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Legge

L.R. Calabria 11/2004

Piano Regionale per la Salute 2004/2006.

Normativa regionaleL.R. Calabria 11/2004Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge approva il Piano regionale per la salute 2004-2006 della Calabria, fissando organizzazione del SSR, LEA, distretti, rete ospedaliera, prevenzione, integrazione socio-sanitaria, finanziamento e controlli. Il piano è però riferito al triennio 2004-2006 e l’allegato originario è stato poi abrogato; molte previsioni risultano superate o sostituite.

Piano Regionale per la Salute della Calabria 2004-2006

Piano Regionale per la Salute 2004-2006 della Calabria

La legge approva il Piano regionale per la salute della Regione Calabria per il triennio 2004-2006 e ne fissa i principi, gli obiettivi, l’assetto del Servizio sanitario regionale e gli indirizzi di programmazione. Il provvedimento mira a garantire livelli essenziali e uniformi di assistenza, riequilibrare il sistema verso il territorio e rafforzare prevenzione, integrazione socio-sanitaria, qualità e controllo della spesa.

Principi generali e tutela della salute

La tutela della salute è qualificata come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, da garantire tramite il servizio sanitario regionale nel rispetto della dignità e della libertà della persona. Il Piano pone al centro equità di accesso, qualità delle cure, appropriatezza e uso economico delle risorse, collegando la programmazione sanitaria ai bisogni di salute della popolazione calabrese e ai principi del piano sanitario nazionale.

Livelli essenziali di assistenza e criteri di erogazione

Il servizio sanitario regionale assicura i livelli essenziali e uniformi di assistenza attraverso risorse pubbliche e mediante strutture pubbliche e private accreditate. I LEA sono ricondotti alle tre macro-aree di assistenza: prevenzione collettiva, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. L’accesso alle prestazioni nelle strutture private accreditate deve avvenire nel rispetto della libera scelta del cittadino e secondo le regole fissate dal Piano.

Partecipazione dei cittadini, volontariato e associazionismo

La legge valorizza la partecipazione dei cittadini alla fruizione e alla valutazione dei servizi sanitari. Le Aziende devono adottare e aggiornare la carta dei servizi, garantire informazione su prestazioni, tariffe, accesso, tempi di attesa e attività libero-professionale intramuraria, e dotarsi di sistemi efficaci di raccolta di segnalazioni ed esposti. Sono inoltre previsti rapporti convenzionati con volontariato, associazionismo e cooperazione sociale, chiamati a concorrere alle finalità del SSR.

Programmazione sanitaria regionale e strumenti di pianificazione

La programmazione sanitaria regionale è costruita come sistema unitario di indirizzo, valutazione e controllo. Sono atti della programmazione il Piano regionale per la salute, gli atti di indirizzo della Giunta, i piani attuativi locali e i piani attuativi delle Aziende ospedaliere. La Giunta redige annualmente la Relazione sanitaria regionale e la trasmette al Consiglio regionale e alla Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria.

Partecipazione degli enti locali

La Conferenza permanente per la programmazione sanitaria, socio-sanitaria e socio-assistenziale è l’organismo di rappresentanza delle autonomie locali e organo consultivo del Consiglio e della Giunta. Operano inoltre la Conferenza dei Sindaci per ciascuna Azienda sanitaria, il Comitato di rappresentanza per le Aziende ospedaliere e il Comitato dei Sindaci di Distretto. Questi organismi intervengono nei processi di programmazione e nella verifica delle attività territoriali.

Organizzazione delle Aziende sanitarie e ospedaliere

Il SSR è realizzato tramite undici Aziende sanitarie e tre Aziende ospedaliere, dotate di personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale. L’organizzazione si fonda sull’atto aziendale, adottato dal direttore generale conformemente agli indirizzi regionali. Il direttore generale ha funzioni di rappresentanza legale, indirizzo, pianificazione e controllo; è affiancato da direttore sanitario, direttore amministrativo, collegio di direzione e collegio sindacale.

