Prescrizioni del Garante n. 396 del 24/11/2022
Provvedimento del 24 novembre 2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Garante ha esaminato il reclamo di un interessato contro telefree.it e Google LLC relativo alla permanenza online di un articolo su vicende giudiziarie risalenti e non aggiornate agli esiti successivi favorevoli. Ha ritenuto infondata la richiesta di cancellazione del contenuto dal sito, ma ha dichiarato l’illiceità della prolungata diffusione in rete tramite motori di ricerca esterni di informazioni obsolete e non aggiornate. Preso atto che l’articolo era stato rimosso e che il sito risultava inattivo, l’Autorità ha disposto l’ammonimento del gestore del sito per la mancata informativa e per il mancato riscontro ai diritti dell’interessato, senza adottare ulteriori prescrizioni o misure nei confronti di Google LLC.
Ammonimento a carico del gestore di telefree.it per diffusione online di notizia giornalistica non aggiornata e mancato riscontro ai diritti dell’interessato
Ammonimento al gestore di telefree.it per notizia giornalistica non aggiornata e mancato riscontro ai diritti
Il Garante ha esaminato un reclamo proposto da un interessato contro il sito telefree.it e Google LLC in relazione alla permanenza online di un articolo relativo a una vicenda giudiziaria risalente, successivamente definita in modo favorevole all’interessato. Il procedimento ha riguardato sia la richiesta di cancellazione dei dati sia la mancata possibilità di contattare il titolare del sito per esercitare i diritti previsti dal GDPR.
Origine del procedimento e posizioni delle parti
Il reclamante ha rappresentato di essere stato condannato in un primo momento e successivamente prosciolto in appello; ha quindi contestato che l’articolo pubblicato sul sito, tratto da altra fonte giornalistica, continuasse a essere reperibile in rete senza aggiornamento agli sviluppi successivi. Ha inoltre segnalato che il sito non indicava gli estremi identificativi del titolare né canali utili per l’esercizio dei diritti.
Google LLC ha riscontrato la richiesta negando la rimozione del risultato di ricerca, ritenendo persistente l’interesse del pubblico a conoscere informazioni su gravi condotte di rilievo penale connesse al ruolo professionale dell’interessato. Quest’ultimo ha replicato che, decorso un lungo lasso di tempo e in assenza di aggiornamenti, non poteva più ravvisarsi un interesse pubblico attuale alla diffusione della notizia.
Accertamenti del Garante sul sito e sul gestore
L’Autorità ha attivato il Nucleo Privacy della Guardia di Finanza per individuare il gestore del sito telefree.it, identificato nel sig. Salvatore Caruso. In risposta alle richieste di informazioni, questi ha dichiarato di essere il titolare del sito, di aver riscontrato problemi tecnici che avevano reso inutilizzabile l’indirizzo e-mail pubblicato e di aver provveduto immediatamente alla cancellazione della notizia, effettuata anche alla presenza del Nucleo Privacy.
Quadro normativo richiamato
Nel provvedimento sono richiamati il Regolamento (UE) 2016/679 e il Codice privacy, con riferimento in particolare alle norme sul trattamento per finalità giornalistiche e assimilabili. L’Autorità richiama:
- gli artt. 5, par. 1, lett. a) e d), 12, 13, 14, 17, par. 3, lett. d), 55, par. 1, 58, par. 2, e 89 GDPR;
- gli artt. 136 ss., 137, comma 3, e 102, comma 2, lett. a), del Codice;
- l’art. 6 delle Regole deontologiche relative al trattamento di dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica.
Valutazione sulla pubblicazione originaria e sulla successiva diffusione online
Il Garante ha distinto tra la pubblicazione originaria della notizia, ritenuta lecita perché effettuata nell’esercizio del diritto di cronaca giornalistica e coerente con l’interesse del pubblico al momento della diffusione, e la successiva permanenza online del contenuto. Quest’ultima è stata giudicata problematica in quanto l’articolo, risalente nel tempo e non aggiornato agli esiti favorevoli per l’interessato, continuava a circolare tramite motori di ricerca esterni al sito in contrasto con i principi di correttezza ed esattezza.
Secondo l’Autorità, in casi di questo tipo, le informazioni dovrebbero essere conservate in una sezione di archivio del sito, accessibile come archivio storico-documentaristico, e non esposte alla libera indicizzazione esterna. In tale prospettiva viene richiamato anche il limite al diritto di cancellazione previsto dall’art. 17, par. 3, lett. d), GDPR, per i trattamenti a fini di archiviazione nel pubblico interesse.
Violazioni riscontrate in materia di informativa e diritti
Il Garante ha rilevato che il sito non forniva informazioni idonee a consentire agli interessati di esercitare i diritti di cui agli artt. 15-22 GDPR. In particolare, mancavano indicazioni utili sul titolare del trattamento e il solo indirizzo e-mail indicato risultava da tempo disattivato.
