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Legge

L.R. Sardegna 14/2000

Attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, sulla tutela delle acque dall'inquinamento, modifica alla leggi regionali 21 settembre 1993, n. 46 e 29 luglio 1998, n. 23 e disposizioni varie

Normativa regionaleL.R. Sardegna 14/2000Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale attua il d.lgs. 152/1999 in Sardegna, disciplina piano di tutela delle acque, autorizzazioni agli scarichi, riutilizzo reflui e flussi informativi, e stanzia fondi per depurazione, rifiuti, bonifiche e monitoraggi ambientali. Modifica anche la legge regionale sulla caccia e prevede interventi straordinari per pesca e stagno di Cabras. Alcune misure sono limitate agli anni 2000-2002 o a eventi del 1997-1999.

Tutela delle acque, rifiuti, caccia e interventi ambientali in Sardegna

Tutela delle acque, rifiuti, fauna e interventi ambientali in Sardegna

La legge regionale disciplina l’attuazione in Sardegna del d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152 in materia di tutela delle acque dall’inquinamento, introduce modifiche alla normativa regionale sulla caccia e reca varie autorizzazioni di spesa per interventi ambientali, faunistici e di settore. Molte disposizioni hanno efficacia limitata agli anni 2000-2002 o a specifici eventi già verificatisi.

Attuazione della disciplina sulle acque

È istituito presso l’Assessorato della difesa dell’ambiente un Centro di documentazione per la raccolta, elaborazione, gestione e diffusione dei dati sui bacini idrografici. Per l’istituzione e il funzionamento del Centro, nonché per le funzioni regionali previste dal d.lgs. 152/1999, è autorizzata per il 2000 una spesa di lire 900.000.000.

Piano di tutela delle acque

Il piano di tutela delle acque è redatto dall’Assessorato competente con la partecipazione delle province e dell’autorità d’ambito del servizio idrico integrato. Dopo una prima fase di redazione, la Giunta approva un documento sintetico con obiettivi di qualità ambientale, misure di tutela qualitative e quantitative, tempi, priorità, costi e criteri di verifica. Il Consiglio regionale si pronuncia entro 90 giorni; se non lo fa, il documento si intende approvato. La stesura definitiva è poi predisposta dall’Assessorato, approvata dalla Giunta e pubblicata sul BURAS.

Nelle more dell’approvazione del piano:

  • devono essere attivati gli schemi fognario-depurativi già realizzati conformi al PRRA;
  • devono essere realizzati e attivati anche quelli previsti dal PRRA, salvo soluzioni tecniche alternative ecologicamente compatibili ed economicamente più vantaggiose;
  • in caso di inadempienza dei titolari di scarichi di acque reflue urbane si applicano le sanzioni amministrative del d.lgs. 152/1999, ferme restando le sanzioni penali.

Autorizzazioni agli scarichi, sanzioni e riutilizzo delle acque reflue

Salvo quanto diversamente disposto dalla legge, si applica la disciplina del d.lgs. 152/1999. In deroga a tale decreto:

  • i comuni rilasciano le autorizzazioni allo scarico fuori fognatura delle acque reflue domestiche provenienti da insediamenti isolati fino a 100 abitanti equivalenti;
  • le sanzioni amministrative pecuniarie sono irrogate dall’autorità competente al rilascio dell’autorizzazione; comuni e province destinano i relativi proventi alle finalità previste dal d.lgs. 152/1999;
  • le province rilasciano le autorizzazioni in deroga ex art. 36, comma 2, del d.lgs. 152/1999, che comprendono anche l’autorizzazione alle operazioni di smaltimento ex d.lgs. 22/1997.

Il riutilizzo ai fini irrigui o produttivi delle acque reflue urbane, industriali e domestiche, previo adeguato trattamento, è qualificato come risorsa idrica non convenzionale restituita in ambiente o in ciclo produttivo, complementare allo scarico in corpo idrico superficiale. Esso è soggetto a preventiva comunicazione ai comuni interessati e alle province, secondo una direttiva dell’Assessorato della difesa dell’ambiente. La violazione della comunicazione preventiva, delle modalità e dei siti di utilizzo, dei limiti di accettabilità e delle prescrizioni della direttiva è punita con sanzione amministrativa da lire 2 milioni a 10 milioni.

Province, comuni e soggetti titolari di strutture acquedottistiche, fognarie, depurative o di monitoraggio delle acque devono trasmettere all’Assessorato i dati necessari alla divulgazione sullo stato di qualità delle acque e agli adempimenti informativi verso l’ANPA e verso la disciplina comunitaria.

Catasto dei rifiuti e finanziamenti ambientali

Per il funzionamento della Sezione regionale del Catasto dei rifiuti è autorizzata per il 2000 la spesa di lire 100.000.000.

