Consultazione preventiva per adozione della DPIA n. 455 del 04/08/2025
Provvedimento del 4 agosto 2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Garante ha espresso parere favorevole sulla valutazione d'impatto relativa al sistema CEREBRO, piattaforma del Dipartimento della pubblica sicurezza destinata al supporto delle indagini patrimoniali. Il provvedimento esamina basi giuridiche, architettura del sistema, modalità di acquisizione ed elaborazione dei dati, rischi per gli interessati e misure a tutela dei diritti, con particolare attenzione all'uso improprio del termine web scraping e alle garanzie per accesso, rettifica e cancellazione. A seguito di interlocuzioni con l'Ufficio, la DPIA è stata aggiornata in modo ritenuto conforme ai principi del d.lgs. 51/2018, escludendo raccolte massive e indiscriminate dal web e introducendo specifiche misure informative e organizzative.
Ministero dell'interno - Dipartimento della pubblica sicurezza: parere favorevole sulla DPIA del sistema CEREBRO per il supporto alle indagini patrimoniali
Parere favorevole sulla DPIA del sistema CEREBRO per le indagini patrimoniali
Il Garante ha esaminato, in sede di consultazione preventiva ex art. 24 del d.lgs. 51/2018, la valutazione di impatto presentata dal Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'interno per il sistema CEREBRO, piattaforma di analisi ed elaborazione dati a supporto delle indagini patrimoniali. Il provvedimento ricostruisce il funzionamento del sistema, le fonti informative utilizzate, i profili di rischio e le garanzie introdotte a tutela degli interessati, con esito finale favorevole.
Origine del procedimento e descrizione del sistema
Il Ministero ha trasmesso l'istanza il 17 giugno 2024, rappresentando un trattamento finalizzato alle attività di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati, nonché all'esecuzione di sanzioni penali. CEREBRO è qualificato come una piattaforma centralizzata che consente il supporto alle indagini patrimoniali svolte dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato e dalle Questure, mediante acquisizione di dati da fonti istituzionali esterne e successiva elaborazione automatizzata.
Il sistema opera attraverso due macro-funzioni:
- acquisizione dei dati da registri e banche dati istituzionali, oltre all'inserimento di dati strutturati da parte di operatori autorizzati;
- elaborazione dei dati per evidenziare eventuali disponibilità finanziarie e patrimoniali sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati, con produzione di report di indagine.
Basi giuridiche richiamate
Nella DPIA vengono richiamate come fonti legittimanti:
- la legge 1° aprile 1981, n. 121;
- il R.D. 18 giugno 1931, n. 773;
- il d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (Codice antimafia);
- l'art. 321 c.p.p. sul sequestro preventivo.
Il Garante ha ritenuto tali fonti idonee a sorreggere il trattamento oggetto della consultazione, escludendo rilievi sulla base normativa.
Conservazione dei dati e ciclo di vita del trattamento
La DPIA descrive il trattamento come temporaneo e scandito da un ciclo di vita legato all'indagine: apertura del fascicolo digitale, acquisizione, elaborazione e conservazione fino alla cancellazione o anonimizzazione. La chiusura del fascicolo corrisponde alla cessazione dell'esigenza ai sensi dell'art. 8, comma 3, del d.P.R. n. 15/2018; da tale momento decorre un termine massimo di conservazione di dieci anni, al termine del quale i dati sono automaticamente cancellati.
Istruzione, richieste dell'Ufficio e chiarimenti del titolare
L'Ufficio del Garante, con osservazioni preliminari del 27 settembre 2024, ha chiesto chiarimenti su:
- convenzioni e modalità di accesso alle banche dati esterne;
- tipologie di dati e modalità di imputazione;
- compatibilità del web scraping con i divieti previsti dalle convenzioni;
- misure per garantire l'esattezza dei dati;
- effetti sui diritti degli interessati e ruolo dell'intervento umano.
A seguito della riunione di lavoro del 13 febbraio 2025 e degli ulteriori scambi documentali, il Dipartimento ha fornito chiarimenti sulle logiche di calcolo sperequativo, sull'uso dei servizi ISTAT per determinare soglie di povertà, spese minime o spese medie mensili, e sulla verifica da parte degli operatori delle eventuali difformità dei dati estratti.
