Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 33567/2025 del 22/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Comune chiedeva la cassazione della sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva revocato il decreto ingiuntivo ottenuto contro la fideiussione prestata dalla impresa Del Gaudio a garanzia dell'appalto per la riqualificazione del palasport. La Corte territoriale aveva ritenuto che, in caso di risoluzione per inadempimento dell'appaltatore, la mancata redazione dello stato di consistenza dei lavori entro sei mesi dalla risoluzione equivalga alla mancata esecuzione del collaudo e comporti l'estinzione della garanzia. Il Comune contestava l'equiparazione tra stato di consistenza e collaudo e deduceva anche che risultasse provata la redazione dello stato di consistenza nei termini; sollevava inoltre questioni relative alla natura autonoma della garanzia e all'azione di ripetizione del garante.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune e ha dichiarato assorbiti i ricorsi incidentali condizionati di ELLEMME e GROUPAMA. Pur riconoscendo la necessità di correggere la motivazione della Corte d'appello, la Corte di legittimità ha confermato il risultato pratico: in caso di risoluzione del contratto per inadempimento, la stazione appaltante deve disporre contestualmente la redazione dello stato di consistenza con preavviso di 20 giorni e completare le relative attività entro un termine ragionevole. In mancanza, e salvo che l'impresa abbia impedito le operazioni, le garanzie si estinguono. La Corte ha fissato, per analogia iuris con il quadro normativo e la giurisprudenza, il termine di sei mesi dalla comunicazione di risoluzione come termine entro cui deve essere completata la redazione; non ha invece imposto che si proceda obbligatoriamente al collaudo quando i lavori sono stati interrotti dall'Amministrazione per inadempimento. Per la parziale novità della questione, le spese di giudizio sono compensate.

Norme richiamate

  • D.P.R. 554/1999, art. 121

    il responsabile del procedimento, nel comunicare all'appaltatore la determinazione di risoluzione del contratto, dispone, con preavviso di venti giorni, la redazione dello stato di consistenza dei lavori già eseguiti e l'inventario di materiali, macchine e mezzi d'opera

    La Corte ritiene che la disposizione impone alla stazione appaltante di disporre la redazione dello stato di consistenza con preavviso di 20 giorni; dalla comunicazione nasce l'onere di compiere tempestivamente gli atti correlati all'esercizio del potere di risoluzione.

  • D.P.R. 554/1999, artt. 187 e 192

    art. 187: il collaudo ha lo scopo di verificare e certificare che l'opera o il lavoro sono stati eseguiti a regola d'arte; art. 192: il collaudo deve concludersi entro sei mesi dall'ultimazione dei lavori

    Queste norme definiscono la funzione e il termine del collaudo. La Corte usa la funzione del collaudo per distinguere lo stato di consistenza (atto descrittivo) dal collaudo (atto valutativo), pur richiamando il termine di sei mesi come parametro ragionevole per completare gli adempimenti dell'Amministrazione.

  • D.M. 145/2000, art. 37

    il decorso del termine fissato dalla legge per il compimento delle operazioni di collaudo determina l'estinzione di diritto delle garanzie fideiussorie

    La Corte attribuisce rilievo all'art. 37 non per applicarlo per analogia legis, ma come elemento per un'analogia iuris che giustifichi l'individuazione di un termine entro il quale la stazione appaltante deve completare gli adempimenti a tutela della controparte, pena l'estinzione della garanzia.

  • D.lgs. 36/2023 (Nuovo Codice degli Appalti), allegato II.14 art. 13

    il collaudo ha lo scopo precipuo di attestare che l'opera o il lavoro siano stati eseguiti a regola d'arte secondo il progetto approvato e le relative prescrizioni tecniche

    Conferma la natura valutativa del collaudo e sostiene la distinzione tra collaudo e stato di consistenza; la norma è usata per ribadire che il collaudo non è richiesto quando l'opera è stata interrotta per grave inadempimento.

  • Codice civile, art. 1957

    Richiama il principio che le garanzie devono avere un termine oltre il quale si estinguono per il comportamento negligente del creditore; la Corte utilizza tale principio per fissare un termine ragionevole (sei mesi) entro cui l'Amministrazione deve adempiere agli oneri correlati alla risoluzione.

Massime di principio

  • In caso di risoluzione del contratto per grave inadempimento dell'appaltatore, la stazione appaltante non è obbligata a procedere al collaudo delle opere interrotte; il collaudo resta un atto valutativo legato al completamento dell'opera.
  • Alla comunicazione di risoluzione (art. 121 DPR 554/1999) deve essere disposta la redazione dello stato di consistenza con preavviso di 20 giorni; tale attività deve essere completata entro un termine ragionevole.
  • Per ragionevolezza e per uniformità normativa la Corte fissa il termine di sei mesi dalla comunicazione di risoluzione entro il quale la stazione appaltante deve concludere lo stato di consistenza; il mancato completamento nel termine comporta l'estinzione delle garanzie salvo che l'impresa abbia ostacolato le operazioni.
  • L'esercizio del potere potestativo di risoluzione è vincolato ai doveri di buona fede e correttezza: l'amministrazione non può usare la risoluzione per ottenere un vantaggio indebito senza assolvere gli oneri minimi a tutela dell'altra parte.
  • L'estinzione della garanzia vale anche se la garanzia è contrattualmente autonoma; l'assenza di causa o l'inazione prolungata del creditore giustificano lo svincolo del garante.
  • In conflitti simili la prova documentale della tempestiva redazione dello stato di consistenza o di un ostacolo imputabile all'appaltatore può ribaltare l'esito: conservare e produrre verbali, perizie e atti procedimentali è determinante.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.