La legge inoltre autorizza varie spese pluriennali per:

  • realizzazione di impianti di depurazione, per lire 4.000.000.000 annue nel 2000 e 2001;
  • realizzazione del Piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti, per lire 2.000.000.000 nel 2000 e lire 1.000.000.000 nel 2001;
  • bonifiche, messa in sicurezza e ripristino ambientale di siti interessati da smaltimento incontrollato di rifiuti, per lire 1.000.000.000 nel 2001;
  • interventi infrastrutturali ambientali con proroga dei termini di impegnabilità dei fondi al 31 dicembre 2000 e 30 gennaio 2001.

Modifiche alla disciplina regionale sulla bonifica dei siti inquinati

La legge sostituisce la norma regionale sulla bonifica dei siti inquinati, consentendo all’Amministrazione regionale di finanziare comuni e province per interventi urgenti di bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale in aree interessate dallo smaltimento incontrollato di rifiuti, secondo la pianificazione regionale di settore e specifici programmi provinciali.

Modifiche alla legge regionale sulla caccia

La disciplina venatoria viene modificata in più punti. Tra le principali novità:

  • sono soppresse alcune specie cacciabili tra gli uccelli migratori: passera mattugia, passera oltremontana, storno e pittima reale;
  • è riformulata la disciplina del risarcimento dei danni da fauna selvatica;
  • la tassa di rilascio dell’abilitazione venatoria deve essere pagata al momento della consegna dell’atto e vale come pagamento della prima tassa annuale;
  • fino all’attivazione degli istituti previsti nel piano faunistico-venatorio regionale non è richiesta la tassa per il rilascio dell’abilitazione venatoria, ma il rilascio è subordinato al contributo di partecipazione alle spese previsto dalla legge regionale n. 32/1978;
  • è eliminato il divieto di esercizio venatorio per appartenenti al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ufficiali e agenti di polizia giudiziaria e guardie comunali, urbane e campestri nel territorio di servizio.

Interventi per pesca, acquacoltura e canoni demaniali

Per le imprese di pesca e acquacoltura che subiscano danni o perdite per eventi naturali eccezionali o alterazioni del regime idraulico, la Regione può concedere risarcimenti e indennizzi. L’indennizzo per la compromissione del bilancio aziendale non può superare il 60% del mancato reddito. Le misure si applicano anche agli eventi verificatisi negli anni 1997, 1998 e 1999. La previsione è stata successivamente abrogata con decorrenza subordinata all’approvazione della Commissione europea.

È inoltre autorizzata per il 2000 la spesa per restituire all’Amministrazione finanziaria statale i canoni demaniali per attività di pesca incassati dalla Regione dal 1982 al 1995.

Piano straordinario per lo stagno di Cabras

A seguito della moria ittica provocata dagli eventi eccezionali del giugno 1999, l’Amministrazione regionale deve dotarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di un piano di recupero ambientale e di rilancio produttivo dello stagno di Cabras. Il piano è approvato dalla Giunta, su proposta dell’Assessore della difesa dell’ambiente, sentita la Commissione consiliare competente, il cui parere va reso entro 30 giorni.

L’attuazione è coordinata dall’Assessorato con il coinvolgimento del concessionario della pesca, della Provincia di Oristano, dei Comuni di Cabras, Nurachi e Riola, dell’Azienda USL n. 5 e del Consorzio di bonifica di Oristano, anche mediante delega di singoli interventi.

Alle imprese di pesca operanti nello stagno danneggiate dagli eventi del 1999 sono estese le provvidenze previste per gli eventi naturali eccezionali, per i danni subiti negli anni 1999-2002. Sono previste anche specifiche autorizzazioni di spesa per il piano e per i ristori.

Monitoraggi, fauna, laghi salsi e rete radio regionale

Sono previsti finanziamenti per:

  • la gestione delle attività di monitoraggio dei siti di interesse comunitario ai sensi della direttiva 92/43/CEE;
  • il monitoraggio dei fenicotteri nell’area protetta del Parco di Molentargius;
  • la predisposizione di una pianificazione tecnica regionale e la gestione della struttura di monitoraggio degli interventi di valorizzazione dei laghi salsi della Sardegna;
  • la gestione e manutenzione della rete radio regionale per la difesa boschiva, la protezione civile e le emergenze ambientali e sanitarie.

È inoltre stanziata una somma per interventi nei compendi ittici, in particolare per completamento ed espropriazioni nel compendio ittico di Avalè Su Petrosu (Orosei).

Copertura finanziaria e durata delle misure

La legge ridetermina alcuni stanziamenti già previsti da leggi regionali precedenti e introduce variazioni di bilancio in entrata e in spesa per il triennio 2000-2002. Le misure finanziarie sono in larga parte limitate agli esercizi 2000, 2001 e 2002, mentre alcune riguardano spese una tantum o eventi già verificatisi.

Entrata in vigore

La legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno della pubblicazione nel BURAS.

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