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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7361/2025 del 21/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Bernardini proponeva ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che aveva rigettato l'istanza congiunta di concessione dei benefici penitenziari della detenzione domiciliare e dell'affidamento in prova al servizio sociale. La censura sosteneva violazione di legge e vizio di motivazione ex artt. 47 e 47-ter l. 354/1975: il Tribunale di sorveglianza avrebbe valutato in modo incongruo il progetto rieducativo proposto, basandosi solo sui pregiudizi penali, e non avrebbe adeguatamente considerato l'età avanzata (ultrasettantenne) del ricorrente come fattore favorevole al beneficio.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso di Bernardini come infondato. Ritiene che il Tribunale di sorveglianza di Palermo abbia valutato correttamente e congruamente il materiale probatorio e il compendio informativo: la pluralità e la gravità dei pregiudizi penali riferiti a fatti commessi tra il 1973 e il 2018, l'assenza di un concreto e autonomo percorso di revisione critica dei precedenti comportamenti criminosi e la spiccata personalità criminale giustificano il giudizio prognostico negativo sull'idoneità del benefici richiesti. La Corte sottolinea inoltre che l'età (ultrasettantenne) non comporta la concessione automatica della detenzione domiciliare. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario), artt. 47 e 47-ter

    Le norme sono state interpretate nella loro funzione di valutare la meritevolezza e la prognosi del condannato ai fini della concessione delle misure alternative; non prevedono automatismi e richiedono valutazione della personalità criminale e del percorso trattamentale

  • Sez. 1, n. 31420 del 05/05/2015, Incarbone, Rv. 264602 - 01

    Sez. 1, n. 31420 del 05/05/2015, Incarbone, Rv. 264602 - 01

    Principio secondo cui, oltre alla natura e gravita' dei reati, è necessario valutare i comportamenti successivi del condannato e la presenza di elementi positivi che consentano un giudizio prognostico favorevole

  • Sez. 1, n. 8712 del 08/02/2012, Tanzi, Rv. 252291 - 01

    Sez. 1, n. 8712 del 08/02/2012, Tanzi, Rv. 252291 - 01

    Affermato che la detenzione domiciliare non deve essere concessa automaticamente agli ultrasettantenni; è sempre necessaria la valutazione della meritevolezza e dell'idoneità a facilitare il reinserimento sociale

  • Sez. 1, n. 10586 del 08/02/2019, Catalano; Sez. 1, n. 33287 del 11/06/2013, Pantaleo; Sez. 1, n. 18388 del 20/02/2008, Cesarini

    citazioni giurisprudenziali menzionate nel provvedimento

    Richiamano l'orientamento consolidato che richiede il vaglio dei comportamenti antecedenti e successivi alla commissione dei reati e la valutazione del processo di revisione critica per formare un giudizio prognostico sulla concessione dei benefici

Massime di principio

  • La concessione di misure alternative (detenzione domiciliare, affidamento in prova) richiede una valutazione prognostica complessiva che consideri gravità e natura dei reati, comportamento successivo e percorso trattamentale; non è sufficiente il solo avanzare dell'età.
  • La presenza di numerosi pregiudizi penali e di una carriera delinquenziale protratta nel tempo è elemento rilevante e legittimo motivo per un giudizio prognostico negativo.
  • L'appello in sede di cassazione non può essere utilizzato per una rivalutazione globale dei fatti e delle prove quando il giudice di merito abbia motivato congruamente; è necessario indicare specifici vizi di legge o di motivazione.
  • Per aumentare le possibilità di ottenere benefici penitenziari, il richiedente deve dimostrare, con documentazione processuale, un percorso concreto e riconoscibile di revisione critica (terapie, percorsi formativi, riconoscimento del disvalore delle condotte) e indicatori positivi di basso rischio di recidiva.
  • L'essere ultrasettantenne facilita la valutazione ma non determina automaticamente la concessione della detenzione domiciliare: va sempre valutata la meritevolezza e l'idoneità al reinserimento sociale.

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