Profili di rischio e criticità iniziali
Nella nota del 21 luglio 2025, il Garante ha rilevato che il sistema comporta un rischio elevato per i diritti e le libertà degli interessati, anche per l'uso di tecnologie e algoritmi nuovi. In particolare, sono stati evidenziati:
- l'ambiguità del termine web scraping nella DPIA, che non escludeva in modo sufficientemente chiaro raccolte massiva e indiscriminata di dati dal web;
- la carenza di misure specifiche per assicurare l'esercizio dei diritti di accesso, rettifica e cancellazione.
L'Ufficio ha quindi chiesto una nuova versione della DPIA che escludesse esplicitamente attività di raccolta massiva dalla rete e introducesse garanzie puntuali per i diritti degli interessati.
Adeguamenti introdotti nella DPIA finale
La versione aggiornata, trasmessa il 22 luglio 2025, è stata ritenuta conforme. In particolare, il documento finale precisa che l'estrazione automatica riguarda solo banche dati che non offrono servizi di cooperazione applicativa e che ciò non configura web scraping inteso come raccolta massiva e indiscriminata di dati personali dalla rete.
Quanto alle garanzie per gli interessati, la DPIA prevede che:
- l'informativa ex art. 10, comma 1, d.lgs. 51/2018 sia pubblicata sul sito istituzionale della Polizia di Stato, nella sezione privacy dedicata al sistema CEREBRO;
- l'informativa indichi i diritti di accesso, rettifica, cancellazione e limitazione;
- le istanze siano rivolte a un punto di contatto presso l'Ufficio affari generali della Direzione centrale anticrimine, anche tramite PEC;
- siano adottate specifiche misure tecniche e organizzative per rispondere nei tempi previsti.
Valutazione finale del Garante
Il Garante ha preso atto che la DPIA aggiornata esclude ogni attività di web scraping massiva e indiscriminata e introduce misure idonee a garantire i diritti degli interessati. Alla luce di ciò, ha espresso parere favorevole sulla valutazione di impatto relativa al sistema CEREBRO, ritenendola conforme ai principi e alle regole applicabili ai trattamenti per finalità di polizia ai sensi del d.lgs. 51/2018.
Punti principali
Oggetto della consultazione preventiva
Il Ministero dell'interno - Dipartimento della pubblica sicurezza ha chiesto la consultazione preventiva ai sensi dell'art. 24 del d.lgs. 51/2018 sulla DPIA relativa al sistema CEREBRO, un sistema di analisi ed elaborazione dati a supporto delle indagini patrimoniali svolte dalla Direzione centrale anticrimine e dalle Questure.
Funzionamento del sistema CEREBRO
CEREBRO è descritto come una piattaforma software centralizzata che acquisisce dati da fonti istituzionali esterne e da inserimenti manuali degli operatori, per elaborarli mediante modelli di calcolo sperequativo e produrre report di indagine utili a individuare disponibilità finanziarie e patrimoniali sproporzionate rispetto ai redditi dichiarati.
Rilievi istruttori e aggiornamento della DPIA
L'Ufficio del Garante ha chiesto chiarimenti su fonti dei dati, convenzioni, modalità di acquisizione, uso del web scraping, esattezza dei dati e garanzie per i diritti degli interessati. Dopo lo scambio di osservazioni, la riunione del 13 febbraio 2025 e ulteriori interlocuzioni, il Dipartimento ha trasmesso una versione aggiornata della DPIA.
Valutazioni sul web scraping
Il Garante ha ritenuto necessario chiarire che il sistema non ricorre a raccolta massiva e indiscriminata di dati personali dalla rete. Nella versione finale la DPIA precisa che l'estrazione automatica avviene solo da banche dati specifiche e non integra un'attività di web scraping a strascico.
Garanzie per i diritti degli interessati
La DPIA aggiornata prevede che l'informativa ex art. 10, comma 1, d.lgs. 51/2018 sia pubblicata sul sito della Polizia di Stato e che gli interessati possano esercitare accesso, rettifica, cancellazione e limitazione tramite il punto di contatto individuato presso l'Ufficio affari generali della Direzione centrale anticrimine, anche via PEC.
Esito del procedimento
Il Garante ha concluso che la DPIA, come aggiornata, è conforme ai principi e alle regole in materia di protezione dei dati personali nel contesto dei trattamenti per finalità di polizia e ha espresso parere favorevole ai sensi dell'art. 24 del d.lgs. 51/2018.
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