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Legge

L.R. Calabria 35/2020

Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2021-2023

Normativa regionaleL.R. Calabria 35/2020Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge approva il bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per il triennio 2021-2023, con stanziamenti di competenza e cassa, residui presunti, ricorso a mutui, fondi di riserva, FCDE e disavanzo. Le autorizzazioni e gli importi riguardano solo gli esercizi 2021-2023; dal 2024 non derivano effetti diretti della legge.

Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria 2021-2023

Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria 2021-2023

La legge approva il bilancio di previsione della Regione Calabria per il triennio 2021-2023, definendo gli stanziamenti di entrata e di spesa, le autorizzazioni all’accertamento e all’impegno, i residui presunti, i fondi di riserva e gli accantonamenti prudenziali. La disciplina ha efficacia nel solo ambito regionale calabrese e riguarda gli esercizi finanziari 2021, 2022 e 2023.

Quadro generale delle entrate e delle spese

Il bilancio è costruito secondo gli schemi armonizzati del d.lgs. 118/2011 e distingue competenza, cassa e residui presunti. Per il 2021 le entrate/spese di competenza al netto delle partite di giro ammontano a 6.612.365.559 euro; per il 2022 a 5.505.734.971,33 euro; per il 2023 a 5.063.033.504,30 euro. Le partite di giro e le contabilità speciali sono pari a 2 miliardi annui in competenza.

Sul versante di cassa, il 2021 presenta uno stanziamento di cassa dell’entrata al netto delle contabilità speciali pari a 13.759.533.267,67 euro e della spesa pari a 12.118.158.547,63 euro, con contabilità speciali di cassa pari a 2.343.138.000,12 euro in entrata e 2.986.904.040,49 euro in spesa.

Residui presunti

Alla data del 1° gennaio 2021 sono approvati:

  • residui attivi presunti delle tipologie, al netto delle contabilità speciali: 6.735.359.200,14 euro;
  • residui attivi presunti delle contabilità speciali: 343.138.000,12 euro;
  • residui passivi presunti dei programmi, al netto delle contabilità speciali: 5.095.238.700,43 euro;
  • residui passivi presunti delle contabilità speciali: 986.904.040,49 euro.

La nota integrativa riporta poi i residui presunti complessivi alla data di predisposizione del bilancio, pari a 7.078.497.200,26 euro di residui attivi e 6.082.142.740,92 euro di residui passivi.

Indebitamento e mutui

Sono autorizzate, per la copertura della quota regionale di cofinanziamento dei programmi operativi 2014-2020 FESR e FEASR, entrate da mutui con oneri a carico del bilancio regionale pari a 40.426.824,99 euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 e a 18.571.428,57 euro per il 2023. Inoltre, per gli investimenti relativi all’accordo Stato-Regioni del 15 ottobre 2018, sono previsti mutui per 46.086.701,69 euro nel 2021, 46.082.241,11 euro nel 2022 e 20.862.127,74 euro nel 2023.

Gli oneri di ammortamento trovano copertura nei programmi U.50.01 e U.50.02; per gli anni successivi la copertura è demandata ai bilanci futuri.

La nota integrativa attesta il rispetto dei limiti di indebitamento: il margine disponibile per nuove rate di ammortamento è pari a 121.695.923,67 euro nel 2021, 110.734.851,06 euro nel 2022 e 109.737.200,28 euro nel 2023.

Fondi di riserva e accantonamenti

Il fondo di riserva per spese obbligatorie e d’ordine è iscritto a 8 milioni di euro per ciascun anno del triennio. Il fondo per spese impreviste è fissato in 500.000 euro per il 2021. Il fondo di riserva di cassa è determinato in 700 milioni di euro per il 2021, ripartiti in 300 milioni per spese correnti e 400 milioni per spese in conto capitale.

Sono inoltre previsti gli accantonamenti prudenziali del titolo 20, tra cui FCDE, fondo contenzioso, fondo perdite partecipate, fondo pignoramenti, fondo debiti fuori bilancio e altri fondi.

Risultato di amministrazione presunto e disavanzo

Il risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2020 è pari a 1.291.180.118,23 euro. La parte accantonata ammonta a 769.843.867,39 euro e la parte vincolata a 597.809.649,07 euro; la quota destinata agli investimenti è pari a zero. La parte disponibile è negativa per 76.473.398,23 euro.