Rete ospedaliera, posti letto e riconversioni

Il Piano ridisegna la rete ospedaliera su base regionale, prevedendo lo standard di 4 posti letto per acuti ogni 1.000 abitanti e un riassetto dei posti letto verso lungodegenza e riabilitazione. I posti letto eccedenti devono essere ridotti, decadere dall’accreditamento e, ove possibile, essere riconvertiti. La Giunta può riprogrammare la localizzazione delle specialità entro il limite del 5% del totale regionale. È prevista la revisione degli accreditamenti privati e la progressiva riconversione di strutture e posti letto verso regimi più appropriati.

Ospedale, specializzazione e alta eccellenza

La rete ospedaliera è articolata in presidi di base, presidi di base con attività specializzate e presidi specializzati e di eccellenza. Le Aziende ospedaliere di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Mater Domini, sono individuate come poli di eccellenza e di alta specializzazione. Il Piano prevede inoltre la concentrazione di attività complesse, la valorizzazione delle alte specialità e la razionalizzazione dei processi di ricovero.

Distretto, assistenza territoriale e case della comunità

Il Distretto è il fulcro dell’assistenza territoriale e dell’integrazione socio-sanitaria. Deve governare la presa in carico, la continuità assistenziale, la medicina di base, l’assistenza specialistica ambulatoriale, l’assistenza domiciliare, i servizi per dipendenze, salute mentale, disabilità, anziani, materno-infantile e terminalità. Sono richiamate strutture territoriali come la Casa della comunità, l’ospedale di comunità e la centrale operativa territoriale, in una logica di assistenza di prossimità.

Integrazione socio-sanitaria

Il Piano disciplina l’integrazione tra servizi sanitari e sociali ai sensi della normativa statale e regionale. Le prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sono ricondotte alle aree materno-infantile, anziani, handicap, salute mentale, dipendenze, HIV, terminalità e disabilità cronico-degenerative. La programmazione deve coordinare Programma delle attività territoriali e Piano di zona, con accordi di programma tra Aziende sanitarie e Comuni e con eventuale partecipazione economica dell’utente secondo criteri di equità e ISEE.

Prevenzione collettiva e sanità pubblica

Ampia parte del Piano è dedicata alla prevenzione nei fattori di rischio ambientali, alimentari e comportamentali. Sono previsti interventi su aria, acque, alimenti, radiazioni, rifiuti, alimentazione e nutrizione, fumo, alcol e attività fisica. Per ciascun ambito vengono fissati obiettivi di salute, azioni di monitoraggio, sorveglianza e informazione, con forte raccordo con l’ARPACAL e con i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie.

Dipartimento di prevenzione e attività di sanità pubblica

Il Dipartimento di prevenzione svolge funzioni di informazione, formazione, educazione sanitaria, assistenza, vigilanza e controllo. Deve essere rafforzato con personale, strumenti informativi e capacità di monitoraggio. Il Piano prevede la riorganizzazione delle UU.OO. di igiene pubblica, prevenzione ambienti di lavoro, igiene degli alimenti, sanità pubblica veterinaria e le attività vaccinali, con sviluppo di sistemi informativi e di indicatori di appropriatezza.

Vaccinazioni, malattie infettive e AIDS

Il documento prevede il consolidamento delle coperture vaccinali, la gestione informatizzata delle anagrafi vaccinali, il monitoraggio degli eventi avversi e l’adozione di un calendario vaccinale regionale. Per le malattie infettive sono indicati obiettivi di sorveglianza, allerta rapida, controllo dei focolai, riduzione delle infezioni ospedaliere e miglioramento dell’accertamento eziologico. Per l’HIV/AIDS sono previsti prevenzione, presa in carico, potenziamento dell’assistenza territoriale, tutela dei diritti dei pazienti e attenzione al carcere.

Aree di salute e patologie rilevanti

Il Piano individua obiettivi specifici per patologie cardio e cerebrovascolari, tumori, diabete e malattie metaboliche, nefropatie croniche, malattie reumatiche, malattie rare, tossicodipendenze, salute mentale, disabilità, area materno-infantile, anziani, malati terminali e detenuti. Per ciascuna area vengono definiti orientamenti di prevenzione, diagnosi precoce, trattamento, riabilitazione, assistenza domiciliare o residenziale e programmi di rete.

