Risposta n. 283 del 27/08/2020
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeRecupero di somme indebitamente corrisposte assoggettate a ritenuta alla fonte a titolo d'acconto IRPEF (es. ratei di pensione post mortem)
Il quesito
Come assicurare il recupero integrale delle ritenute IRPEF versate su prestazioni erogate post mortem a soggetti terzi: compensazione con F24 EP, dichiarazioni 770 integrative, istanza di rimborso ex art.38 DPR 602/1973 o applicazione art.21 co.2 DLgs 546/1992; possibile utilizzo del quadro DI del modello 770 per aggregare i crediti?
Soluzione prospettata dal contribuente
L'Istante propone di compensare con F24 Enti Pubblici le ritenute nell'anno di conoscenza del decesso e nell'anno precedente; per le altre annualità presentare tante dichiarazioni integrative del modello 770 quante le annualità interessate; ove possibile chiedere rimborso ai sensi dell'art.38 DPR 602/1973 entro 48 mesi, o ricorrere all'art.21 co.2 DLgs 546/1992 se il termine è decorso; in alternativa utilizzare il quadro DI dell'ultimo 770 per elencare i crediti e poi scomputarli (codice tributo 166E).
Il parere dell’Agenzia
L'Agenzia distingue due ipotesi. Se il percettore è erede: l'ente può recuperare i ratei indebitamente erogati al lordo delle ritenute e l'erede può dedurre l'importo lordo ai sensi dell'art.10 co.1 lett. d-bis TUIR. Se il percettore non è erede: l'ente può recuperare in compensazione con F24EP le ritenute dell'anno di conoscenza del decesso e, entro i termini, quelle dell'anno precedente tramite modello 770; per annualità ancora soggette a decadenza il recupero avviene con dichiarazioni integrative 770 e inserimento del maggior credito nel quadro DI del 770 presentato; non sono applicabili ex se art.38 DPR 602/1973 né art.21 co.2 DLgs 546/1992 in forza della sola conoscenza del decesso (salvo sentenza giudiziale che accerti l'illegittima percezione). Infine, per somme restituite dal 1/1/2020 si applicano le novità del DL Rilancio (art.10 co.2-bis e art.150) che prevedono restituzione netta delle somme e, per il sostituto, un credito d'imposta pari al 30% utilizzabile in compensazione, con evidenza in CU e nel modello 770.
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