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Legge

L.R. Lombardia 1/2014

Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 luglio 2007, n. 16 (Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi) - Ampliamento dei confini del parco regionale della Valle del Lambro. Norme di salvaguardia nelle aree oggetto di ampliamento dei confini dei parchi regionali e naturali

Normativa regionaleL.R. Lombardia 1/2014Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge amplia il parco regionale della Valle del Lambro nelle aree del comune di Cassago Brianza e aggiorna i confini della relativa cartografia. Introduce norme di salvaguardia per le aree di ampliamento, applicabili in via transitoria fino all’adozione della proposta di piano territoriale di coordinamento e comunque per non oltre due anni dall’entrata in vigore, con divieti su cave, discariche, depositi, trasformazioni del suolo, interventi sul regime idrico e nuovi edifici, salvo eccezioni previste.

Ampliamento del parco regionale della Valle del Lambro e norme di salvaguardia per le aree ampliate

Ampliamento del parco regionale della Valle del Lambro

La legge regionale interviene sul testo unico lombardo in materia di parchi per ampliare il perimetro del parco regionale della Valle del Lambro. L’estensione riguarda specificamente aree del comune di Cassago Brianza, con conseguente aggiornamento della cartografia ufficiale dei confini del parco regionale e del parco naturale.

Aggiornamento dei confini e della cartografia

I confini del parco regionale e del parco naturale della Valle del Lambro sono quelli risultanti dalla planimetria "Parco della Valle del Lambro" in scala 1:10.000 allegata alla legge, che sostituisce le precedenti tavole. La modifica ha quindi effetto sulla delimitazione ufficiale dell’area protetta nel territorio regionale interessato.

Modifiche al testo unico regionale sui parchi

La legge modifica la l.r. 16 luglio 2007, n. 16, inserendo Cassago Brianza tra i comuni richiamati nella disciplina del parco della Valle del Lambro. Viene inoltre introdotto un nuovo articolo dedicato all’ampliamento dei confini e alle norme di salvaguardia, che disciplina sia la gestione delle aree acquisite al perimetro del parco sia il regime provvisorio applicabile prima dell’approvazione del piano territoriale di coordinamento.

Gestione delle aree ampliate

Le aree oggetto di ampliamento sono affidate alla gestione dell’ente gestore del parco i cui confini risultano ampliati. La disciplina fa salva la cornice generale prevista dalla normativa regionale sui parchi e richiama, per le modalità di approvazione delle modifiche ai confini, la legge regionale 86/1983 e le relative disposizioni richiamate dal testo.

Norme di salvaguardia per le aree di ampliamento dei parchi regionali

Per le aree oggetto di ampliamento dei confini del parco regionale approvato con o anche dopo l’entrata in vigore di questa legge, si applicano norme di salvaguardia fino all’adozione della proposta di piano territoriale di coordinamento e comunque per un massimo di due anni dalla data di entrata in vigore della legge di modifica dei confini. Resta ferma l’eventuale applicazione di previsioni urbanistiche più restrittive.

Divieti nelle aree di ampliamento del parco

All’esterno del perimetro del tessuto urbano consolidato, come definito dal piano delle regole, nelle aree costituenti l’ampliamento non sono consentiti:

  • apertura di nuove cave o miniere e realizzazione di nuove discariche di rifiuti;
  • depositi permanenti o temporanei di materiali dismessi, salvo attività agro-silvo-pastorali e raccolte autorizzate;
  • livellamento di terrazzi e declivi;
  • interventi che modifichino il regime idrico o la composizione delle acque, salvi i prelievi funzionali ad attività agro-silvo-pastorali, al consumo umano o al corretto assetto idraulico;
  • trasformazione dei boschi, salvo interventi finalizzati ad arricchimento della biodiversità, viabilità agro-silvo-pastorale, allacciamenti tecnologici, opere pubbliche, collegamenti viari a edifici esistenti o costruzione di edifici strettamente pertinenti alla conduzione dei fondi agricoli;
  • costruzione di nuovi edifici, salvo, nelle aree destinate all’agricoltura dal documento di piano, quelli strettamente pertinenti alla conduzione dei fondi agricoli e nel rispetto della disciplina urbanistico-edilizia richiamata dalla legge.

Disciplina per i parchi naturali ampliati successivamente

Per le aree oggetto di ampliamento dei confini del parco naturale approvato dopo l’entrata in vigore della legge, si applicano le norme di salvaguardia e i divieti previsti dalla legge istitutiva del parco naturale stesso. La legge distingue quindi il regime dei parchi regionali da quello dei parchi naturali ampliati successivamente.

Aggiornamento dell’allegato normativo

L’allegato al testo unico regionale viene aggiornato con l’indicazione della presente legge tra le leggi di modifica riferite al parco della Valle del Lambro, in coerenza con l’intervento di ampliamento e con la nuova disciplina di salvaguardia.

Ambito territoriale e utilità pratica

La disciplina ha efficacia esclusivamente nel territorio della Regione Lombardia e riguarda in modo mirato il parco regionale della Valle del Lambro e le aree di Cassago Brianza incluse nell’ampliamento. Per la parte relativa alle norme di salvaguardia, rileva il limite temporale massimo di due anni dall’entrata in vigore della legge di modifica dei confini, salvo adozione anticipata della proposta di piano territoriale di coordinamento.

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