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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9967/2025 del 12/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gli eredi di Santoro Tommaso hanno chiesto, con incidente di esecuzione, il dissequestro e la restituzione di beni (denaro e monili, anche in cassette di sicurezza intestate fittiziamente a terzi) sottoposti a sequestro nel procedimento penale che aveva visto imputato Santoro, deceduto. Il Tribunale aveva in precedenza dichiarato estinti i reati per morte dell'imputato e disposto la restituzione dei beni agli aventi diritto con la sentenza del 13/02/2024. Nel provvedimento impugnato il Tribunale ha rigettato l'istanza ritenendo non dimostrata la titolarità dei beni e rimandando la valutazione al processo rispetto agli imputati superstiti. I ricorrenti hanno censurato la decisione per violazione del diritto al contraddittorio (il Tribunale si sarebbe limitato ad acquisire il parere del Pubblico Ministero) e per avere omesso di riconoscere la titolarità dei beni agli eredi, nonostante la documentazione prodotta e i provvedimenti di sequestro.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili perché proposti da soggetti non legittimati: per le istanze di restituzione in sede di incidente di esecuzione il difensore del terzo interessato deve essere munito di procura speciale ai sensi dell'art. 100 c.p.p., e dal controllo degli atti non risultava tale procura. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende in relazione al proprio grado di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Il terzo interessato che propone istanza di restituzione dei beni in sede di incidente di esecuzione può agire mediante difensore solo se munito di procura speciale: in mancanza la domanda è inammissibile. La Corte ha applicato questo principio per dichiarare l'inammissibilità dei ricorsi.

  • Giurisprudenza richiamata: Sez. 3, Sentenza n. 34684 del 14/09/2021 (Gobbi)

    Pronuncia di riferimento che conferma il principio secondo cui il difensore del terzo interessato deve avere procura speciale per proporre richieste di restituzione in sede esecutiva; utilizzata dalla Corte come precedente applicabile al caso concreto.

Massime di principio

  • Per chiedere dissequestro o restituzione di beni in un incidente di esecuzione come terzo interessato è indispensabile munirsi della procura speciale ai sensi dell'art. 100 c.p.p.; l'assenza di tale procura comporta inammissibilità della domanda e delle eventuali impugnazioni.
  • Anche se è stata pronunciata sentenza che dichiara estinti i reati per morte dell'imputato e dispone la restituzione, gli eredi devono rispettare i requisiti formali processuali per attivare la procedura di restituzione; il rispetto della forma è condizione di ammissibilità.
  • La titolarità dei beni deve essere documentata, ma la mancata legittimazione formale (es. mancanza di procura) impedisce al giudice di entrare nel merito e valutare la prova della proprietà.
  • Se si contesta la mancata instaurazione del contraddittorio, la parte deve comunque prima assicurarsi della propria legittimazione processuale: questioni procedurali di ammissibilità possono precludere l'esame delle censure sostanziali.
  • Prassi consigliata: quando si procede in qualità di terzo interessato allegare sempre la procura speciale oltre alla documentazione che prova la titolarità dei beni, chiedere espressamente il contraddittorio e, se necessario, valutare anche azioni civili parallele per il riconoscimento della proprietà.

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