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Legge

L.R. Basilicata 58/2021

DISPOSIZIONI IN MATERIA SANITARIA

Normativa regionaleL.R. Basilicata 58/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge rafforza l’assistenza territoriale in Basilicata istituendo Case della comunità, COT, infermiere di famiglia/comunità e servizi infermieristici territoriali, promuovendo telemedicina e FSE. Prevede anche proroghe/stabilizzazioni del personale assunto per l’emergenza COVID ed esenzioni concorsuali. Le norme risultano coordinate con il DM 77/2022 e con interventi successivi del 2023 e 2025.

Disposizioni per l’assistenza sanitaria territoriale, l’infermiere di famiglia e le misure per il personale COVID in Basilicata

Disposizioni in materia sanitaria e assistenza territoriale in Basilicata

La legge disciplina il rafforzamento dell’assistenza sanitaria territoriale nella Regione Basilicata, con particolare attenzione alle cure primarie, alla presa in carico dei pazienti cronici, alla telemedicina e al personale infermieristico. Contiene inoltre misure straordinarie per il personale assunto per l’emergenza COVID-19.

Finalità della legge

La disciplina mira a:

  • potenziare l’assistenza territoriale e domiciliare;
  • rivedere il modello organizzativo distrettuale valorizzando i professionisti sanitari;
  • ridurre accessi impropri in Pronto Soccorso, degenze e riammissioni ospedaliere;
  • favorire telemedicina e teleconsulto per il monitoraggio dei pazienti, soprattutto cronici;
  • abbattere le liste di attesa per visite di controllo e limitare gli spostamenti verso gli ospedali.

Case della comunità e centrali operative territoriali

In ogni distretto della salute il servizio sanitario regionale istituisce:

  • le Case della comunità;
  • le Centrali operative territoriali (COT).

L’assetto deve essere coerente con il modello organizzativo dell’assistenza territoriale previsto dal DM Salute n. 77/2022.

Le Case della comunità sono concepite come luoghi di cura a offerta multiprofessionale, basati sull’integrazione tra professionisti sanitari e sociali. Vi operano medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti, infermieri di famiglia e comunità, altri professionisti della salute e assistenti sociali.

Tra i servizi minimi indicati figurano:

  • cure primarie;
  • punto unico di accesso;
  • punto prelievo;
  • servizi diagnostici di base;
  • servizi ambulatoriali specialistici;
  • sistema integrato di prenotazione;
  • assistenza domiciliare di base;
  • integrazione con i servizi sociali;
  • percorsi di prevenzione, sanità d’iniziativa ed educazione sanitaria;
  • servizi infermieristici previsti dal DM 77/2022;
  • continuità assistenziale secondo la normativa richiamata.

Le COT svolgono funzioni di facilitazione, orientamento e governo della rete sociosanitaria distrettuale, coordinando assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale e favorendo la presa in carico della persona e il raccordo tra i diversi professionisti e servizi.

Farmacie dei servizi e attività di comunità

Le farmacie operanti nei distretti territoriali della Regione Basilicata svolgono le attività previste dalle linee di indirizzo sulla sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di comunità. Tra le attività indicate vi sono:

  • servizi cognitivi, come monitoraggio dell’aderenza terapeutica e riconciliazione della terapia;
  • servizi di front-office collegati al fascicolo sanitario elettronico;
  • prestazioni analitiche di prima istanza, telemedicina e partecipazione alle campagne di screening.

Infermiere di famiglia e di comunità

Nell’ambito del sistema delle cure primarie, gestito dalle aziende sanitarie locali competenti, sono istituiti i servizi di infermiere di famiglia e di comunità. Essi sono destinati al cittadino, ai medici di cure primarie e alle autonomie locali.

La Regione favorisce:

  • l’esercizio associato dell’attività dei medici di cure primarie e degli infermieri di famiglia e comunità;
  • l’erogazione delle prestazioni preferibilmente nelle Case della comunità;
  • l’uso di tecnologie informatiche per telemedicina, teleconsulto, telemonitoraggio e teleriabilitazione, anche in sinergia con le farmacie.

Per il telemonitoraggio, i pazienti con patologie idonee devono essere dotati di dispositivi certificati in grado di trasmettere i parametri vitali e segnalare l’andamento clinico al personale sanitario. La disciplina richiama le linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina.

Fascicolo sanitario elettronico e telemedicina

Ogni persona deve essere dotata del proprio fascicolo sanitario elettronico (FSE), consultabile nel rispetto delle modalità stabilite dalla normativa statale richiamata, a tutela dell’interessato. Il fascicolo è arricchito con i dati rilevati dai dispositivi in uso ai pazienti cronici, sempre nel rispetto della disciplina del FSE.

