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Legge

LEGGE 23 dicembre 1999, n. 488

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato

Normativa italiana099G0567

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge fissa per il 2000 e il biennio 2001-2002 i limiti di saldo netto da finanziare e di ricorso al mercato, disciplina ampie dismissioni di immobili pubblici e previdenziali, e introduce numerose modifiche fiscali su IRPEF, IVA, imposte indirette e tasse automobilistiche, con varie decorrenze temporali e norme transitorie.

Legge finanziaria 2000: saldo di finanza pubblica, dismissioni immobiliari e misure fiscali

Legge finanziaria 2000: saldi, dismissioni patrimoniali e misure fiscali

Il provvedimento definisce i principali vincoli di finanza pubblica per il 2000 e per il biennio successivo e interviene in modo esteso sulla valorizzazione e dismissione di patrimoni immobiliari pubblici e previdenziali. Introduce inoltre una serie articolata di modifiche tributarie e di agevolazioni fiscali, molte delle quali con efficacia limitata a specifici periodi d’imposta.

Vincoli di finanza pubblica e destinazione di eventuali maggiori entrate

Per il 2000 viene confermato il livello massimo del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato finanziario, con indicazione separata delle regolazioni debitorie. Per il 2001 e il 2002 sono fissati i limiti del saldo netto da finanziare e del ricorso al mercato sia per il bilancio a legislazione vigente sia per quello programmatico.

Le maggiori entrate tributarie del 2000 devono essere destinate prioritariamente al conseguimento degli obiettivi di indebitamento netto e dei saldi di finanza pubblica. Le eventuali entrate ulteriori derivanti dalla lotta all’evasione, insieme alle minori spese, sono destinate alla riduzione della pressione fiscale, salvo la necessità di finanziare interventi di particolare rilievo per lo sviluppo economico o di far fronte a emergenze economico-finanziarie.

Dismissione di beni e diritti immobiliari degli enti previdenziali

La legge amplia e rafforza i programmi di dismissione degli immobili degli enti previdenziali pubblici, attribuendo ai Ministri competenti il potere di definire modalità, tempi e condizioni, anche in deroga alla normativa vigente. Restano salvi i diritti dei conduttori, anche in caso di vendita a intermediari, e il Ministero vigilante può esercitare poteri sostitutivi in caso di inerzia o ritardo dell’ente.

Le alienazioni possono avvenire:

  • singolarmente;
  • a cooperative di abitazione composte dagli inquilini;
  • in lotti a intermediari selezionati con procedure competitive.

Gli intermediari acquistano gli immobili e si impegnano, di regola, a rivenderli entro il termine pattuito, riversando all’ente la differenza tra prezzo di rivendita e prezzo di acquisto al netto di una commissione progressiva. In caso di mancata rivendita nel termine, il conguaglio avviene sul valore di mercato indicato dal consulente, con regole differenziate se l’intermediario abbia o meno esperito tutte le procedure di vendita, compresa l’asta pubblica.

Sono previste inoltre:

  • esonero dalla consegna dei documenti di proprietà mediante dichiarazione sostitutiva di titolarità;
  • riduzione al 20% degli onorari notarili;
  • applicazione delle norme speciali per i beni vincolati ai sensi della legge n. 1089/1939;
  • possibilità di alienazione, anche senza autorizzazione, dei beni non vincolati.

La legge contempla anche alternative alla vendita diretta, tramite quote di fondi immobiliari o cartolarizzazione dei canoni di locazione, con facoltà dello Stato di prestare garanzia sui titoli emessi. I proventi delle dismissioni affluiscono agli enti titolari, con specifiche regole per la gestione delle giacenze e degli interessi maturati.

Sono poi introdotte regole particolari per:

  • gli immobili di pregio;
  • i programmi già avviati ma ancora preliminari;
  • l’eventuale passaggio a un modello di dismissione disciplinato dai commi speciali se non pubblicato il bando entro date prefissate.

Patrimonio immobiliare dello Stato

Per gli immobili e diritti immobiliari appartenenti al patrimonio dello Stato non conferiti nei fondi immobiliari, la legge prevede programmi di alienazione definiti dal Ministro competente, con criteri, tempi e modalità stabiliti di concerto con il Ministro delle finanze. Restano disciplinati il diritto di prelazione, i diritti dei conduttori e gli obblighi connessi, con il supporto di consulenti immobiliari scelti mediante procedure competitive.

Lo Stato può alienare anche beni fuori programma e può essere esonerato dalla consegna dei documenti relativi alla proprietà, alla regolarità urbanistica e fiscale, mediante dichiarazione sostitutiva. Gli onorari notarili sono ridotti al 20%.

