Cassazione Penale, Sentenza n. 37190/2024 del 09/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile per tardività la richiesta di rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p., conseguente alla conoscenza di una cartella esattoriale collegata a una sentenza del Giudice di pace di Livorno. Il punto controverso riguardava il dies a quo del termine di 30 giorni: la Corte territoriale aveva ritenuto che la conoscenza del procedimento derivasse dalla cartella esattoriale datata 17/04/2023 e che l'istanza inviata il 24/05/2023 fosse pertanto tardiva; il ricorrente sosteneva invece che la cartella, consegnata brevi manu e generica nel contenuto, non consentiva di individuare il procedimento penale e che la reale individuazione del fascicolo era avvenuta il 03/05/2023 (con ricezione dei documenti il 09/05/2023), rendendo tempestiva l'istanza del 24/05/2023.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando per nuovo giudizio alla Corte di appello di Firenze. Ha affermato che la mera notifica di una cartella esattoriale con riferimento generico all'ufficio giudiziario non può costituire il dies a quo per la proposizione della richiesta di rescissione del giudicato; la Corte territoriale avrebbe dovuto valutare la data in cui il ricorrente ha effettivamente individuato il procedimento penale (e, se necessario, avvalersi dei propri poteri di acquisizione di informazioni, ad es. presso l'Agenzia delle Entrate) prima di dichiarare l'istanza tardiva.
Norme richiamate
termine di trenta giorni decorrente dal momento in cui egli abbia avuto conoscenza del procedimento
La Corte interpreta il dies a quo come il momento in cui il condannato ha conoscenza effettiva e identificativa del procedimento penale oggetto della sentenza da rescindere; una cartella esattoriale con riferimento generico all'ufficio non è sufficiente a far decorrere il termine
Giurisprudenza: Sez. 1, n. 32267 del 30/10/2020 (Scimone), Rv. 279994
riferimento alla notifica dell'ordine di esecuzione quale forma di conoscenza anche in assenza della conoscenza completa dei contenuti del provvedimento
La Corte richiama il precedente per distinguere la situazione dell'ordine di esecuzione (che esplicita elementi identificativi) dalla cartella esattoriale generica; il precedente non si applica automaticamente quando la cartella non consente l'identificazione del procedimento
Massime di principio
- Il termine di 30 giorni previsto dall'art. 629-bis c.p.p. decorre dalla data in cui il condannato ha effettiva conoscenza identificativa del procedimento penale; non basta una notifica generica che non consente di risalire al fascicolo.
- La notifica di un ordine di esecuzione o di un atto che contenga riferimenti puntuali (numero di ruolo, ufficio, passaggi procedurali) può far decorrere il termine, perché fornisce gli elementi necessari per proporre l'istanza di rescissione.
- Quando il ricorrente allega documenti alternativi (es. estratto del ruolo dell'Agenzia delle Entrate) che indicano data di conoscenza, il giudice deve valutare la loro idoneità e può, se necessario, acquisire d'ufficio informazioni presso enti terzi per verificare le allegazioni.
- In caso di consegna brevi manu di una cartella esattoriale, è utile comprovare la data di ricezione e cercare elementi che consentano di individuare il procedimento penale; la mancanza di relata non esclude automaticamente l'efficacia della conoscenza, ma grava sul ricorrente l'onere di dimostrare l'effettiva identificazione del fascicolo entro il termine.
- La tempestività della presentazione via PEC deve essere valutata in relazione alla data in cui è iniziata la decorrenza del termine; se la conoscenza effettiva del procedimento è successiva alla cartella generica, il termine decorre da tale momento di effettiva individuazione.
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