano manutenzione, gestione, programmi ERP, versamenti alla Regione e fondo di solidarietà.

Il fondo di solidarietà comunale aiuta assegnatari e richiedenti in gravi difficoltà economico-sociali ed è alimentato da una quota dei canoni e da alcune sanzioni.

Alienazione del patrimonio e misure transitorie

La legge disciplina anche l’alienazione degli alloggi ERP, previa autorizzazione regionale, fissando criteri di prezzo, priorità degli aventi diritto, vincoli di non alienazione e vendita tramite asta pubblica per gli alloggi liberi.

Molte disposizioni applicative dipendono da atti della Giunta regionale entro 120 giorni e da un regolamento attuativo. Per i contratti in corso è previsto un regime transitorio: dopo 90 giorni dalla pubblicazione del regolamento, i contratti si adeguano automaticamente se sussistono i requisiti, mentre in difetto può scattare la decadenza con termine di rilascio fino a 24 mesi.

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