Tale situazione è stata ritenuta una violazione degli obblighi di cui agli artt. 12, 13 e 14 GDPR, che impongono di agevolare l’esercizio dei diritti e di fornire un’informativa completa con i dati di contatto del titolare e gli elementi necessari per comunicare con esso.
Esito del reclamo e misure adottate
L’Autorità ha dichiarato infondata la domanda di cancellazione dei dati contenuti nell’articolo, ma ha dichiarato l’illiceità della prolungata diffusione in rete, tramite motori di ricerca esterni, di informazioni obsolete e non aggiornate. Ha tuttavia preso atto che l’articolo era stato rimosso dal titolare, con conseguente cessazione della reperibilità anche su Google, e che il sito risultava non più attivo, con dominio posto in vendita.
Alla luce di tali circostanze il Garante ha escluso la necessità di adottare ulteriori provvedimenti sia nei confronti di telefree.it sia nei confronti di Google LLC, e ha ritenuto non vi fossero i presupposti per prescrivere misure volte a rendere nuovamente conforme l’informativa del sito.
Ammonimento e annotazione interna
Pur in assenza di sanzione pecuniaria, il Garante ha ritenuto proporzionato applicare la misura dell’ammonimento ex art. 58, par. 2, lett. b), GDPR nei confronti di Salvatore Caruso, in qualità di titolare/gestore del sito telefree.it. L’ammonimento è stato motivato con l’inosservanza delle regole sul trattamento a fini giornalistici e con la mancata predisposizione di un’informativa e di canali di contatto adeguati, nonché con il mancato e tempestivo riscontro ai diritti dell’interessato.
L’Autorità ha inoltre disposto l’annotazione della misura nel registro interno ai sensi dell’art. 57, par. 1, lett. u), GDPR e dell’art. 17 del regolamento del Garante n. 1/2019.
Opposizione
Avverso il provvedimento è ammessa opposizione davanti all’autorità giudiziaria ordinaria ai sensi dell’art. 78 GDPR e degli artt. 152 del Codice e 10 del d.lgs. 150/2011, entro 30 giorni dalla comunicazione, o 60 giorni se il ricorrente risiede all’estero.
Punti principali
Origine del procedimento e richieste dell’interessato
Il procedimento nasce da un reclamo ex art. 77 GDPR presentato dall’interessato contro telefree.it e Google LLC. L’interessato chiedeva la cancellazione dei propri dati dal sito, la comunicazione degli estremi del gestore e la rimozione dai risultati di ricerca dell’URL dell’articolo, sostenendo che la notizia fosse risalente, non aggiornata e lesiva alla luce degli sviluppi giudiziari successivi a lui favorevoli.
Accertamenti sul gestore del sito e sul mancato riscontro
Su richiesta dell’Autorità, il Nucleo Privacy della Guardia di Finanza ha individuato il soggetto collegato al sito nel sig. Salvatore Caruso, che ha poi dichiarato di esserne il titolare. Il gestore ha riferito che l’indirizzo e-mail presente sul sito era da tempo non funzionante, circostanza che avrebbe impedito il riscontro alla richiesta dell’interessato.
Valutazione sulla richiesta di cancellazione
Il Garante ha ritenuto che, al momento della pubblicazione originaria, la notizia fosse stata diffusa nell’esercizio del diritto di cronaca giornalistica e quindi non illecitamente. Ha però distinto tale fase dalla successiva prolungata reperibilità online dell’articolo, non aggiornato rispetto agli esiti favorevoli per l’interessato, osservando che in quel contesto il contenuto avrebbe dovuto essere conservato in un’area di archivio e non indicizzato liberamente dai motori di ricerca esterni.
Violazioni rilevate
L’Autorità ha ritenuto sussistente la violazione degli artt. 12, 13 e 14 GDPR per la mancata indicazione sul sito di informazioni idonee a consentire l’esercizio dei diritti e per l’assenza di canali di contatto effettivamente funzionanti. Ha inoltre rilevato che la diffusione prolungata di informazioni obsolete e non aggiornate contrastava con i principi di correttezza e esattezza di cui all’art. 5, par. 1, lett. a) e d), GDPR.
Esiti del reclamo e misura adottata
Il Garante ha dichiarato infondata la richiesta di cancellazione del contenuto avanzata nei confronti di telefree.it, ma ha dichiarato l’illiceità della diffusione online della notizia tramite motori di ricerca esterni. Preso atto della rimozione dell’articolo, della conseguente cessazione della reperibilità in rete e dell’inattività del sito, ha ritenuto non necessari ulteriori provvedimenti correttivi o prescrittivi nei confronti di telefree.it e Google LLC. Nei confronti del gestore del sito ha applicato la misura dell’ammonimento ex art. 58, par. 2, lett. b), GDPR.
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