Per i beni agricoli del patrimonio statale la disciplina è adattata alla destinazione agricola, escludendo alcune categorie di beni pubblici e imponendo lotti minimi di dieci ettari, con preferenza per imprenditori agricoli e, in particolare, per i giovani under 40.

Sono inoltre previste regole specifiche per la tutela del patrimonio storico-artistico, con termini per l’intervento del Ministero competente e, in caso di inerzia, del Presidente del Consiglio.

Le disposizioni continuano ad applicarsi fino alla piena operatività dell’Agenzia del demanio.

Dismissioni del patrimonio di Ferrovie dello Stato e Poste

Per Ferrovie dello Stato Spa la legge agevola la trascrizione, intavolazione e voltura dei beni nel processo di dismissione del patrimonio non strumentale al servizio ferroviario, con esenzione da tributi speciali catastali e pagamento di imposte e tasse in misura fissa.

Per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica disciplinati dalla legge n. 560/1993 vengono modificate le regole di vendita, con possibilità di cessione in blocco e a terzi, fermo il diritto dell’assegnatario alla prosecuzione della locazione nei casi previsti e con priorità, a parità di prezzo, in favore di determinate categorie di acquirenti.

Imposte sui redditi: principali agevolazioni e modifiche IRPEF

La legge modifica in modo esteso il TUIR, prevedendo:

  • deduzione per l’abitazione principale e pertinenze fino a lire 1.800.000, proporzionata al periodo e alla quota di possesso;
  • riduzione dell’aliquota IRPEF del secondo scaglione dal 26,5% al 25,5%;
  • aumento delle detrazioni per familiari a carico e per figli minori di tre anni;
  • incremento delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente e autonomo;
  • nuove detrazioni per pensionati, con importi differenziati in base all’età e al reddito;
  • nuova detrazione per alcuni redditi “misti” con abitazione principale, assegni periodici, collaborazioni coordinate e continuative e rapporti di lavoro dipendente di durata inferiore all’anno;
  • detrazione per canoni di locazione dell’abitazione principale, entro determinati limiti di reddito;
  • agevolazioni specifiche per non vedenti e sordomuti, compresi cani guida e autoveicoli adattati, nonché detrazione forfettaria per il mantenimento dei cani guida;
  • innalzamento del limite delle spese funebri detraibili;
  • esenzione per alcune borse di studio del programma Socrates e per le somme aggiuntive universitarie entro il limite annuo previsto;
  • proroga e rimodulazione di misure per spese di recupero edilizio e sicurezza statica degli edifici, incluse spese di documentazione e relativi mutui.

Le disposizioni hanno decorrenze differenziate: alcune si applicano già al periodo d’imposta 1999, altre dal 2000, altre ancora a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 1999. Sono espressamente previste anche norme che escludono gli effetti sugli acconti per il 1999.

Fondo per servizi locali e IVA

Viene istituito presso il Ministero dell’interno un fondo alimentato dal gettito IVA derivante dall’assoggettamento ad imposta di determinati servizi non commerciali affidati dagli enti locali a soggetti esterni dal 1° gennaio 2000. Il fondo è destinato a contenere le tariffe ed è ripartito con regolamento attuativo.

In materia IVA, fino al 30 settembre 2003 sono soggette all’aliquota del 10% le prestazioni di assistenza domiciliare per categorie socialmente fragili e gli interventi di recupero edilizio su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata. L’aliquota si applica alle operazioni fatturate dal 1° gennaio 2000. È inoltre prorogata al 31 dicembre 2000 l’indetraibilità IVA per taluni veicoli.

Imposte indirette, tasse automobilistiche e altre misure speciali

La legge interviene sulla disciplina delle tasse automobilistiche, introducendo il riferimento al peso massimo dei rimorchi trasportabili e una tabella specifica per la massa rimorchiabile degli autoveicoli da trasporto cose, con eventuale aggiornamento mediante decreto ministeriale.

Sono inoltre previste ulteriori misure su altre imposte indirette e sul riparto delle risorse pubbliche, con specifiche autorizzazioni di spesa per università e ricerca, sanità e altre finalità settoriali.

Disposizioni transitorie, relazioni al Parlamento e applicazioni limitate nel tempo

Numerose misure sono espressamente temporanee o collegate a scadenze precise, tra cui:

  • limiti di finanza pubblica per il triennio 2000-2002;
  • agevolazioni IVA fino al 30 settembre 2003;
  • applicazione di alcune norme IRPEF dal periodo d’imposta 1999 o 2000;
  • riduzione dell’acconto IRPEF per il 2000;
  • obblighi di relazione annuale alle Camere da parte dei Ministri competenti sulle operazioni immobiliari e sulle dismissioni.

Le disposizioni in materia di alienazione del patrimonio statale restano in vigore fino alla piena operatività dell’Agenzia del demanio.

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