Il disavanzo presunto è ripartito in:

  • 753.322,46 euro derivanti dal riaccertamento straordinario dei residui;
  • 75.720.075,77 euro derivanti dal fondo anticipazioni di liquidità ex D.L. 35/2013.

Per il triennio 2021-2023 il ripiano è così quantificato:

  • 2021: 5.640.266,67 euro;
  • 2022: 5.708.751,13 euro;
  • 2023: 5.779.330,52 euro.

La nota precisa che il ripiano del disavanzo da riaccertamento straordinario segue una logica prudenziale e che la quota residua dopo il triennio è pari a 68.796.170,72 euro, da ripianare negli esercizi successivi secondo la programmazione vigente.

Fondo crediti di dubbia esigibilità

Il FCDE è determinato in:

  • 106.698.200,85 euro per il 2021;
  • 51.289.809,40 euro per il 2022;
  • 51.289.809,40 euro per il 2023.

La nota integrativa spiega che sono escluse, in particolare, le entrate da altre amministrazioni pubbliche e da UE, le entrate accertate per cassa, le entrate tributarie destinate alla sanità e le entrate considerate certe sulla base dei dati contabili ed extracontabili. Restano invece incluse, tra le principali, tassa automobilistica, tasse sulle concessioni regionali, tributo sul deposito in discarica, canoni idrici e altre entrate extratributarie di dubbia esazione.

Fondo rischi legali e fondo perdite partecipate

Il fondo per i rischi legali è determinato in:

  • 11.314.097,32 euro per il 2021;
  • 11.228.489,82 euro per il 2022;
  • 11.228.489,82 euro per il 2023.

Il fondo per la copertura delle perdite delle società partecipate è pari a 218.481 euro, sulla base delle perdite e degli utili risultanti dai bilanci/situazioni contabili delle partecipate considerate.

Spesa sanitaria e perimetro salute

La sanità assorbe la quota principale del bilancio regionale. Le entrate per sanità sono pari a 3.588.629.336 euro nel 2021 e a 3.552.836.773 euro nel 2022 e 2023. La spesa sanitaria complessiva è articolata in fondo sanitario, quota integrativa, mobilità passiva, mobilità internazionale, fibrosi cistica, quota premiale e risorse Covid-19.

La nota integrativa indica che il settore sanitario, comprensivo delle risorse a vincolo sanitario e della fiscalità regionale destinata alla salute, rappresenta oltre il 60% delle entrate/spese complessive di competenza.

Spesa per investimenti e risorse vincolate

Una parte rilevante del bilancio è finanziata da risorse vincolate, in particolare POR, PAC e FSC. Per il 2021 la spesa per risorse POR e PAC è pari a 622.304.718 euro, il FSC a 497.524.183 euro e gli altri fondi vincolati a 472.323.585 euro. La nota evidenzia anche investimenti su scuole, difesa del suolo, trasporti, ambiente, cultura e sviluppo economico.

Sono riportati specifici impegni pluriennali per opere pubbliche e investimenti obbligatori, con dettagli nei prospetti allegati.

Spese obbligatorie e partecipazioni

La nota integrativa allega l’elenco delle spese obbligatorie e dei capitoli interessati, soprattutto per personale, mutui, canoni, manutenzioni, utenze, contributi costanti pluriennali e altre spese incomprimibili.

Sono inoltre elencati gli organismi strumentali, gli enti controllati e partecipati e le società del gruppo amministrazione pubblica regionale, con l’indicazione delle principali partecipazioni dirette della Regione Calabria.

Garanzie e strumenti derivati

La Regione dichiara di aver rilasciato garanzie fideiussorie per un importo annuo complessivo di 1.553.671,39 euro a favore del Consorzio di Bonifica della Piana di Sibari e della Media Valle Crati. La nota precisa inoltre che non risultano più contratti di finanza derivata o contratti di finanziamento con componente derivata.

Vincoli di applicabilità temporale e contesto

Le autorizzazioni, gli stanziamenti e i ripiani disciplinati dalla legge riguardano esclusivamente il triennio 2021-2023. Diverse poste, in particolare mutui, contributi pluriennali, accantonamenti e fondi, sono costruite su basi transitorie o su piani di ammortamento e, per la parte eccedente il triennio, rinviano ai bilanci successivi o risultano esaurite con gli esercizi indicati. In ragione della sua natura di legge di bilancio per un triennio ormai concluso, il provvedimento è oggi di utilità solo storica e contabile, non come disciplina corrente applicabile a nuove fattispecie.

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