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Messaggio

Messaggio numero 142 del 30-4-2001

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il documento chiarisce che, per stabilire quale pensione integrare al minimo quando vi sono più pensioni o pensioni ai superstiti, vanno considerate tutte le contribuzioni utilizzate per la liquidazione, anche se provenienti da gestioni diverse, con esclusione dei contributi volontari e successivi alla decorrenza.

Chiarimenti sull'integrazione al minimo in caso di plurititolarità pensionistica e conteggio delle 781 settimane

Chiarimenti sull'integrazione al minimo in caso di plurititolarità pensionistica

Il documento fornisce un chiarimento interpretativo sulla scelta della pensione da integrare al trattamento minimo nei casi di plurititolarità insorti dal 14 giugno in poi. L’attenzione è posta sul requisito delle 781 settimane di contribuzione obbligatoria, effettiva e figurativa, necessario per individuare la pensione sulla quale spetta l’integrazione.

Questione interpretativa posta dalla struttura periferica

Una struttura periferica ha chiesto se, nel caso di titolarità di più pensioni a carico della stessa gestione dei lavoratori autonomi, ai fini del calcolo delle 781 settimane debbano essere considerati:

  • solo i contributi che hanno determinato la liquidazione nella medesima gestione;
  • oppure anche l’eventuale contribuzione mista complessiva, a carico di più gestioni, utilizzata per la liquidazione della pensione.

Il dubbio nasce con riferimento al punto 4.1, lettera b), della circolare n. 125 del 30 giugno 2000, che prevede che, tra pensione diretta e pensione ai superstiti a carico della stessa gestione, l’integrazione al minimo spetti di regola sulla pensione diretta, salvo che una delle pensioni risulti costituita con almeno 781 settimane di contribuzione utile.

Regola confermata per il calcolo delle 781 settimane

Il chiarimento stabilisce che, per accertare il requisito delle 781 settimane, devono essere considerati tutti i contributi utilizzati per la liquidazione della pensione, purché rientrino nelle categorie ammesse:

  • contributi obbligatori;
  • contributi effettivi;
  • contributi figurativi.

Restano esclusi:

  • i contributi volontari;
  • i contributi riferiti a periodi successivi alla data di decorrenza della pensione.

Ai fini del requisito non rileva che tali contributi siano stati versati in gestioni diverse: ciò che conta è che siano stati effettivamente utilizzati per la liquidazione della pensione.

Applicazione ai casi di pensione di reversibilità nel FPLD

Il documento estende lo stesso criterio anche al caso di pensione di reversibilità liquidata nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD), derivante da una pensione diretta inizialmente liquidata con un numero di settimane di contribuzione obbligatoria inferiore a 781.

Se la pensione di reversibilità comprende anche contribuzione versata dal dante causa in una delle gestioni dei lavoratori autonomi, successivamente alla liquidazione della pensione diretta, tale contribuzione deve essere computata ai fini dell’accertamento del requisito delle 781 settimane.

Effetto pratico del chiarimento

In sintesi, il criterio applicativo è unitario: per individuare la pensione da integrare al minimo non si guarda solo alla contribuzione maturata in una singola gestione, ma a tutta la contribuzione utile effettivamente utilizzata per la liquidazione del trattamento, anche se distribuita tra più gestioni. Questo vale sia per le pensioni dirette e ai superstiti nella stessa gestione, sia per le reversibilità nel FPLD con contribuzione proveniente da gestioni autonome.

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