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Sentenza

Sentenza del 02/03/2022 n. 808 - Comm. Trib. Reg. per la Calabria

Processo - Appello - Sentenza - Motivazione per relationem - Validità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Verificare la validità della motivazione 'per relationem' adottata dalla corte d'appello: cioè se la corte d'appello possa limitarsi a richiamare la sentenza di primo grado oppure debba fornire, anche sinteticamente, le ragioni della conferma rispetto ai motivi di impugnazione o indicare l'identità delle questioni tra i due gradi. In particolare si discute se la mera adesione acritica alla decisione di primo grado, senza valutazione dell'infondatezza dei motivi di gravame, sia conforme ai requisiti di motivazione.

La decisione

La Corte ha stabilito che la sentenza di appello può essere motivata per relationem, purché la parte motiva dell'appello dia conto, anche in forma sintetica, delle ragioni della conferma rispetto ai motivi di impugnazione ovvero dichiari l'identità delle questioni prospettate in appello rispetto a quelle già esaminate in primo grado. È censurabile la decisione che si limiti ad aderire in modo acritico alla sentenza di primo grado senza alcuna autonoma valutazione circa l'infondatezza dei motivi di gravame; in tal caso la motivazione è insufficiente e la decisione è viziata.

Massime di principio

  • La motivazione per relationem è ammessa ma non può sostituirsi a qualsiasi forma di argomentazione: deve risultare dalla lettura congiunta delle parti motivazionali (prima e secondo grado) un percorso argomentativo coerente ed esaustivo.
  • Se l'appello ripropone questioni identiche a quelle già esaminate in primo grado, è sufficiente che la corte d'appello indichi chiaramente l'identità delle questioni e richiamando sinteticamente le ragioni della conferma mostri che ha valutato i motivi di impugnazione.
  • È censurabile il richiamo passivo alla pronuncia di primo grado quando manca una valutazione autonoma dell'infondatezza delle censure: in tali casi la motivazione è carente e la pronuncia di appello può essere annullata o cassata per vizio motivazionale.
  • Per il ricorrente: in presenza di motivazione per relationem carente, conviene censurare specificamente l'assenza di una valutazione autonoma dell'appello e chiedere l'annullamento per insufficienza motivazionale.
  • Per il giudice d'appello: è buona pratica riassumere i profili di rilevanza dai motivi di gravame e indicare, anche sinteticamente, le ragioni per cui si conferma la decisione di primo grado, evitando formule di mero adesione.
  • In sede di controllo giudiziale della motivazione, il criterio non è formale adesione ma la possibilità, dalla lettura combinata delle motivazioni di primo e secondo grado, di ricostruire un percorso argomentativo che giustifichi la decisione.

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