Rapporto di lavoro e dotazione degli infermieri di famiglia/comunità

Il rapporto di lavoro dell’infermiere di famiglia/comunità con il Servizio sanitario regionale è a tempo indeterminato subordinato.

Le aziende e gli enti del Servizio sanitario regionale devono reclutare personale in misura tale da rispettare la proporzione di 8 unità infermieristiche ogni 50.000 abitanti.

La copertura economica è assicurata dalle risorse stanziate dalla legge, entro i limiti previsti dalla normativa statale richiamata in materia di finanziamento dell’infermieristica territoriale.

Servizio infermieristico territoriale regionale

Gli ambulatori infermieristici territoriali – Case della salute – e gli infermieri di famiglia costituiscono il servizio infermieristico territoriale regionale.

Le modalità organizzative sono demandate a una deliberazione della Giunta regionale, proposta dall’Assessore competente. Il testo consolidato evidenzia che i precedenti commi relativi al responsabile dell’area territoriale e al coordinamento da parte del Direttore infermieristico sono stati abrogati.

Direttore infermieristico

La previsione originaria sul Direttore infermieristico risulta successivamente abrogata. Nel testo consolidato non restano quindi in vigore le disposizioni che definivano criteri di nomina, requisiti e funzioni del Direttore infermieristico.

Misure per il personale sanitario assunto per l’emergenza COVID-19

Le aziende sanitarie indicate e l’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” possono prorogare i rapporti di lavoro a tempo determinato del personale sanitario assunto per fronteggiare l’emergenza SARS-CoV-2/COVID-19 fino a un massimo complessivo di 36 mesi di servizio.

Allo scadere di tale limite, nel rispetto del piano triennale dei fabbisogni di personale e delle condizioni previste dalla normativa vigente, è possibile procedere alla stabilizzazione a tempo indeterminato ai sensi della disciplina statale sulla stabilizzazione del personale precario.

Le proroghe e le stabilizzazioni devono comunque rispettare i tetti di spesa e le percentuali previsti dalle norme statali.

Gli operatori sanitari e gli operatori tecnici specializzati autisti di ambulanza, assunti a termine per l’emergenza COVID-19, che partecipano ai concorsi unici regionali sono esentati da eventuali prove preselettive e accedono direttamente alle fasi successive.

Le stesse disposizioni si applicano anche all’IRCCS CROB di Rionero in Vulture e a tutto il personale del Servizio sanitario regionale, sia dell’area dirigenza sia dell’area comparto.

Estensione alle forme di lavoro autonomo o interinale

Le misure per il personale emergenziale COVID si applicano anche al personale assunto a tempo determinato con rapporto di lavoro autonomo e/o diverso, compreso l’interinale, nei limiti della percentuale di riserva dei posti prevista dalla normativa statale richiamata.

Copertura finanziaria

Le attività relative agli ambulatori infermieristici territoriali, all’infermiere di famiglia e al direttore infermieristico sono finanziate dall’ASP e dall’ASM tramite apposito capitolo del fondo in dotazione.

Per l’anno 2021 il finanziamento proviene dalle risorse della Missione 13, Programma 03, in particolare dai trasferimenti previsti dal D.L. 34/2020; per gli anni 2022 e 2023 le risorse gravano sul Fondo sanitario secondo quanto previsto dallo stesso decreto-legge.

Per il personale COVID, la legge dichiara che non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale e che la copertura avviene con le risorse trasferite alle aziende sanitarie, sui fondi ordinari del SSR e, se disponibili, sui fondi straordinari nazionali per l’emergenza.

Regolamento attuativo e rinvii normativi

La Giunta regionale deve approvare un regolamento attuativo entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, per disciplinare gli ulteriori aspetti applicativi nel rispetto della normativa vigente.

Nell’applicazione della legge devono essere rispettati:

  • l’art. 20, comma 11-bis, del d.lgs. 75/2017;
  • le lettere a) e b) del comma 268 dell’art. 1 della l. 234/2021;
  • il DM Salute n. 77/2022;
  • i vincoli euro-unitari, internazionali e statali richiamati.

Decorrenza e regime attuale

La legge è stata dichiarata urgente ed è entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata.

Nel testo coordinato risultano inoltre recepite modifiche del 2023 e del 2025, con abrogazione di alcuni commi originari relativi all’organizzazione interna del servizio infermieristico e al Direttore infermieristico. La parte ancora operativa riguarda soprattutto assistenza territoriale, telemedicina, FSE e gestione del personale COVID.

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