Cassazione Civile, Sentenza n. 26844/2020 del 25/11/2020
Sintesi
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La controversia
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Massime di principio
- Quando si è "in fase di valutazione" circa l'oscuramento di contenuti, va innanzitutto verificata l'esistenza e l'applicabilità di un provvedimento autoritativo (ordine dell'Autorità, decreto giudiziario) oppure l'applicazione di procedure extragiudiziarie (notice-and-takedown previste da termini di servizio).
- Valutare la sussistenza del requisito di illiceità o del danno concreto: l'oscuramento deve essere proporzionato rispetto all'interesse tutelato (es. protezione di minori, segreti industriali, diritto d'autore) e motivato su basi fattuali e giuridiche chiare.
- Salvaguardare principi di diritto di cronaca e libertà di espressione: l'eventuale oscuramento non deve comprimere il diritto di informazione più del necessario; verificare se il contenuto rientri in eccezioni o legittime forme di critica/informazione.
- Documentare e conservare le prove prima dell'oscuramento (log, copie del contenuto, notifiche): ciò è fondamentale sia per eventuali contestazioni giurisdizionali sia per applicare correttamente regole di responsabilità degli intermediari.
- Applicare la procedura più rapida compatibile con le garanzie processuali: se la situazione richiede intervento urgente, valutare strumenti cautelari o provvedimenti provvisori; in assenza di urgenza privilegiare procedure ordinarie con diritto di replica del soggetto interessato.
- Verificare la normativa di riferimento e la giurisdizione competente prima di procedere: norme nazionali, regolamenti europei (es. Digital Services Act) e contratti con i provider possono prevedere obblighi e tutele diversi.
- Se l'oscuramento è operato da un intermediario privato (piattaforma), controllare i termini di servizio e la policy interna: la legittimità dell'operazione può dipendere anche dal rispetto delle proprie regole contrattuali e delle procedure di contestazione previste.
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