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Interpello

Risposta n. 396 del 9/06/2021

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Interpello su fruizione del credito d'imposta per attività di ricerca e sviluppo (art.3 D.L. 145/2013) relativo a investimenti 2015

Il quesito

Come può l'istante beneficiare del credito d'imposta maturato nel 2015 e mai indicato nelle dichiarazioni (Unico SC 2016 e successive) né fruito in compensazione?

Soluzione prospettata dal contribuente

L'istante proponeva di: 1) far certificare la documentazione contabile da un revisore entro l'approvazione del bilancio (o termine di legge); 2) imputare il provento come sopravvenienza attiva nel bilancio 2020; 3) presentare Unico SC 2016 integrativo entro il termine indicato (ritenuto 28/02/2022) e poi integrare le dichiarazioni dei periodi successivi riportando il credito e utilizzandolo in compensazione; in subordine proponeva di sanare con ravvedimento operoso le omissioni nelle annualità integrabili.

Il parere dell’Agenzia

L'Agenzia precisa che non entra nel merito dell'effettiva spettanza del credito, ma chiarisce che: il credito va indicato nel quadro RU del periodo in cui sono sostenute le spese e nei periodi successivi fino al suo esaurimento; l'omissione è una violazione formale sanzionabile ai sensi dell'art.8 D.Lgs. 471/1997, sanabile con dichiarazione integrativa e ravvedimento; tuttavia i termini per integrare a favore il periodo 2015 sono decaduti (la proroga COVID non estende tale termine), quindi la soluzione principale non è accoglibile; resta comunque che l'omessa indicazione non impedisce in sé la spettanza del credito e l'istante dovrà presentare dichiarazioni integrative per i periodi ancora integrabili, versare le sanzioni tramite ravvedimento e conservare documentazione certificata; infine, se in sede di controllo il credito risultasse inesistente, l'atto di recupero è soggetto ai termini di decadenza previsti.

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