Medicina di base, specialistica ambulatoriale e tempi di attesa

I medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono valorizzati come riferimenti immediati per cittadini e famiglie. È prevista l’integrazione con i Distretti, l’associazionismo professionale, sistemi informativi condivisi e la responsabilizzazione sui consumi. Per la specialistica ambulatoriale il Piano impone CUP, agende uniche, criteri di priorità, linee guida e tempi massimi differenziati per urgenza e classe di priorità, con l’obiettivo di ridurre le liste di attesa e l’uso improprio delle prestazioni.

Assistenza domiciliare, residenziale e semi-residenziale

Il Piano privilegia le cure a domicilio come alternativa ai ricoveri impropri e disciplina l’assistenza domiciliare sanitaria, programmata, integrata, per terminali e l’ospedalizzazione domiciliare. Sono previsti ospedali di comunità e una rete residenziale articolata in RSA, RSA medicalizzate, case protette, comunità alloggio e strutture riabilitative. La logica è quella di mantenere la persona il più possibile nel proprio contesto familiare e sociale, limitando l’istituzionalizzazione ai casi necessari.

Emergenza-urgenza e rete 118

Il sistema di emergenza-urgenza, denominato Calabria Soccorso, è organizzato su base provinciale dalle Aziende sanitarie e fondato su una rete territoriale e ospedaliera integrata. Il Piano definisce triage, tipologie di mezzi di soccorso, ruolo delle centrali operative, collaborazione con medici di continuità assistenziale, medici di base e pediatri, uso dell’elisoccorso e organizzazione dei DEA e dei presidi di pronto soccorso. È prevista anche la gestione di maxi-emergenze e il raccordo con volontariato e CRI.

Rapporti con Università, IRCCS ed enti di ricerca

La Regione assicura l’apporto delle Università calabresi al perseguimento degli obiettivi del Piano mediante protocolli d’intesa e protocolli quadro con le Aziende del SSR. Sono disciplinati anche i rapporti con CNR, IRCCS, INAIL e altri enti di ricerca. Il Piano valorizza strutture di eccellenza, centri di ricerca clinico-assistenziale, il polo oncologico e altre realtà scientifiche già operanti nel territorio regionale.

Finanziamento, accordi e governo della spesa

Il Piano definisce il finanziamento del SSR sulla base della quota capitaria, del finanziamento per livelli essenziali di assistenza, delle tariffe per prestazioni, delle funzioni non tariffabili e dei progetti obiettivo. È previsto il riequilibrio della spesa verso il territorio, il controllo della spesa farmaceutica e ospedaliera, la stipula di accordi e contratti solo con soggetti accreditati e nel limite dei tetti fissati annualmente dalla Giunta. Sono disciplinati anche autorizzazione, accreditamento istituzionale, registri delle strutture e sperimentazioni gestionali.

Sistema informativo, monitoraggio e osservazione epidemiologica

La legge prevede un sistema informativo sanitario regionale integrato, con portale per i servizi, prenotazioni unificate, refertazione on-line, banche dati regionali e strumenti di controllo direzionale. È inoltre previsto il potenziamento dell’osservazione epidemiologica, con data warehouse, relazioni sanitarie, mappe di mortalità, indicatori ambientali e supporto alle decisioni tramite monitoraggi trimestrali della spesa e della qualità. Il modello è collegato anche al progetto PON-ATAS per le regioni Obiettivo 1.

Disposizioni transitorie, abrogazioni e durata

La legge abroga espressamente le precedenti leggi e disposizioni incompatibili in materia sanitaria e sostituisce il precedente Piano sanitario regionale. L’allegato originario del Piano regionale per la salute 2004-2006 è stato successivamente abrogato. Il testo consolidato contiene inoltre modifiche sopravvenute fino al 2025, ma molte previsioni restano legate a termini già spirati, a esercizi finanziari conclusi o a modelli organizzativi superati.

Obsolescenza del provvedimento

Il Piano è oggi sostanzialmente superato perché riferito a un triennio concluso, con allegato abrogato e numerose previsioni sostituite da riforme e atti successivi. Restano utili solo alcune disposizioni ricognitive o di principio, ma il provvedimento nel suo complesso non ha più attuale operatività programmatica. In particolare, i termini temporali e le misure di attuazione erano costruiti per il periodo 2004-2006 e non risultano più spendibili come disciplina vigente di programmazione.

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