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Legge

L.R. Calabria 7/2022

Misure per il superamento della discriminazione di genere e incentivi per l’occupazione

Normativa regionaleL.R. Calabria 7/2022

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge Calabria n. 7/2022 promuove parità di genere, occupazione femminile e conciliazione vita-lavoro. Prevede azioni positive nei luoghi di lavoro, certificazione e bollino di parità, premialità nei bandi regionali per imprese virtuose o che assumono donne in condizioni di fragilità, formazione, sportello “Spazio Donna” e un Piano di intervento da adottare entro 120 giorni dall’entrata in vigore. Invarianza finanziaria.

Misure regionali per la parità di genere e l’occupazione femminile

Misure regionali per la parità di genere e l’occupazione femminile

La legge della Regione Calabria definisce un quadro di interventi per superare le discriminazioni di genere, rafforzare le pari opportunità e sostenere l’occupazione femminile. La disciplina opera esclusivamente nel territorio regionale e si coordina con la normativa statale ed europea in materia di pari opportunità, lavoro e tutela della maternità.

Finalità generali e ambito di intervento

La Regione afferma il principio di parità di genere in tutte le sue declinazioni e riconosce la necessità di maggiori tutele per le donne lavoratrici, con l’obiettivo di ridurre i divari di genere nella società. La legge mira in particolare a:

  • favorire l’occupazione femminile e contrastare le discriminazioni nei luoghi di lavoro, sia nell’accesso sia nella progressione di carriera;
  • promuovere strumenti di equilibrio tra vita professionale e familiare;
  • eliminare disparità nella formazione e nel lavoro, anche in relazione alla partecipazione al mercato del lavoro, alla carriera e all’imprenditorialità.

Azioni positive nei luoghi di lavoro

La Regione considera le pari opportunità parte integrante delle politiche di sviluppo del territorio e promuove misure dirette a realizzare una parità sostanziale tramite azioni positive. In tale quadro favorisce interventi specifici per superare differenziazioni anche retributive fondate sul genere, in coerenza con il Piano di azione dell’Unione europea sulla parità di genere (GAP III) e nel rispetto dell’articolo 46 del d.lgs. 198/2006.

Certificazione della parità di genere e bollino di parità

La Regione applica il Sistema nazionale di certificazione della parità di genere previsto dall’articolo 46-bis del d.lgs. 198/2006, anche attraverso il Piano di intervento per le politiche di genere. L’obiettivo è accompagnare la crescita di opportunità per le donne nelle imprese, l’uguaglianza retributiva a parità di lavoro, la presenza di politiche di diversity di genere e la protezione della maternità. Alle imprese pubbliche e private in possesso della certificazione e caratterizzate da pratiche di tutela della maternità, gestione della gender diversity, equità remunerativa, sviluppo professionale femminile e uso di linguaggio non discriminatorio, la Regione riconosce un “bollino di parità”. Tale riconoscimento consente di accedere a premialità negli strumenti di incentivazione individuati nel Piano di intervento.

Contrasto a molestie, licenziamenti e cessazioni discriminatorie

La legge promuove il contrasto alle molestie nei luoghi di lavoro e al ricorso a patti o atti finalizzati alla cessazione del rapporto di lavoro per ragioni discriminatorie collegate al sesso, al matrimonio, alla maternità, all’adozione o affidamento, al congedo parentale o alla malattia del bambino. La Regione richiama la tutela prevista dalla normativa statale e dalla Convenzione OIL n. 190 del 2019. Nel Piano di intervento la Giunta può dare orientamenti per escludere, per i tre anni successivi alla condanna definitiva, le imprese condannate per dimissioni o licenziamenti illegittimi in violazione della normativa su maternità e paternità dalla partecipazione a procedure selettive per benefici economici regionali. È inoltre prevista la cooperazione istituzionale con gli Ispettorati interregionali del lavoro.

Premialità nei finanziamenti per l’occupazione femminile

Negli avvisi regionali di concessione di finanziamenti, a qualsiasi titolo, sono previste premialità sotto forma di punteggio aggiuntivo per le imprese che adottano misure di sostegno all’occupazione femminile. In particolare, sono valorizzate:

  • l’adozione di strumenti di conciliazione vita-lavoro, come orario flessibile, lavoro agile, ferie e permessi solidali, banca ore, asilo nido aziendale e campus nei giorni di chiusura delle scuole;
  • l’assunzione di donne con disabilità con contratto subordinato a tempo pieno e indeterminato, con premialità raddoppiata se l’impresa acquista strumentazioni specifiche o utilizza telelavoro e lavoro agile;
  • l’assunzione di donne vittime di violenza, di tratta o comunque in condizione attestata di vulnerabilità, nonché di orfani di vittime di femminicidio, con contratto subordinato a tempo pieno e indeterminato; la premialità è raddoppiata se sono attivati servizi di accompagnamento alla fuoriuscita dalla violenza, come sostegno psicologico e voucher per salute, casa, istruzione e formazione. Il Piano di intervento disciplina modalità e criteri delle premialità, assicurando proporzionalità rispetto alle azioni positive svolte nell’anno precedente.

Formazione, inserimento e reinserimento lavorativo

La Regione promuove, nell’ambito della programmazione dell’offerta formativa, percorsi per donne inoccupate o disoccupate finalizzati all’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro e all’acquisizione di competenze nei settori economici più innovativi. Presso i Centri per l’impiego regionali è inoltre garantito il servizio “Spazio Donna”, dedicato alle politiche attive del lavoro rivolte a donne inoccupate o disoccupate, senza nuovi oneri per il bilancio regionale.

Sostegno all’imprenditoria femminile e all’autoimpiego

Per sostenere l’imprenditoria femminile, la Regione introduce premialità nei bandi di finanziamento per:

  • società cooperative e società di persone costituite per almeno il 50% da donne;
  • società di capitali i cui organi di amministrazione siano composti per almeno il 50% da donne;
  • imprese individuali gestite da donne nei settori indicati dall’articolo 53, comma 1, lettera a), del d.lgs. 198/2006. La Regione promuove anche la formazione imprenditoriale e la qualificazione delle donne imprenditrici secondo le modalità stabilite nel Piano di intervento. Nei programmi regionali finanziati a qualsiasi titolo sono previsti strumenti, servizi e misure per favorire autoimpiego e autoimprenditorialità, con priorità per donne in particolari situazioni di disagio sociale, tra cui disoccupate senza indennità o a fine trattamento, vittime di violenza o tratta, orfani di femminicidio, donne con disabilità, madri sole prive di sostegno al mantenimento, donne prive di sostegno familiare e parentale, ed ex detenute o persone in esecuzione penale esterna.

Welfare aziendale, benessere organizzativo e conciliazione dei tempi

La Regione garantisce, in coerenza con la disciplina sul pubblico impiego, la parità e le pari opportunità, l’assenza di discriminazioni dirette e indirette basate su genere, età, orientamento sessuale, origine etnica, disabilità, religione o lingua, nonché un ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo. Inoltre promuove:

  • organizzazioni del lavoro basate su una cultura di genere e sul benessere organizzativo;
  • formazione e aggiornamento professionale al rientro dopo la maternità;
  • conciliazione dei tempi di lavoro e di vita;
  • monitoraggio della corretta applicazione delle norme sulla parità di genere. Per tali finalità si avvale del Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità.

Equilibrio tra tempi di vita e di lavoro

La legge favorisce l’armonizzazione dei servizi pubblici e privati e l’uso di strumenti di conciliazione tra vita e lavoro, anche in collegamento con la disciplina sui tempi delle città. Sono inoltre promosse:

  • misure di flessibilità oraria e di tempo parziale;
  • nuovi modelli organizzativi e di gestione del personale, anche tramite accordi con imprese pubbliche e private;
  • l’uso di servizi digitali, con particolare attenzione ai servizi per le famiglie e per le fasce più disagiate della popolazione.

Piano di intervento, monitoraggio e relazioni

Entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale adotta il Piano di intervento per le politiche di genere, che costituisce lo strumento attuativo delle misure previste. L’Osservatorio regionale sulla violenza di genere trasmette annualmente al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione della legge, sulle attività svolte, sul Piano adottato e sulle criticità emerse.

Promozione culturale e formazione nelle scuole

La Giunta regionale si impegna a stipulare protocolli d’intesa con Confindustria, Camere di commercio, ordini professionali, associazioni del Terzo settore e uffici scolastici per realizzare, senza oneri per il bilancio regionale, giornate formative nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Gli interventi mirano a sensibilizzare sulle potenzialità delle donne nel mondo del lavoro e a superare ostacoli culturali di origine familiare o scolastica.

Regime finanziario ed entrata in vigore

La legge è dichiarata priva di nuovi oneri a carico del bilancio regionale. Entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

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